Domenico Laforenza

Domenico Laforenza

A volte gli italici cialtroni non vanno cercati con il lanternino ma hanno un nome ed un cognome.

Quello di oggi fa il capo del registro italiano dei domini .it. In pratica quelli che permettono di registrare i domini italiani sul web. Penserete che si tratta di un ufficio che si occupa di alta tecnologia, con procedure all’avanguardia e via dicendo. Invece e’ da sempre uno degli uffici che funzionano peggio del Paese, tanto da essere noto per vietare la possibilita’ di registrare domini di due lettere, quando tutti possono vedere che www.q8.it e’ registrato e funzionante.

Qualche mese fa, dopo innumerevoli articoli e petizioni, sono riusciti ad abolire l’invio di una lettera fisica che chiedevano a chiunque volesse registrare un dominio .it. Si trattava solo di un piccolo barlume di luce che solo certi burocrati navigati riescono ad avere una volta ogni cinque o dieci anni.

Oggi scopro che, quando li paghi, ti chiedono di inviare la contabile bancaria ed una “lettera accompagnatoria”. E se ho fatto il bonifico da Internet? Del resto stiamo parlando di registrazione di domini, non di vendita di lupini. Se in banca proprio non ci sono andato, dove trovo la contabile bancaria?

Inoltre la “lettera accompagnatoria” mica la posso scrivere di mio pugno. No. Me la inviano loro gia’ pronta. Ma se mi dici tu cosa devo scrivere su una lettera, che lettera e’? A che serve? Visto che hai gia’ tutto, scrivitela da solo: solo un genio puo’ pensare di inviarmi una lettera che gli devo a mia volta inviare uguale uguale, senza alcuna modifica.

Ok, ma se non ho la contabile o se la “lettera accompagnatoria” contiene il minimo errore? Semplicemente non riconoscono di aver ricevuto soldi. Secondo me avere dei soldi sul conto in banca e dire di non averli ricevuti e’ un atteggiamento prossimo all’appropriazione indebita.

A questo punto direi che il premio “carciofo del mese” di gennaio 2011 non puo’ che andare a Domenico Laforenza. Con lode.

Photo credit: Giorgia Bassi.

Vuoi vedere che torna il Wifi libero

Robin Good chiama il fratello a San Francisco

Ieri Silvio Berlusconi l’aveva annunciato ed oggi il Consiglio dei Ministri pare averlo approvato: non verra’ rinnovato il Decreto Pisanu. Questo significa Wifi libero dal primo gennaio 2011.

Per chi non lo sapesse, ricordo che il “Decreto Pisanu” e’ una genialata fatta nel 2004 2005 da un cialtrone che decise che era fuorilegge avere una rete aperta. In pratica costringeva chiunque avesse un router Wifi ad avere una copia del documento di chi si collegava alla sua rete. Inutile dire che le aziende di telefonia si adeguarono subito e che, mentre prima fornivano access point aperti, li iniziarono a chiudere con una password preimpostata. Quanti utenti sanno entrare sul proprio access point e modificare i settaggi per avere una rete aperta? Quasi nessuno.

Purtroppo la cosa non ha effetto immediato, come sarebbe stato se si fosse usato un Decreto Legge, quindi dovremo sorbirci per qualche mese dichiarazioni roboanti di vari cialtroni.

Inaspettatamente apre le danze il procuratore antimafia Piero Grasso che di Mafia capisce qualcosa, ma di Internet dimostra di non capire nulla. Cosi’ non solo ha dichiarato che l’accesso libero alle reti Wifi porterebbe a “ridurre moltissimo la possibilita’ di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso Internet”, ma poi e’ ricorso al solito ritornello su Internet e pedofili: “Bisogna rendersi conto – ha dichiarato il procuratore – che dietro queste reti wi-fi e Internet point ci si puo’ nascondere benissimo nella massa degli utenti non piu’ identificabili e si possono trovare anche terroristi, pedofili e mafiosi”. Penso che sia un buon candidato al premio Carciofo del mese, ma sono sicuro che diversi altri faranno a gara per fare di peggio.

Nella foto Robin Good chiama via Wifi il fratello a San Francisco da Villa Borghese a Roma.

