Una sentenza assurda

Giudice Oscar Magi

Il mondo si chiede se il giudice Oscar Magi sia semplicemente ignorante o proprio idiota. Ecco alcuni stralci.

Hillary Clinton (Segretario di Stato USA): “Internet libero e’ un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle societa’ libere”.

David Thorne (Ambasciatore USA a Roma): “non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilita’ preventiva dei contenuti  caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider“.

Google: “Questa sentenza attacca i principi di liberta’ sui quali e’ costruito Internet”. “Se siti come blogger, youtube ed ogni social network venissero considerati responsabili per i contenuti inseriti dagli utenti, allora il web come lo conosciamo cessera’ di esistere e molti dei vantaggi economici, sociali, politici e tecnologici che ha portato potrebbero sparire.”

Tech Crunch: “Qualcuno puo’ spiegare a questo giudice italiano cosa sia Google Video?”. “Perche’ nessuno ha spiegato a questo giudice idiota che il video non e’ stato messo dai dirigenti di Google?”

Beppe Grillo: “Se si scrive un insulto su un muro condanniamo il proprietario dello stabile?” e “Se minaccio qualcuno al telefono condanniamo la compagnia telefonica?”

Tech Dirt: “E’ semplicemente ridicolo“. “E’ difficile sentire queste cose e non pensare che il sistema legale italiano sia una barzelletta.”

New York Times: “L’Italia ha uno dei piu’ bassi tassi di utilizzo di Internet in Europa e gli esperti avvisano che questa sentenza puo’ erodere ulteriormente questa posizione.”

Mashable: “Condannare i dirigenti Google e’ quantomeno bizarro e mostra una completa ignoranza di come funziona Internet ed i servizi di condivisione dei diversi social network. Se non venisse ribaltata in appello, questa decisione potrebbe avere conseguenze a lungo termine su tutti i servizi di condivisione di contenuti su Internet. “

Scivolone di Facebook

Facebook Logo

Sono in tanti a dire peste e corna del nuovo layout di Facebook. Proprio su Facebook si sono creati diversi gruppi di utenti che protestano e chiedono il ritorno alla vecchia veste grafica. Il gruppo piu’ nutrito raggiunge addirittura la ragguardevole cifra di 2 milioni e 100 mila membri ed ha creato una petizione on line in cui chiede di tornare al vecchio design.

Io finora non avevo preso posizione, anche perche’ sinceramente non vedevo grandi difetti nel nuovo layout. Oggi invece Facebook mi ha accolto con questa scritta. In pratica dice che dovrei aggiornare il browser perche’ uso Firefox.

Il punto e’ che non ho proprio nulla da aggiornare, in primo luogo perche’ non uso Firefox bensi’ Iceape, ed inoltre perche’ ho gia’ l’ultima versione. Scritte che mi dicono che non ho il browser giusto e che devo aggiornarlo le trovo spesso su sitarelli di poca importanza, ma che un colosso come Facebook non testi la propria grafica su tutti i browser in circolazione proprio non me lo sarei aspettato.

Ho scritto al supporto di Facebook segnalando il problema. Vediamo cosa rispondono.

Bufale via mail

Cary Grant porta una bufala in “Suspicion” di Alfred Hitchcock

Periodicamente ricevo email da amici e conoscenti che mi invitano a cadere nell’ennesima bufala. Di solito si tratta di inviare soldi da qualche parte o di salvare persone facendo alcune cose.

Tipicamente c’e’ anche un elemento virale: qualcosa che accade solo se a nostra volta inviamo la mail ad un certo numero di persone. Cosi’ ogni tordo che riceve la bufala la invia a tutti i propri contatti.

Non c’e’ nessuna protezione perche’ inviare email e’ gratuito, mentre costa tempo per chi la legge. Informarsi su Internet prima di spedire una bufala e’ veramente semplice. In questo modo non si fa la figura dei tordi con tutti gli amici e non si fa perdere tempo a nessuno.

Fino a qualche tempo fa avevo deciso di applicare una tecnica singolare ma efficace: scrivevo una lunga email che era dotata di credibilita’ simile all’originale ma che era palesemente falsa. In questo modo il tordo capiva come funziona il mondo e si informava prima di dire sciocchezze. Purtroppo questa tecnica di difesa era lenta e mi faceva perdere ancora piu’ tempo, ma l’efficacia era impareggiabile.

Esempi mitici erano la catena di Sant’Antonio della Cementir di Frascati che offriva $245 per ogni capocciata ben assestata alle pareti di casa e della Vetrai F.lli Colantoni che avrebbe pagato per ogni sassata che avesse rotto un vetro ai vicini.

