Arpege di Alain Passard

Alain Passard

Passato qualche giorno, e generata la giusta suspense, posso alzare il sipario sulla mia cena parigina: sono andato all’Arpege di Alain Passard (84, Rue de Varenne – 75007 – Paris).

Considerato, e non a torto, uno dei migliori cuochi del mondo, Alain Passard e’ colui che ha reintrodotto nell’alta cucina quella che ora tutti chiamano la cucina del territorio. L’attenzione alle materie prime e’ assoluta: basti dire che usa solo verdure coltivate nel suo orto.

In effetti ho mangiato benissimo. Lui e’ un personaggio simpatico che non se la tira per nulla. Abbiamo fatto due chiacchiere e alla fine mi ha anche regalato il menu’ per ricordo.

Quello che proprio non mi sarei mai aspettato era un servizio assolutamente non all’altezza. Non riesco proprio a capire perche’ una simile cucina venga rovinata da una sala ed un servizio talmente inadeguati. Il prezzo sguaiatamente alto (il menu’ degustazione viene 420 euro vini esclusi) non aiuta certo ad accettare il fatto che ci si sentisse in poco piu’ di una trattoria.

Camerieri distratti, tavoli ravvicinati, ritmi e tempi non adeguati. Per far capire il livello di disorganizzazione, dico solo che sono riusciti a sbagliarsi e a portarmi due volte il dolce.

E quando un cuoco e’ cosi’ bravo, e’ veramente un peccato rovinare una cena cosi’ per il servizio.

Ecco quello che ho mangiato (meglio scriverlo in francese cosi’ non mi perdo in tentativi di traduzione):

  • L’oeuf a la coque
  • Truffe noire et coquilles Saint-Jacques de la Cote de Granit Rose – coteaux du Saumurois
  • Parfum de jardiniere “Arlequin” – chou vert frise, carotte sanguine, radis “green meat”, topinambur “rose”
  • Canard de Chalans au sesame noir et marc d’orange – endives grillees
  • Comte millesime Automne 2002 “Grande Garde” – truffe noire
  • Dessert de veillee

Costo: 270 euro.