Margaret Thatcher

Una delle grandi discussioni del nostro tempo riguarda quanto del vostro denaro debba essere speso dallo Stato e quando voi dobbiate invece mantenere e spendere per la vostra famiglia.

Non dimentichiamoci mai questa verità fondamentale: lo Stato non ha altre fonti di denaro se non nel denaro che la gente ha guadagnato per sé.

Se lo Stato intende spendere di più lo può fare soltanto prendendo in prestito i vostri risparmi o tassandovi di più.

Non è un buon ragionamento ritenere che sarà qualcun altro a pagare: quel qualcun altro siete voi. Il denaro pubblico non esiste, esiste soltanto il denaro del contribuente.

La prosperità non giungerà attraverso l’invenzione di programmi di spesa pubblica più numerosi e sostanziosi. Non diventerete più ricchi ordinando un altro libretto d’assegni alla banca.

Nessuna nazione è mai diventata più ricca tassando i suoi cittadini oltre la loro possibilità. Abbiamo il dovere di assicurarci che ogni singolo penny che raccogliamo con le tasse sia speso bene e saggiamente, perché è il nostro partito che oggi si è dedicato a far bene le faccende domestiche.

Scommetterei tranquillamente che se Mr. Gladstone fosse vivo oggi, farebbe domanda per entrare nel Partito Conservatore.

Proteggere il portafogli del contribuente, proteggere i servizi pubblici: questi i nostri due grandi obiettivi e le loro richieste vanno conciliate.

Come sarebbe bello, come sarebbe popolare, poter dire: “Spendiamo di più qui, espandiamo ancora di là”. Ovviamente ognuno ha le sue cause preferite, io so di averne. Ma poi qualcuno deve far tornare i conti. Ogni azienda deve farlo, ogni casalinga deve farlo, ogni governo deve farlo, e questo governo lo farà.

Troppo Masterchef

Come tutti sanno quando una ha il pancione, inizia ad avere le voglie strane: tipo ananas alle tre di notte. E, come in tutte le storielle sulla gravidanza, il compagno si deve fiondare a cercare un alimentari alle tre di notte. Non nel caso mio.

Dovete sapere che la proprietaria del pancione è entrata in fissa con Masterchef. Ma fissa fissa, di quelle che, oltre alla trasmissione principale, si vedevano il “magazine” del pomeriggio. Per qualche motivo, forse perché la TV si vede ma non si mangia, le voglie della proprietaria del pancione si sono focalizzate sulla parte estetica dei piatti.

Ieri faccio delle alici alla pizzaiola, a dir poco fantastiche, e mi fa: “Wow, le alici alla pizzaiola sono buonissime, ma l’impiattamento è trascurato.

E il giorno prima con una pasta integrale al pan grattato: “La pasta è buona, ma guardala, sembra un mappazzone.” (detto con il tono di Chef Barbieri)

Oggi proveró l’uovo a doppia cottura di Spyros. Vi faró sapere se tira fuori l’epico “Ma vuoi che muoro?

Figlio mio, ti vedo sciupato.

Da quando ho il droide galaxy tab, la mattina spendo piu’ di qualche minuto nella lettura dei giornali. Questa mattina mi e’ arrivato caldo caldo un articolo del The Wall Street Journal.

Quanti di voi conoscono qualcuno di origini calabresi. A voi sembra di corporatura normale, magari perfino un po’ in carne, invece ti racconta che la madre continua a trovarlo “sciupato”. Perche’? Sempre per lo stesso motivo: perche’ mangia male e soprattutto perche’ mangia poco.

“Mr Martino” e’ un imprenditore geniale che non ha fatto altro che soddisfare il bisogno, da parte delle madri e nonne di Calabria, di nutrire adeguatamente le loro creature. Allora ha inventato il business descritto in questo articolo.

Qui c’e’ anche il video.

Una sentenza assurda

Giudice Oscar Magi

Il mondo si chiede se il giudice Oscar Magi sia semplicemente ignorante o proprio idiota. Ecco alcuni stralci.

Hillary Clinton (Segretario di Stato USA): “Internet libero e’ un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle societa’ libere”.

David Thorne (Ambasciatore USA a Roma): “non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilita’ preventiva dei contenuti  caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider“.

Google: “Questa sentenza attacca i principi di liberta’ sui quali e’ costruito Internet”. “Se siti come blogger, youtube ed ogni social network venissero considerati responsabili per i contenuti inseriti dagli utenti, allora il web come lo conosciamo cessera’ di esistere e molti dei vantaggi economici, sociali, politici e tecnologici che ha portato potrebbero sparire.”

Tech Crunch: “Qualcuno puo’ spiegare a questo giudice italiano cosa sia Google Video?”. “Perche’ nessuno ha spiegato a questo giudice idiota che il video non e’ stato messo dai dirigenti di Google?”

