Sfuggire al traffico del GRA (senza Google)

Traffico sul GRA

Dal traffico sembra non ci si riesca a liberare. Almeno fino al giorno in cui i nostri valenti amministratori non prendano il coraggio a quattro mani e decidano che i limiti, continuamente superati, delle PM-10, non costituiscano un valido motivo per bloccare la circolazione. Oggi non lo sono. Bastano solo a fermare le auto in qualche innocua domenica di sole. Ben venga, ma e’ poco.

Pensare che Verona, per dirne una, ha superato i limiti consentiti delle PM-10 in 183 giorni nel 2006. Se qualcuno ha deciso che quelli erano i limiti consentiti forse c’era un motivo. E forse proprio per quel motivo, il traffico andava bloccato 183 volte.

Visto quindi che con il traffico dobbiamo convivere, ecco che ci viene in aiuto Google che, come in altri campi, pare scoprire l’acqua calda. Da oggi e’ infatti possibile vedere in tempo reale le informazioni sul traffico di molte citta’ americane. Per provare basta andare a cercare San Francisco e fare click sul bottone “traffic” in alto a destra. Nulla di piu’ facile. Rosso per le strade intasate, verde per quelle scorrevoli.

E noi che siamo a Roma (citta’ di cui il traffico e’ diventato il vero simbolo, piu’ dei pini e delle fontane) come facciamo? Pochi lo sanno ma c’e’ questo utilissimo servizio che da’ la situazione in tempo reale del traffico sul grande raccordo anulare, tratta per tratta. Buona navigazione. E buon rientro a casa…

Show Us The Code

Show Us The Code

La strategia di Microsoft rispetto all’open source e’ quella del bastone e della carota.

Carota: Mentre strizza l’occhio alla comunita’ open source con il portale Port25 redatto da un fantomatico “Open Source Software Lab @ Microsoft”, Microsoft sigla un accordo con Novell (uno dei player delle distribuzioni Linux piu’ orientato alla realta’ aziendale con Suse) per una non meglio precisata partnership nel miglioramento dell’interoperabilita’ tra le due piattaforme. In pratica un accordo che nessuno capisce bene, ma che, nel dubbio, e’ caratterizzato da un flusso imponente di denaro che da Microsoft passa a Novell. E440 milioni di dollari non sono bruscolini.

Bastone: quasi contemporaneamente Steve Ballmer (CEO di Microsoft) dichiara che Linux contiene diverse parti di codice soggetto a licenza Microsoft. Ballmer e’ tornato piu’ volte sul punto asserendo di essere sicuro che Linux viola licenze Microsoft.

Questa strategia si chiama FUD (Fear, uncertainty and doubt) ed ha l’obiettivo di instillare paura, incertezza e dubbio nelle aziende che usano Linux. Che dubbio? Quello che usare Linux o vendere software open source linux based possa essere soggetto da un momento all’altro alla richiesta di danni da parte di Microsoft.

Il punto e’ che da nessuna parte viene detto quali siano le porzioni di codice coperte da licenza proprietaria. Al punto che sono sempre di piu’ gli sviluppatori convinti si tratti di un bluff.

Ora un piccolo gruppo di professionisti e societa’ ha deciso di andare a vedere il bluff di Steve Ballmer dichiarando in una lettera aperta che, qualora non venisse spiegato entro il primo maggio 2007 dove sia il problema, si riterranno liberi di continuare ad usare linux senza che Microsoft possa avere nulla a che pretendere. (If you or Microsoft cannot comply with a response by the date outlined, everyone who endorses this will consider your threats and claims to be empty and libelous.)

La home page della campagna (che si chiama Show Us The Code) e’ http://showusthecode.com, mentre il blog e’ qui.

Yepa ha dato il suo endorsement alla campagna.

Dell chiede. Gli utenti rispondono.

Dell

Dal 31 gennaio il quarantunenne Michael Dell e’ tornato a guidare la societa’ che ha fondato mettendo alla porta Kevin Rollins.

E’ proprio di ieri la notizia che Dell paghera’ all’ex amministratore la modica cifra di 5 milioni di dollari.

A parte queste “quisquilie”, la cosa divertente e’ il metodo scelto per cercare la strada giusta per risollevare le sorti della compagnia. Un “brainstorming”, in pieno stile Web 2.0, esteso a tutti gli utenti. Cosi’ sul sito http://www.dellideastorm.com e’ possibile inserire una propria idea per un prodotto o votare le idee degli altri.

Indovinate cosa c’e’ al primo posto con 68433 voti? PC con Linux preinstallato. Ed al secondo posto? Openoffice invece di Ms Works. Ed al terzo? Di nuovo Linux.

Al quinto? Firefox preinstallato. Al sesto? Nessun sistema operativo.

Insomma, Dell ha chiesto. E gli utenti stanno rispondendo. A questo punto basta un pizzico di coraggio da parte di Dell e l’elevata competitivita’ nel mercato dei pc eliminera’ per sempre l’odiosa Windows Tax.

Dati di borsa finalmente in diretta?

