Pugilato

Million Dollar Baby (2004)

Finite le ferie si torna in citta’ e ci si rende conto che si passa la maggior parte del tempo davanti ad un monitor. Allora si cerca di capire cosa fare per rendere la propria esistenza meno monotona. Qualche anno fa ci si buttava a fare Salsa e Merengue.

Gia’ da un paio d’anni la tendenza e’ invece per il pugilato nelle sue diverse forme: ginnastica prepugilistica, kick boxing e via dicendo. Una volta era considerato uno “sport da uomini”; quello di oggi va di moda soprattutto tra le donne.

Ecco cosa mi scrivono Patrizia ed Emanuela:

Patrizia:

“Quest’anno Patty ha deciso (un po’ anche forzatamente) di cambiare sport… La piscina dove andava e si trovava tanto tanto tanto bene l’hanno chiusa… quando una ha culo: è stata scelta per le Olimpiadi del 2008. Ma non le facevano in Cina? Boh, vai a capire. Comunque devono fare i lavori di ristrutturazione che iniziano a settembre e durano un anno.

Allora Patty pensa, si informa, vaga x la città e alla fine arriva alla palestra sotto casa della mamy dove fanno un’offertona: 525 euro x 14 mesi (40 euro al mese). Ammazza che fico il prezzo, però ammazza che palle andare in palestra. Vabbè dai, per un anno ci sacrifichiamo, ci buttiamo in palestra e magari facciamo pure un po’ di addominali così buttiamo giù i fianchetti ereditati dal papy. Insomma sono convinta, vado, poi magari ci sarà qualche “corsetto” che posso frequentare e che mi piace. Insomma, VADO!

Entro e vedo che in una saletta saltano con la corda e stanno facendo “UNA LEZIONE”… mi avvicino alla porta e mi pare che si stanno a fare un “mazzo” tanto… Tra me e me ho pensato: “questi sono pazzi, chissà chi sono!”

Mi segno, pago, mi danno un foglio e mi dicono: “puoi fare tutto, leggi e ben arrivata!”

Leggo il fogli e vedo che c’è scritto “Kick Boxing”. Figo, mi piace… sarà tipo prepugilistica. Quand’è? Lunedì mercoledì e venerdì… allora vado (tanto andare in palestra mi rompe)… quindi vado eh, sono convinta!

Il lunedì successivo entro in quella stessa palestrina dove c’erano appunto i pazzi e scopro che il corso di Kick Boxing era proprio quello! Vabbè saltiamo la corda… era dai tempi della scuola elementare che non saltavo la corda: dire che ero ridicola è poco!

Totale persone: forse dieci. Totale donne: 3 (di cui 2 già veterane… e poi io)

Passa una settimana e quindi tre lezioni: corda, addominali, flessioni, piegamenti, squot, pesetti e roba del genere…

La lezione si articola così: prima riscaldamento (chiamamolo così, ma secondo me è più un “famose male”!), poi la parte tecnica: c’e’ un secondo istruttore che segue noi novizi: ci mette da una parte e ci inizia a spiegare i colpi: sinistro, destro, gancio e un altro che non ricordo come si chiama, poi calcio destro, calcio sinistro, combina uno, combina l’altro, unisci, fai la giravolta, falla un’altra volta, piega le gambe, gira il corpo, stringi i pugni, stretti i polsi. Insomma, manco sa chi sono, non sa un ca*** di me ma mi guarda e mi fa: “TE (pausa) NON COMBATTERAI MAI!”

Ieri torno in palestra perchè nonostante la pressione psicologica negativa la Patty continua: seeee, mica puoi dire a me “tu non combatterai mai” con quel tono. Sto str***.

Solito inizio massacrante: gambe, addominali, braccia, fiato, infarto.. e poi fa: “Mettetevi in coppia: combattiamo… anche i novizi!”

Tutti mettono guantoni, parastinchi, fascette e qualche altra protezione… Chiaramente io non ho NULLA: a mala pena mi hanno prestato dei guantoni enormi che mi si sfilano appena allungo il braccio. Ma va bene lo stesso: ha detto combattiamo e combattero’!!