Beppe Grillo: “Se si scrive un insulto su un muro condanniamo il proprietario dello stabile?” e “Se minaccio qualcuno al telefono condanniamo la compagnia telefonica?”

Tech Dirt: “E’ semplicemente ridicolo“. “E’ difficile sentire queste cose e non pensare che il sistema legale italiano sia una barzelletta.”

New York Times: “L’Italia ha uno dei piu’ bassi tassi di utilizzo di Internet in Europa e gli esperti avvisano che questa sentenza puo’ erodere ulteriormente questa posizione.”

Mashable: “Condannare i dirigenti Google e’ quantomeno bizarro e mostra una completa ignoranza di come funziona Internet ed i servizi di condivisione dei diversi social network. Se non venisse ribaltata in appello, questa decisione potrebbe avere conseguenze a lungo termine su tutti i servizi di condivisione di contenuti su Internet. “

“Sex Crimes and Vatican”

Vignetta di Vauro sul Family Day

Su google video e’ possibile trovare le classifiche dei video piu’ visti nei diversi Paesi del mondo. Nella classifica per l’Italia il video piu’ visto di tutti e’ un documentario trasmesso dalla BBC nell’ottobre del 2006 dal titolo “Sex Crimes and Vatican“. Parla di abusi dei preti sui minori.

L’ho visto ed e’ molto duro. Come se non bastasse lancia pesanti accuse in alto, molto in alto: direttamente al Cardinal Ratzinger. Naturalmente in Italia non e’ mai andato in onda sui canali televisivi tradizionali.

Non sono un esperto di diritto canonico, ma qui (qui in italiano) il Vaticano dice che “Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età” deve essere riportato alla Congregazione per la dottrina della fede e che “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. Il documento e’ del 18 maggio 2001 ed e’ firmato da Josephus Card. Ratzinger.

Ratzinger e’ stato incriminato nel 2005 presso la Corte distrettuale di Harris County, Houston, Texas per aver coperto Galveston Houston (il responsabile della diocesi), l’arcivescovo Joseph Fiorenza, i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickand a meta’ degli anni ’90. La posizione di Ratzinger e’ stata successivamente stralciata perche’ non giudicabile in quanto capo di uno Stato estero. (qui, qui, qui se ne parla)

Mi direte che avete altro da fare e che 38 minuti sono troppi per l’attenzione del navigatore medio. Ma scommetto che ognuno di voi passa, la sera, molto piu’ di 38 minuti davanti alla TV. Allora fate finta che questa sia la TV e fate click qui.

Se qualcuno teme si tratti di una bufala, ecco la pagina della BBC dedicata al documentario.

Aggiornamento: il video e’ visibile in quattro parti qui: uno, due, tre, quattro.

Critical Mass e botto in bici

Critical Mass di San Francisco

Foto: qui. Video: Critical Mass, Massers, Botto in bici, Golden Gate Park Cork e Adrenalina nel tunnel

Da 15 anni a questa parte, l’ultimo venerdi’ di ogni mese, i ciclisti di San Francisco si riuniscono per affermare che le citta’ possono essere a misura di bicicletta.

La manifestazione si chiama Critical Mass. L’idea e’ semplicemente di incontrarsi ed andare in giro per la citta’, ma quando i ciclisti sono quattromila e sono tutti uniti, si crea il caos: una massa critica che blocca la citta’. Il movimento non ha capi. Ad ogni incrocio quelli che sono davanti scelgono dove andare in modo abbastanza casuale.

A parte la copertura dei media (sei camion delle televisioni, cinque elicotteri, un aereo e una postazione televisiva alla partenza), c’erano tutti i tipi di mezzi su ruote possibili (un uccellaccio, una bici bmw cromata, un riscio’, biciclette che si portano da sdraiati, un velocipede portato da Zola, bici altissime e bici doppie). Diversi avevano costumi o cappelli particolari come questo con un hammer e questo con un pozzo petrolifero. Anche la polizia era in bicicletta. Ho fatto un video con un collage dei massers: video

Se chiedi ai massers perche’ causano tutto quel traffico, loro ti rispondono: “noi non causiamo traffico, noi siamo traffico”. L’idea di base e’ di passeggiare per la citta’ in bici. Poi pero’ diventa complicato con i semafori rossi. Ed e’ per questo che si e’ sviluppata la pratica del corking. Solo la testa del serpentone si ferma con il rosso, poi alcuni massers fermano l’incrocio e restano li’, dandosi il cambio fino a che non e’ passato tutto il corteo di ciclisti. Proprio su questo si basano le argomentazioni di alcuni automobilisti che vorrebbero che la polizia fermasse il corteo quando passa con i semafori rossi. Del resto la maggior parte degli automobilisti festeggiano insieme ai ciclisti, ma ogni tanto qualcuno si arrabbia. E quando si arrabbiano ed iniziano a suonare i clacson esplode la gioia dei ciclisti e dei passanti.