Poi presi a rispondere inviando il mitico virus albanese, che in realta’ giro’ molto piu’ di un vero virus in quanto chi lo riceveva si divertiva a spedirlo a tutti gli amici. Di fatto era una mail assolutamente innocua, che diceva che il virus era stato sviluppato con scarsi mezzi e prima chiedeva all’utente di cancellarsi i file del proprio disco e poi di inviare la mail a tutti i propri contatti.

Ora ci sono le reti sociali ed i blog, ma il mondo non cambia, e ogni tanto ricevo una bufala. Ho quindi deciso di creare la Hall of Fame delle bufale che ricevo con tanto di nome e cognome di chi me la manda e bufala ricevuta:

  • Ivo <Cognome censurato> mi manda oggi una bufala che e’ in giro dal 1997.

Photo credit: guendal, Lua sp e Alfred Hitchcock.

“Sex Crimes and Vatican”

Vignetta di Vauro sul Family Day

Su google video e’ possibile trovare le classifiche dei video piu’ visti nei diversi Paesi del mondo. Nella classifica per l’Italia il video piu’ visto di tutti e’ un documentario trasmesso dalla BBC nell’ottobre del 2006 dal titolo “Sex Crimes and Vatican“. Parla di abusi dei preti sui minori.

L’ho visto ed e’ molto duro. Come se non bastasse lancia pesanti accuse in alto, molto in alto: direttamente al Cardinal Ratzinger. Naturalmente in Italia non e’ mai andato in onda sui canali televisivi tradizionali.

Non sono un esperto di diritto canonico, ma qui (qui in italiano) il Vaticano dice che “Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età” deve essere riportato alla Congregazione per la dottrina della fede e che “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. Il documento e’ del 18 maggio 2001 ed e’ firmato da Josephus Card. Ratzinger.

Ratzinger e’ stato incriminato nel 2005 presso la Corte distrettuale di Harris County, Houston, Texas per aver coperto Galveston Houston (il responsabile della diocesi), l’arcivescovo Joseph Fiorenza, i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickand a meta’ degli anni ’90. La posizione di Ratzinger e’ stata successivamente stralciata perche’ non giudicabile in quanto capo di uno Stato estero. (qui, qui, qui se ne parla)

Mi direte che avete altro da fare e che 38 minuti sono troppi per l’attenzione del navigatore medio. Ma scommetto che ognuno di voi passa, la sera, molto piu’ di 38 minuti davanti alla TV. Allora fate finta che questa sia la TV e fate click qui.

Se qualcuno teme si tratti di una bufala, ecco la pagina della BBC dedicata al documentario.

Aggiornamento: il video e’ visibile in quattro parti qui: uno, due, tre, quattro.

HOWTO – Iscriversi ad un blog

Rss Feed

Questo post e’ dedicato a quelli che in questa immagine vedono solo una fontanella.

I blog contengono informazioni che cambiano spesso. Come possiamo seguire bene un blog? Se andiamo sull’indirizzo del blog tutte le volte che vogliamo vedere se ci sono novita’, rischiamo di perdere un sacco di tempo. Sarebbe bello essere avvisati solo quando le notizie cambiano e non doversele andare a cercare di volta in volta. Il massimo poi sarebbe leggere solo le notizie, sempre nello stesso formato e senza dover abituare l’occhio a mille formati diversi.

Per fortuna esiste il modo.

Ci sono dei programmi che permettono di seguire i blog ed ogni altra sorgente di informazioni. Si chiamano aggregatori o news feed reader. Io per esempio uso Akregator. Tanta gente usa i live bookmark di Firefox, tanti usano invece Google Reader. La sostanza e’ che vengono avvisati solo quando cambio qualche notizia e non devono passare le proprie giornate a fare click sul mio sito per scoprire se ho scritto qualcosa. Un elenco di aggregatori puo’ essere trovato facendo click su questo strano simbolo arancione visibile qui a destra. Abituatevi a vederlo in giro perche’ e’ lui che identifica le sorgenti di informazioni.

Credetemi, usare un aggregatore e’ irrinunciabile. Moltiplica la possibilita’ di essere informati piu’ di ogni altro strumento. Gia’ oggi il 30% del traffico sui blog piu’ famosi non avviene via browser, ma via aggregatore di notizie.

Visto che queste soluzioni possono sembrare ancora un po’ astruse per qualcuno, ho reso le cose piu’ semplici. Grazie ad un servizio che si chiama Feedburner, qui a destra ci si puo’ iscrivere per seguirmi via email. Basta inserire il proprio indirizzo e si riceve una richiesta di conferma da emaildefuego. Accettando si viene iscritti e si riceve le novita’ direttamente nella propria mailbox. Facilissimo.

Photo credit: Orin Optiglot, Padday

Film premio Oscar rilasciato sotto licenza CC

A Story Of Healing

Oggi si e’ concluso il Web 2.0 Expo, ma di questo sta gia’ parlando tutto il mondo. Preferisco raccontare invece quello che ho visto e sentito al Creative Commons Salon SF organizzato dai ragazzi di Creative Commons.