Come ho detto prima siamo tre donne quindi una di queste mi si avvicina e mi fa: “Stai con me?”… Va bene, come posso dire di no!!!!

Iniziamo:

sinistro sinistro destro

poi

sinistro sinistro destro gancio

e poi

sinistro sinistro destro gancio e calcio

e poi

sinistro sinistro destro gancio calcio giravolta stinco e qualche altra cosa…

Le botte che ho preso manco ve lo racconto… e poi mi diceva: “Ma faccio piano, neanche ti sto toccando”… NO NO…

Poi mi fa: dai ora tocca a te!

sinistro sinistro destro

sinistro sinistro destro gancio

sinistro sinistro destro gancio e calcio

e il nostro combattimento è finito qui: L’HO STESA!

Chiaramente ho sbagliato qualcosa (è ovvio)… si è piegata in due dolorante al fianco destro e non ha più potuto combattere… Tutti ridevano esclusa me (e lei che non rideva per niente!) e dicevano: la fortuna del principiante!!!

E dentro di me pensavo: ecco, nessuno vorrà più combattere con me… alla fine aveva ragione l’istruttore!”

Emanuela:

“Solo per dirvi che io ieri sera ho cominciato il mio corso di prepugilistica martedì e giovedì: 1 ora e mezza articolata in:

30 minuti di riscaldamento dopo i quali ero completamente mezza… tipo miss maglietta bagnata;

30 minuti di tecnica: sinistro, destro, gancio ecc ecc;

25 minuti di combattimento: mettetevi in coppia… tutti con i guantoni, io l’ultima arrivata a mani nude… L’allenatore: uno con la faccia da pugile (avete presente gli occhi schiacciati, le labbra visibilmente modificate dall’attività, un corpo perfetto) mi dice: “Dai, io e te facciamo coppia oggi”.

E mentre io cominciavo a dare pugni lui diceva: forza, colpisci, sposta la spalla, mettici il peso del corpo. Dopo un po’ mi dice: “ma tu hai mai fatto prepugilistica?” e io: “no! mai…” e lui: “no perché sei coordinata e anche i colpi sono fluidi”.

Si finisce con 10 minuti di allungamento.

Stamattina mi sono svegliata con le nocche delle mani tutte viola…

Che dite? danza classica pure io??
eppure vi consiglio di starmi lontana… Ho scoperto quanto è bello picchiare a destra e a manca.

ADRIANAAA”

Foto: Clint Eastwood & Hillary Swank in “Million Dollar Baby” (2004).

Come La Repubblica sceglie i nomi dei file

Kazzone

A tutti e’ capitato di non sapere che nome dare ad un file. Tipicamente il nome dovrebbe descrivere sinteticamente il contenuto del file. Ma come fare quando si inizia ad avere una gran mole di documenti che hanno tutti contenuto simile? Gli informatici usano spesso “pippo” e “pluto”. Di solito si tratta di test che possono essere cancellati in seguito.

Poi ci sono i tipi analitici: pensano di poter scrivere tutto cio’ che pensano nel nome di un file. Allora ci sono cose come articolo-interessante-modificato-dopo-il-15-luglio-attenzione-ricordarsi-di-riguardarlo.

Come spesso accade La Repubblica decide di stupirci. Cosi’ ecco il file Kolazione che parla di smartphone, il fantastico Aiteck che, guarda caso, parla di Hi-Tech, il file Krepa che parla di Second Life.

Per non parlare di Fusillo che parla di Palazzetti, Trenette che parla di aiuti al Veneto, Er Barone che parla di Sky.

E cosa dire del filone pescivendolo? C’e’ Orata che parla di zaini e sacchi a pelo, Branzino che parla di Allen Cox, Nasello che parla di maglieria, Salmone di Miniconf e Sardina e Sogliola che parlano rispettivamente di H&M e Miss Bikini.

Ma la gaffe arriva quando viene chiamata Fetente la Home Depot e quando viene dato del Kazzone a Paolo Bertoluzzo, direttore generale di Vodafone Italia. Quest’ultimo articolo e’ stato almeno rinominato dopo circa un’ora di presenza on line.

