HOWTO – Cambio dei pattini dei freni della bicicletta

Bicicletta

Vedi set di foto.

Non so se c’e’ qualcosa che non va nel mio modo di frenare o se e’ colpa delle discese di San Francisco, ma nel giro di pochi giorni i freni della mia bici sono arrivati a fondo corsa. Cosi’ ho trovato un riparatore di bici da cui si forniscono i beduini e gli ho chiesto se poteva cambiarli. Mi ha parlato di 30 dollari. Mi e’ sembrato esoso, allora ho comprato dei pattini nuovi per i freni a 16 dollari e ho deciso di fare da me. Il commesso del negozio che mi ha venduto i nuovi pattini mi ha detto che sono infinitamente meglio di quelli vecchi.

Veniamo all’howto.

Tempo necessario: circa quindici minuti

Ingredienti: Pattini nuovi, chiave del bullone dei pattini (sia dei vecchi che dei nuovi se sono diverse), chiave del bullone di registrazione del freno. Nel mio caso mi sono procurato una chiave universale ed ho tagliato la testa al toro.

Procedura:

  • Svitare il bullone dei pattini dei freni
  • Inserire i pattini nuovi e fermare il bullone senza ancora stringerlo a fondo
  • Svitare la vite di registrazione della ganascia del freno
  • A questo punto la ganascia si dovrebbe allargare al massimo per via della sua molla
  • Stringere con la mano la ganascia fino a che i nuovi pattini non siano a 2-3 millimetri dal cerchio della ruota
  • Tenendo la ganascia in questa posizione stringere il bullone della vite di registrazione del freno
  • Se i nuovi pattini lo permettono, li si puo’ inclinare leggermente nella direzione del moto della ruota. L’operazione va fatta in modo che i pattini siano piu’ vicini al cerchio nel punto che viene raggiunto piu’ tardi dalla ruota nel suo moto in avanti. La cosa e’ un po’ complicata da descrivere e non serve poi a molto, l’importante e’ che non siano inclinati nella direzione opposta perche’ questo ne aumenterebbe l’usura. I pattini paralleli ai cerchi vanno benissimo. Decisa la posizione migliore si puo’ serrare bene il bullone dei pattini.
  • Ripetere il tutto per i freni posteriori. Nel mio caso i freni posteriori hanno una piccola staffa che evita una troppo forte sollecitazione della ganascia, vincolandola al telaio in fase di frenata. Non avevo mai visto una simile soluzione e credo sia dovuta alla forte sollecitazione dovuta alle discese di San Francisco.

A questo punto l’operazione e’ finita e non resta che provare a verificare il funzionamento dei nuovi pattini frenando prima con un freno e poi con l’altro. Bisogna provare a modulare la frenata, riuscendo sia a rallentare soltanto, che a bloccare completamente la ruota.

Visto che come al solito la cosa e’ facilissima, ma a scriverla pare difficile, ho documentato tutto qui.

I beduini di San Francisco

Ritual Roaster Cafe di San Francisco
I beduini sono nomadi. Non hanno un posto unico dove stare, ma si muovono liberamente e si fermano solo dove e’ possibile trovare una connessione wifi gratuita ed una sorgente di caffeina. I beduini si muovono in bici, oppure in skateboard. Nessuno ha la macchina e se ce l’ha non la usa per muoversi qui.

I beduini arrivano nei caffe’ con le borse etniche oppure con gli zaini. Tirano fuori i loro laptop e si collegano. I beduini non socializzano mai nei caffe’, fissano il loro monitor e socializzano solo in salsa 2.0: in rete.

I caffe’ hanno nomi latini. Ci si sposta dal silenziosissimo Mission Creek Cafe’ al caotico Ritual Roaster Cafe’, dallo storico Caffe’ Trieste al nuovo Coffee to the people.

I beduini non usano mai Windows. Entrano ed escono dai caffe’ sempre da soli. Quando si muovono, vanno da una parte all’altra della citta’ il piu’ velocemente possibile. Pare soffrano quando il loro portatile e’ spento.

I beduini hanno imparato a digitare sulla tastiera da giovani, digitano velocissimi e quasi nessuno guarda i tasti, lo sguardo e’ fisso sul monitor. Si nutrono poco. Non bevono nulla di alcolico. Quando, per puro caso, sono in numero maggiore di uno e vogliono anche mangiare, mangiano in ristoranti vegani di sushi come il Cha-Ya. I beduini sono sempre magri.

Vivono da soli o quasi. Quando devono lavare i panni i beduini lo fanno al Brainwash dove, mentre fanno il bucato, possono collegarsi e continuare la loro vita 2.0.

Ogni tanto c’e’ qualche beduino che si organizza in piccoli gruppi e colonizza qualche abitazione, sostituendola ai caffe’. E’ nato cosi’ il movimento Coworking. Partendo da qui, e’ arrivato qui.

C’e’ chi dice che molti beduini siano milionari. Pare che intere societa’ non abbiano sede fissa, ma abbiano completato il processo di beduinizzazione, vivendo solo in rete e nei caffe’ di San Francisco.

San Patrizio e la bicicletta

Bicyclists Allowed Use of Full Lane (SF)
Nonostante le salite e discese conosciute in tutto il mondo, San Francisco e’ una citta’ a misura di bicicletta. Ogni strada ha una corsia ciclabile oppure un segnale che dice su quale corsia possono andare le biciclette. Ho deciso quindi di comprarmi la bicicletta. Ho chiesto un po’ in giro e mi hanno detto che nel malfamato quartiere di Mission avrei trovato diversi rigattieri (qui si chiamano “Thrift” store). Vendono di tutto, basta che sia usato, e non si preoccupano molto del fatto che cio’ che vendono sia rotto o meno. Qui – per fortuna – non c’e’ la garanzia obbligatoria di due anni. (il “per fortuna” merita un post a parte).

Ho fatto tutte le prove possibili dentro il negozio e alla fine ho trovato la mia bici. Costo: 50$. Le ruote erano a terra, ma freni e cambio funzionano. Ho puntato sul fatto che le gomme non fossero bucate e mi e’ andata bene. La cassiera mi ha chiesto due volte se ero sicuro e poi mi ha ricordato che non c’e’ nessuna forma di garanzia. Guardava le ruote come per chiedersi se non fossi matto a comprare un oggetto che non avrebbe funzionato subito. Non credo sapesse che le ruote sono la cosa piu’ facile da cambiare in una bicicletta. Ho anche chiesto se dopo qualche settimana avrei potuto vender loro la bici, ma mi ha detto che loro non acquistano mai. Mi chiedo come facciano ad avere il negozio pieno di roba usata senza acquistarla, ma meglio non farsi queste domande.

Cosi’ da ieri pomeriggio giro in bici. Due cose ti fanno sentire molto piu’ al sicuro qui che non a Roma: l’assoluta assenza di buche ed il codice della strada, che qui si segue.

Ieri era anche la festa di San Patrizio. Qui c’e’ stata una parata seguita da una bevuta generale in Union Square a cui mi sono dovuto sottoporre per non essere scortese (parata 1, parata 2 e concerto). Non credevo che gli irlandesi a San Francisco fossero cosi’ tanti. Purtroppo (o per fortuna) non c’e’ la festa degli italiani. Anche perche’ se non sbaglio il santo protettore sarebbe proprio San Francesco e allora non si saprebbe piu’ cosa festeggiare…