Ogni tanto invece ci si ferma tutti e si blocca un incrocio. Ieri e’ successo in almeno due punti. Una prima volta quando il serpentone ha attraversato un’autostrada. Una seconda quando c’e’ stato un incontro con un gruppo di motociclisti. Li’ c’e’ stata un po’ di tensione perche’ i centauri hanno iniziato a mandare i motori su di giri. Nessuno capiva se volevano protestare per il blocco o se cercavano un modo di fare rumore. Fatto sta che a quel punto tutti i ciclisti sono scesi ed hanno sollevato le bici urlando. Ho filmato il tutto qui.

Nel complesso il corteo e’ durato quasi 4 ore: siamo partiti alle 6 p.m. (in ora di punta) da Embarcadero verso Fisherman’s Wharf percorrendo il lungomare di North Beach. Poi siamo rientrati verso downtown per puntare al Golden Gate Park. Di nuovo indietro attraverso il quartiere di Haight per poi andare a fare due o tre giri di Union Square, urlando come gli indiani intorno al generale Custer. Infine di nuovo lungo Market Street verso il quartiere di Mission dove ci siamo stravaccati esausti sul prato di Dolores Park. Erano le 9:30 p.m.. Nel complesso abbiamo percorso 31 chilometri. Video del giro.

Quando arrivano le discese di San Francisco c’e’ da tremare. Si buttano tutti giu’ a duemila urlando e pensi che se uno cade gli finiscono tutti addosso. All’inizio pensavo di riprendere qualche mega discesona, poi al primo tentativo ho fatto il botto. Qui il video della caduta. Per fortuna avevo le maniche lunghe e non mi sono fatto troppo male: mi sono sbucciato un gomito, un ginocchio e strappato i jeans (le foto delle sbucciature non ve le mando perche’ mi pare un po’ kitch). A quel punto ho deciso che forse era meglio fare le discese con entrambe le mani. Poi pero’, verso sera, c’era un fantastico tunnel in discesa e non ho resistito. Qui il filmato.

La cosa interessante e’ che i massers dicono di protestare perche’ la citta’ non li difende abbastanza. Sentire una cosa simile, per uno che ogni tanto va in giro in bicletta nella giungla di Roma, sembra una vera barzelletta. Comunque il prossimo appuntamento e’ proprio per il 25, 26 e 27 maggio per la Critical Mass interplanetaria che si terra’ a Roma.

Film premio Oscar rilasciato sotto licenza CC

A Story Of Healing

Oggi si e’ concluso il Web 2.0 Expo, ma di questo sta gia’ parlando tutto il mondo. Preferisco raccontare invece quello che ho visto e sentito al Creative Commons Salon SF organizzato dai ragazzi di Creative Commons.

Ha aperto la serata Jay Dedman con la presentazione della funzionalita’ “Get Media” di SpinXpress.com che permette di trovare materiale multimediale rilasciato sotto licenza Creative Commons da usare nella produzione dei propri video. Jay e’ un veterano di CNN International che ora si occupa di Vlogging (cioe’ Video Blogging).

A seguire Liz Dunn di Technorati ha parlato di Where’s The Fire: un sistema che permette di evidenziare le notizie piu’ importanti della blogosfera, con un voto da parte degli utenti. Per capirsi una specie di Digg dentro Technorati. In piu’ ho scoperto che da anni tutto quanto prodotto da Technorati e’ rilasciato sotto licenza Creative Commons.

Chi non ha mai provato a cercare dei dati on line non sa che tipo di frustrazione si provi. E’ pieno di siti che scrivono, commentano, argomentano in tutti i modi possibili, ma dei dati nudi e crudi, quelli che parlano da soli piu’ di mille parole, non c’e’ mai traccia. A questo problema provano a dare risposta Brian Mulloy, Dimitry Dimov e Sara Wood di swivel.com: una start-up 2.0 che ha al centro dell’attenzione i dati veri e propri.

Seth Mazow invece lavora per Interplast: un’associazione di chirurghi plastici che opera in zone del terzo mondo (foto); una specie di medici senza frontiere della chiururgia plastica. Seth ha annunciato il rilascio sotto licenza Creative Common del film “A Story of Healing” che ha vinto l’oscar nel 1998 come miglior documentario. Seth ci ha spiegato come la curva degli incassi sia naturalmente diminuita di anno in anno dall’uscita del film in poi. Cosi’, a distanza di dieci anni, hanno deciso di rilasciare il film sotto licenza creative commons facendone il primo film sotto licenza CC ad aver vinto un Oscar. Ho visto il documentario ed e’ molto bello. Puo’ essere visto qui. Guardatelo, copiatelo e mandatelo in giro, questo e’ il bello delle licenze Creative Commons.

Presentatore della serata e’ stato Jon Phillips di Creative Commons che avevo gia’ conosciuto insieme a Jay Dedman alla Super Happy Vlog House.

Foto e video.