Nella scelta dei nomi dei file il piu’ grave scivolone fu fatto dalla televisione della svizzera italiana che chiamo’ “Speciale_sera_frocetti” un servizio sulle “unioni registrate” (una specie di DICO svizzere). La RTSI poi si scuso’ parlando di “inaccettabile titolazione”.

Grazie a Maurizio Codogno per la segnalazione.

Esame di maturita’

Scuola

Questa mattina mezzo milione di ragazzi ha consegnato il tema di Italiano, prima prova dell’esame di maturita’. Sapevano che se non si fossero presentati sarebbero stati bocciati. La stessa cosa non si puo’ dire dei professori.

Pare infatti che gli insegnanti non siano contenti di essere l’unica categoria che ha 3 mesi di vacanze e che, anche quando non e’ in vacanza, passa in aula la bellezza di 18 ore a settimana.

Cosi’, quando questi stacanovisti dell’insegnamento vengono chiamati per fare i commissari esterni per l’esame di maturita’, decidono che hanno preso tutti insieme l’influenza.

Secondo il ministero, il 22% dei commissari ha mandato un certificato medico. Credo non si tratti di un’epidemia improvvisa, ma di classico fenomeno di italico fancazzismo.

Si dice che la scuola debba essere anche una scuola di vita. Ringrazio questi professori per aver mostrato con il loro buon esempio come funziona il nostro Paese. Chissa’, magari fra questi c’e’ anche chi insegna educazione civica. Una vera barzelletta.

Magari non c’entra nulla, ma sappiate che un professore, per fare il commissario esterno in una scuola a piu’ di 100 km da casa, riceve 3.181 euro.

Foto credit: @LupinThe3rd

Ordine dei Giornalisti – Mamma li turchi

Defacing Ordine dei Giornalisti

Vorrei parlare dell’Ordine dei Giornalisti.

Di come in Italia per scrivere su un giornale bisogna essere iscritti ad un ordine. Del fatto che non ci siano situazioni analoghe in nessun Paese del mondo. Di come si tratti di una di quelle strutture che difendono interessi corporativi di pochi a scapito della collettivita’. Del fatto che l’obbligo di iscrizione all’ordine sia contrario alla nostra costituzione e di come Einaudi cinquanta anni fa diceva gia’ queste cose. Di come, in pieno stile da italico ordine professionale, l’ordine sia caratterizzato da esami di ammissione truccati, raccomandazioni, praticanti e praticantati, vertici politicizzati.

Ma queste sono cose che tutti sanno e che solo qualcuno prova a cambiare.

E non ho voluto sottolineare svarioni e gaffe divertenti come questa: il TG1 del 9 giugno scorso convinto che lo Space Shuttle sia esploso con 7 astronauti a bordo. Salvo poi dire che “purtroppo non e’ accaduto”.

Insomma che l’ordine dei giornalisti non serva a nulla lo sappiamo tutti. Tutto questo non fa notizia.La notizia e’ invece che il sito dell’Ordine dei giornalisti e’ spento da sabato.

Per vedere cosa sia successo basta andare alla pagina degli esami (http://www.odg.it/esami/main.asp): troviamo un guerriero turco con un’esplosione sullo sfondo.

Il fatto che un sito subisca un defacing puo’ capitare. Il fatto che per tre giorni (e chissa’ quanti ancora) nessuno abbia risolto il problema e’ assurdo. Del resto non possiamo pretendere nulla: basta vedere l’indirizzo per scoprire che il sito usa le ASP.

Lasciatemi dunque godere del fatto che l’arroganza di un italico ordine professionale sia ridotta al silenzio per qualche giorno.

Grazie a downloadblog per la segnalazione ed all’anonimo turco per aver reso, forse senza saperlo, un buon servizio agli Italiani.

Sindaci e citazioni

Wifi Laundry

San Francisco

Posso trovare almeno una dozzina di reti in qualunque angolo di San Francisco, e di solito tre o quattro sono aperte. Inoltre posso andare quando voglio in un Caffe’ a fare il beduino lavorando da li’. Cosi’ posso parlare gratis con tutto il mondo. Questa cosa per chi e’ cresciuto con la TUT e’ una specie di paradiso, ma qui sembrano non farci caso.