Ha aperto la serata Jay Dedman con la presentazione della funzionalita’ “Get Media” di SpinXpress.com che permette di trovare materiale multimediale rilasciato sotto licenza Creative Commons da usare nella produzione dei propri video. Jay e’ un veterano di CNN International che ora si occupa di Vlogging (cioe’ Video Blogging).

A seguire Liz Dunn di Technorati ha parlato di Where’s The Fire: un sistema che permette di evidenziare le notizie piu’ importanti della blogosfera, con un voto da parte degli utenti. Per capirsi una specie di Digg dentro Technorati. In piu’ ho scoperto che da anni tutto quanto prodotto da Technorati e’ rilasciato sotto licenza Creative Commons.

Chi non ha mai provato a cercare dei dati on line non sa che tipo di frustrazione si provi. E’ pieno di siti che scrivono, commentano, argomentano in tutti i modi possibili, ma dei dati nudi e crudi, quelli che parlano da soli piu’ di mille parole, non c’e’ mai traccia. A questo problema provano a dare risposta Brian Mulloy, Dimitry Dimov e Sara Wood di swivel.com: una start-up 2.0 che ha al centro dell’attenzione i dati veri e propri.

Seth Mazow invece lavora per Interplast: un’associazione di chirurghi plastici che opera in zone del terzo mondo (foto); una specie di medici senza frontiere della chiururgia plastica. Seth ha annunciato il rilascio sotto licenza Creative Common del film “A Story of Healing” che ha vinto l’oscar nel 1998 come miglior documentario. Seth ci ha spiegato come la curva degli incassi sia naturalmente diminuita di anno in anno dall’uscita del film in poi. Cosi’, a distanza di dieci anni, hanno deciso di rilasciare il film sotto licenza creative commons facendone il primo film sotto licenza CC ad aver vinto un Oscar. Ho visto il documentario ed e’ molto bello. Puo’ essere visto qui. Guardatelo, copiatelo e mandatelo in giro, questo e’ il bello delle licenze Creative Commons.

Presentatore della serata e’ stato Jon Phillips di Creative Commons che avevo gia’ conosciuto insieme a Jay Dedman alla Super Happy Vlog House.

Foto e video.

Web 2.0 Expo – Ignite

Web 2.0 Expo

Oggi ho incontrato Emanuele che e’ venuto per il Web 2.0 Expo. Visto che aveva qualche ora libera siamo andati al Ritual a vedere un po’ di beduini e poi a fare un bel giro a Castro. Del resto il modo migliore per non sentirsi fuori luogo facendo una passeggiata a Castro e’ proprio in due (e rigorosamente dello stesso sesso).

In serata e’ iniziato il Web 2.0 Expo con circa 4000 spettatori per la sessione d’apertura intitolata Ignite. Il format e’ stato veramente divertente: due gironi da 8 speaker, ognuno ha una presentazione di 20 silde che vengono cambiate ogni 15 secondi. Alla fine di ogni girone si puo’ votare lo speaker via sms. I cinque minuti e l’incalzare delle slide hanno funzionato bene: dai cannoni costruiti in open source hardware al blog sulle api, dall’ormai noto justin.tv al racconto della prima start-up nata al polo sud, le presentazioni sono state tutte frizzanti e divertenti.

Ho scattato qualche foto, compresa una in cui Emanuele fa due chiacchiere con Tim O’Reilly.

Sflickr meeting e Usability 2.0

Sflickr second anniversary T-Shirt

Ancora appuntamenti 2.0 in attesa dell’evento vero e proprio: il Web 2.0 Expo 2007 che inizia domenica.

Mercoledi’ sono stato al Google Campus per una conferenza su Usability 2.0, che’ ormai se una cosa non la chiami 2.0 sembra che risalga al secolo scorso. Hanno parlato Sean Kane di Netflix, Jon Wiley di Google e Luke Wroblewski di Yahoo. C’erano tecnici da tutte le aziende della Silicon Valley. Ad un certo punto qualcuno ha anche pensato che fossi arrivato da Roma apposta per l’evento. Gli ho spiegato che mi sembrava un po’ troppo. Qui le foto dell’evento (con un divertente sushi su tavola da surf).

Giovedi’ sera al Crossroad Cafe’ c’e’ stato il meeting di Sflickr, cioe’ degli utenti che usano Flickr a San Francisco. Il tipo di evento richiedeva di fare foto, ma ho pensato che ne avrebbero fatte talmente tante che era piu’ originale girare un video. Devo dire che la giacca smanicata fa molto fotografo professionista; e’ la macchinetta che mi fa perdere di credibilita’.