Black Monday (1987)

Secondo molti analisti il crack finanziario del 1987 (il cosiddetto lunedi’ nero) fu causato dalle vendite effettuate in automatico da computer connessi ai dati di borsa. Molti impostarono ordini di vendita automatici quando il valore di un titolo fosse sceso sotto una certa soglia. Questo causo’ un effetto valanga per cui piu’ il prezzo scendeva piu’ i programmi automatici erano spinti a vendere. Per quanto le condizioni dell’economia globale fossero completamente diverse, il crack fu quantitativamente peggiore di quello del 1929.

Da allora non e’ possibile avere a disposizione il valore di un titolo in tempo reale, se non firmando un disclaimer in cui si dichiara che il flusso di dati in tempo reale non verra’ collegato a nessun programma automatico che piazzi degli ordini per noi. Su Internet e’ possibile trovare tantissime fonti che danno il valore di un titolo, ma forse pochi sanno che sono tutte ritardate di circa 20 minuti rispetto al valore corrente di borsa.

Oggi questo non ha molto senso in primo luogo perche’ ci sono diversi modi per evitare che un servizio venga acceduto da una macchina invece che da una persona fisica, in secondo luogo perche’, essendoci molti piu’ utenti connessi, un effetto valanga come quello del 1987 non sarebbe possibile ed in terzo luogo perche’ i dati in diretta sono una specie di segreto di Pulcinella visto che chiunque faccia trading on line puo’ accedervi.

La soluzione viene da Google che e’ entrato in questo mondo con Google Finance ed ha cercato subito di distinguersi dal main player Yahoo. Come? Inizialmente con un’ottima applicazione in flash che ha reso l’analisi dei dati molto piu’ accattivante di quanto non avessimo ancora visto, e successivamente chiedendo alla SEC di far vedere a prezzo basso i dati del NYSE in diretta ai propri utenti.

Risultato. L’11 gennaio 2007 il NYSE ha chiesto alla SEC (l’organo di controllo sulla borsa americano) di poter dare a Google i dati in tempo reale gratuitamente per tutti. E il primo febbraio il NASDAQ si e’ aggiunto nella richiesta.

Se la SEC dovesse accettare avremo la possibilita’ di vedere finalmente i dati di qualunque titolo, in diretta sul Desktop, sul telefonino o sul palmare.

Aprire una macchina con una palla da tennis

Palla da Tennis

Non sono riuscito a capire se si tratta di una leggenda metropolitana o di realta’, ma pare che si possa aprire una macchina con una palla da tennis. Il principio e’ semplice. Si pratica un foro nella pallina, la si appoggia alla serratura e si preme con forza. L’aria compressa che viene sparata nella serratura fa aprire la chiusura centralizzata. Incredibile.

Su Youtube c’e’ un video che spiega tutto. Purtroppo e’ un po’ sessista perche’ fa riferimento ad una “Bionda” (negli states la “bionda” e’ un personaggio che equivale un po’ al nostro Pierino).

Forse dovrei preoccuparmi per il fatto che il filmato sia stato girato con una Mazda, ma non capisco proprio perche’ si dovrebbe usare un sistema tanto complicato per aprire la mia macchina quando ha la cappotta. Comunque appena possibile mi muniro’ di palla da tennis e di telecamera per documentare se funziona veramente o no.

Skype introduce lo scatto alla risposta per SkypeOut

Logo Skype

Brutte notizie per chi chiama con Skype. Dal 18 gennaio bisogna pagare lo scatto alla risposta per tutte le chiamate effettuate da Skype verso telefoni fisici (SkypeOut).

Sulle prime c’e’ stata un po’ di confusione in quanto pareva che Skype avesse bilanciato l’operazione abbassando le tariffe per alcuni paesi, ma appena visti i dati e’ stato chiaro a tutti che si trattava di un palliativo. Le tariffe erano state abbassate (di poco) solo per paesi minori: Guam, Israele, Lussemburgo, Malaysia, Porto Rico, Repubblica Ceca, Alaska e Hawaii negli Stati Uniti, Ungheria. Nel complesso quindi Skype non ha fatto altro che alzare i prezzi.
Gli utenti sono inferociti. Se a questo aggiungiamo che in Italia per chiamare un cellulare da Skype bisogna spendere 28,8 cent/min e che non esiste SkypeIn con numeri geografici, mi chiedo chi ancora usi Skype.

L’alternativa? Un qualunque provider che usi il protocollo aperto SIP. Ce ne sono decine. Per parlare si puo’ usare software free come Gizmo o Twinkle.

E se proprio si vuole essere ancora presenti su Skype, basta tenerlo acceso in un angolo del proprio desktop ed aspettare di essere chiamati.

Presentazione della Yepa Web Interface (video)

Oggi ho prodotto il mio primo video per presentare la Yepa Web Interface. La YWI e’ l’interfaccia mediante la quale i nostri clienti interagiscono con Yepa. E’ possibile vedere i propri domini, gestirli e registrarne di nuovi, vedere la Yepa Knowledge Base, caricare soldi con Paypal o con carta di credito e fare molto altro.