Due anni fa Gavin Newsom, mayor di San Francisco, ha dichiarato “We will not stop until every San Franciscan has access to free wireless Internet service” che tradotto suona “Non ci fermeremo fino a che ogni cittadino di San Francisco non avra’ la connessione wireless gratuita”. Da inizio 2008 sara’ disponibile un’unica rete, aperta e gratuita per tutti, che coprira’ una regione grande quanto il Lazio.

Roma

In Italia, la solita leggina idiota, fatta da un cialtrone che non ha mai fatto nulla in vita sua, dice che dobbiamo avere una copia dei documenti di chiunque si collega alla nostra rete. Cosi’ la gente chiude la rete.

Ogni tanto pero’ qualcuno dei nostri cialtroni. Beppe Grillo li chiama dipendenti per sottolineare che dovrebbero lavorare per noi. A me non piace, preferisco chiamarli cialtroni perche’ dipendenti non riassume nulla sulle loro capacita’.

Comunque dicevo che ogni tanto la mente dei nostri cialtroni e’ attraversata da un lampo di genio. Allora senti Walter Veltroni, sindaco di Roma, che dice che in tutta Villa Borghese e’ disponibile una rete Wi-Fi aperta e gratuita per tutti. Poi cosa scopri? Che la connessione e’ limitata ad un’ora al giorno. Perche’? Per “scoraggiare l’uso della rete per scaricare file audiovisivi e musicali in maniera illegale.”

Palermo

I cialtroni sono sempre li’, in agguato. Vorrei avere la forza di arrabbiarmi, ma poi scopro che Diego Cammarata, sindaco di Palermo da cinque anni, ha riempito il Palasport di Palermo insieme a Silvio Berlusconi.

Ha dichiarato: “Nei prossimi 5 anni, io Ti garantisco, Presidente, che tutte le case dei Palermitani avranno l’acqua 24 ore su 24.”

Photo credit: vkdir

La terra dei cachi

Repubblica delle banane

Quest’anno pare che io nostri valenti governanti abbiano reintrodotto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei clienti e fornitori. La comunicazione esisteva fino al 1994, poi qualche anima pia aveva deciso di eliminarla.

Ci sono periodi di ottimismo in cui spero che le incombenze inutili vadano diminuendo, invece questi artisti della burocrazia riescono sempre a sorprendermi. Cosi’ oggi i dati relativi all’IVA possono essere trovati dallo Stato:

  • nelle comunicazioni periodiche (mensili o trimestrali) che gli ho inviato durante l’anno precedente,
  • nella comunicazione dei dati IVA che gli ho inviato entro il 20 gennaio,
  • nell’elenco dei clienti e fornitori che gli ho inviato entro il 29 aprile,
  • nella dichiarazione IVA o nel modello unico che gli ho inviato a fine ottobre.

Ovviamente l’IVA e’ sempre quella, ma vuoi mettere quanto e’ piu’ gustoso chiedere lo stesso dato 4 volte all’anno? In questo modo ogni volta si puo’ aggiungere qualche dettaglio in piu’ e costringere il contribuente a studiare un modulo diverso.

Torniamo alla scadenza di domenica prossima (Domenica? Forse ho letto male. No, il 29 aprile e’ proprio domenica), gira voce che la comunicazione vada fatta per via telematica. La cosa simpatica e’ che nessuno sa come si faccia. Ho trovato diversi forum di commercialisti che si domandano l’un l’altro dove trovare il software.

Allora sono andato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nella sezione relativa al software non si trova nulla. Con la ricerca interna al sito non si trova nulla. Chiamare per telefono significa che si ha un giorno di ferie perche’ per ottenere la linea servono diverse ore.

In rete girano storie divertentissime. C’e’ chi dice che uno debba chiedere il permesso scritto a clienti e fornitori prima di comunicare i dati allo Stato. Allora qualcuno si e’ chiesto: “Se un mio cliente non mi da’ il permesso?”. E uno gli ha risposto: “Lo deve dare per forza”. Ma se lo deve dare per forza, perche’ glielo devo chiedere? Insomma una serie di giochi e giochini che si nutrono da soli. Tutti rigorosamente pensati da gente che non ha mai fatto nulla in vita propria.

Poi ho trovato una buffonata come questa dove in pratica si dice che il Garante della privacy (che evidentemente ha tanto tempo libero) si sta occupando di valutare il provvedimento. E guarda un po’, scopro che sopra c’e’ scritta un’altra scadenza, il 15 ottobre.

Quando qualcuno la prossima volta mi dira’ che lavoro fino a luglio per lo Stato, gli ricordero’ che non e’ vero. Con tutti i giorni che perdo per seguire questi astrusi giochini, lavoro almeno un’altra quindicina di giorni per loro. Secondo me io arrivo almeno ai primi di agosto. Giusto in tempo per andare in vacanza.

Ma chi sono questi loro di cui parlo? Si tratta di un ristretto gruppo di persone che vivono in un loro iperuranio, convinte che tutto gli sia dovuto e che con una legge qui ed una legge li’ si possa chiedere cio’ che si vuole a chi si vuole. Intanto se in Italia non si riesce piu’ a lavorare non e’ un loro problema, e’ un problema del Paese. La terra dei Cachi.

Photo Credit: Argento_Vivo

La Repubblica ruba le foto (che brutta figura)

La Repubblica

La prima segnalazione da parte di Luca Zappa era arrivata domenica primo aprile. La Repubblica aveva rubato una sua foto per metterla sul proprio sito.

Ma non basta, dopo la segnalazione, Pandemia ha deciso di fare una ricerca ed ha scoperto interi fotoracconti basati su foto rubate. Ad esempio qui si parla di scritte al neon: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/neon-insegne/neon-insegne.html (scusate ma il link qui proprio non ci stava bene), ma basta cercare un po’ in giro per trovare almeno questa e questa foto.

Ed i proprietari delle foto si arrabbiano: ecco il forum su Flickr dove un fotografo professionista inglese protesta per il comportamento di Repubblica.Un fotoracconto sui cimiteri di auto? Ecco ancora che rubano foto da Flickr: questa e questa. E ovviamente il titolo con cui protesta il proprietario delle foto e’ eloquente: Those Bastards.

Alcune di queste foto sono di completa proprieta’ dell’autore, altre sono state rilasciate sotto licenze Creative Commons che ne limitano l’uso. Nessuna poteva essere presa da Repubblica ed usata.

I giornalisti di Repubblica evidentemente credono che rilasciare una foto sotto licenza Creative Commons permetta a chiunque di rubarla e farci quello che vuole. Cosi’ non e’. E credo che i giornalisti di Repubblica lo sappiano bene. Da Repubblica nessuna risposta alle lettere ed alle email mandate dagli interessati. Bella figura.

Digital divide

 Campagna ctrl-z

In questo documento prodotto da Eurostat (l’agenzia di statische della UE), si stimano le capacita’ informatiche dei cittadini europei.

Dategli un’occhiata perche’ la tabella sugli skill informatici e’ impietosa. In Italia il 64% delle donne ed il 54% degli uomini e’ informaticamente analfabeta. Questo vuol dire che siamo al penultimo posto in Europa. Peggio di noi solo la Bulgaria.

Non c’e’ da meravigliarsi quindi se in altri Paesi si possono fare delle campagne pubblicitarie come questa (grazie a Marco Camisani Calzolari per la segnalazione), mentre da noi Stefano Epifani chiedendo ad uno studente di informatica cosa sia un ipertesto si sente rispondere cosi’.

In fondo pero’ non tutto e’ da buttare: noi abbiamo l’insuperabile blog di Flavia Vento.

Cambia il nic, stop al fax

Cambia NIC

 

 

 

 

 

 

Magari qualcuno non ha mai avuto a che fare con la registrazione di un dominio .it. Beato lui.Logo Q8

Per registrare un dominio bisogna seguire una singolare procedura che prevede l’invio di un fax al NIC italiano da parte dell’assegnatario, in cui tra le altre cose si dichiara di voler seguire la legge. Ed io che pensavo che la si dovesse seguire anche senza doverlo scrivere da nessuna parte. Questo fax poi viene controllato ed il piu’ delle volte manca qualcosa o risulta “parzialmente illegibile”. E questo e’ solo l’inizio dei problemi. Leggi tutto “Cambia il nic, stop al fax”