Ho girato il video prendendo cio’ che accadeva sul mio schermo, usando Beryl su linux. Girare il cubo e’ divertentissimo.

Per quanto riguarda la colonna sonora ho usato un pezzo del gruppo di Silvio e Stefano dal titolo MKM1 (come scelgano i titoli ancora non l’ho capito).

Buon divertimento e mi raccomando, mandate a tutti un link a questa pagina o il link al video su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=UUiRHARXGJ0). Attendo commenti.

Week End a Portisco

Portisco

Lo scorso week end ho avuto una sessione di lavoro con gli altri capitani di Friendshipwave in quel del Marina di Portisco (Costa Smeralda) (mappa)

Nel complesso posso dire di aver capito almeno le seguenti cinque cose (forse sono tutte ovvieta’):

  1. In Sardegna di mangia sempre bene.
  2. Lavorare full time e senza distrazioni per un intero week end (per di piu’ su una cosa che ti interessa) da’ molti piu’ risultati di quanto si pensi.
  3. FriendshipWave e’ un progetto emozionante. Spero riusciremo a coinvolgere piu’ marinai possibile.
  4. Il ParkinGo di Fiumicino e’ un servizio utilissimo.
  5. Devo migliorare il modo di comunicare riguardo a Blog, Rss, Second Life, Web 2.0 e cose simili altrimenti non mi si capisce.

Jeans dalla Polonia

Levi’s Jeans 501

Avete mai provato ad acquistare dei jeans on line? Io uso i Levi’s 501 da quando vado al liceo. Ad un certo punto erano passati di moda ed ho sofferto un po’ ma ho resistito. Poi sono tornati di moda e ora posso dichiarare che li uso, senza che nessuno mi dica che risulto poco trendy (non che mi importi molto).

La cosa piu’ logica per uno che vuole comprare i jeans on line e’ andare sul sito del produttore: Levi’s. Sul loro sito pero’ si arriva ad una pagina di scelta in cui si e’ costretti a selezionare la propria nazione. Mentre dalle pagine americane si puo’ comprare subito, da quelle europee si ricevono un sacco di informazioni inutili e quando finalmente si vuole comprare non si sa cosa fare. Inutile provare a fingersi americani perche’ ci ho gia’ provato e si rifiutano di mandare i jeans fuori dagli States. Dopo un po’ di sana navigazione su cose di cui non mi interessava nulla, ho trovato la pagina che elenca i negozi on line da cui e’ possibile comprare. Sono uno francese, un paio tedeschi (uno e due), uno polacco ed uno inglese. Non ce ne sono in Italia. Poco male, peggio per loro. Ho scelto il negozio polacco (Jeans-Online.pl) e mi sono trovato bene. Sono bravi, veloci ed i jeans non costano molto. Insomma perfetti. E’ la seconda volta che li compro li’.
Ci sarebbe da chiedersi perche’ sulle pagine di questi negozi campeggino i miei 501 in home page mentre sul sito della Levi’s sono quasi impossibili da trovare. Temo che ci sia lo zampino di qualche furbissimo esperto di marketing. Comunque oggi sono arrivati i miei jeans nuovi.

Che macchine fotografiche vengono usate nel mondo?

Flickr
Per Natale mi sono fatto regalare una macchina fotografica digitale. La precedente era morta dopo un paio d’anni di gloriosa attivita’. Dopo una lunga analisi ho scelto la Canon PowerShot A540. I requisiti che cercavo erano grosso modo i seguenti:

  • Costo inferiore ai 200 euro
  • Batterie standard AA (non proprietarie).
  • Zoom ottico decente
  • Priorita’ dei tempi e priorita’ di diaframma

Ci sarebbe da scrivere un post per ognuno di questi requisiti, e appena avro’ tempo li scrivero’. Comunque la A540 sembrava essere la scelta giusta. Le Nikon Coolpix, che pure potevano essere considerate un’alternativa credibile, si rifiutano di dare programmi di scatto manuali; non sono riuscito a capire se si tratta di una scelta di marketing o legata a vincoli tecnologici.
Cosi’ mio fratello l’ha comprata su Ebay insieme ad una sim di memoria da 2 GB. Visto che il pacco e’ arrivato oggi, dovrete attendere un successivo post per sapere cosa ne penso.

Nel frattempo ho scoperto uno strumento interessante per sapere che macchine fotografiche vengono usate nel mondo. Si tratta del Camera Finder di Flickr. Non e’ altro che una statistica delle macchine fotografiche piu’ usate, basata sulla descrizione dei file .jpg dentro la quale e’ indicata la macchina fotografica usata per lo scatto.

Guardando i grafici la prima sorpresa e’ che vengono usate molte piu’ reflex digitali di quanto si pensi. Per quanto riguarda le macchine Point & Shoot i primi 5 posti sono occupati da Canon. Invece nel settore delle foto scattate con i telefonini, ai primi cinque posti ci sono tre Sony Ericsson e due Nokia. La A540 e’ in rapida crescita ed entro breve superera’ la A520 (al quinto posto della sua categoria).