Via la patente nautica se porti gli occhiali

Ministro Altero Matteoli

Nel 2008, appena un mese dopo essere entrato in carica, il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli firma il decreto 146/2008 del 29/7/2008 che tra le altre cose dice che chi porta gli occhiali non potra’ conseguire, ne’ rinnovare, la patente nautica.

Il signor Matteoli ha avuto la faccia tosta di dire: “Crediamo che il regolamento dara’ impulso al settore per rigenerarsi, svilupparsi, offrendo anche un contributo alla crescita delle imprese legate alla nautica diportistica”

Ma non e’ finita. Lo stesso Ministro e’ riuscito a proporre, nel dicembre 2009, un innalzamento dei limiti di velocita’ sulle autostrade da 130 Km/h a 150 Km/h. Quindi, secondo questo genio, uno che porta gli occhiali puo’ sfrecciare in autostrada a 150 Km/h ma non puo’ comandare una barca a vela.

Conosco molti comandanti che ora non potranno rinnovare la patente nautica. Gente che va per mare per passione e di solito lo fa su una barca a vela. Altri che sono diventati skipper professionisti e che, perdendo la patente, perderanno il lavoro. Questa situazione a mio parere e’ inaccettabile. Voglio trovare delle forme efficaci di lotta per cambiare le cose e chiedo a tutti di cercarne insieme.

Testimonianze di cittadini sconcertati possono essere trovate su FareVela e su Il Giornale della Vela.

Photo credit: Cyberuly

Una sentenza assurda

Giudice Oscar Magi

Il mondo si chiede se il giudice Oscar Magi sia semplicemente ignorante o proprio idiota. Ecco alcuni stralci.

Hillary Clinton (Segretario di Stato USA): “Internet libero e’ un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle societa’ libere”.

David Thorne (Ambasciatore USA a Roma): “non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilita’ preventiva dei contenuti  caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider“.

Google: “Questa sentenza attacca i principi di liberta’ sui quali e’ costruito Internet”. “Se siti come blogger, youtube ed ogni social network venissero considerati responsabili per i contenuti inseriti dagli utenti, allora il web come lo conosciamo cessera’ di esistere e molti dei vantaggi economici, sociali, politici e tecnologici che ha portato potrebbero sparire.”

Tech Crunch: “Qualcuno puo’ spiegare a questo giudice italiano cosa sia Google Video?”. “Perche’ nessuno ha spiegato a questo giudice idiota che il video non e’ stato messo dai dirigenti di Google?”

Beppe Grillo: “Se si scrive un insulto su un muro condanniamo il proprietario dello stabile?” e “Se minaccio qualcuno al telefono condanniamo la compagnia telefonica?”

Tech Dirt: “E’ semplicemente ridicolo“. “E’ difficile sentire queste cose e non pensare che il sistema legale italiano sia una barzelletta.”

New York Times: “L’Italia ha uno dei piu’ bassi tassi di utilizzo di Internet in Europa e gli esperti avvisano che questa sentenza puo’ erodere ulteriormente questa posizione.”

Mashable: “Condannare i dirigenti Google e’ quantomeno bizarro e mostra una completa ignoranza di come funziona Internet ed i servizi di condivisione dei diversi social network. Se non venisse ribaltata in appello, questa decisione potrebbe avere conseguenze a lungo termine su tutti i servizi di condivisione di contenuti su Internet. “

Cinque mesi per avere il telefono

Ogni tanto qualcuno dice che l’Italia e’ ferma per via dei servizi scadenti. Secondo me, nella maggior parte dei casi, questo e’ dovuto a monopoli e rendite di posizione che nessuno riesce piu’ a scardinare.

Uno dei casi piu’ eclatanti riguarda la telefonia. Si tratta di un servizio che esiste da piu’ di un secolo, ma che per molte zone italiane sembra essere ancora una concessione come nel famoso romanzo di Camilleri.

Veniamo al caso pratico: ho traslocato ed ho chiesto al mio operatore telefonico di trasferire la linea. La richiesta e’ del 20 settembre. La linea e’ arrivata oggi: 5 Mesi e 2 giorni dopo.

In questi 155 giorni ho assistito ad uno spettacolo fantastico: gente che veniva a fare sopralluoghi, sms che mi avvisavano del ritardo, email che mi proponevano offerte cui non potevo aderire, cortesissime operatrici che mi dicevano di non saperne nulla.

Il mio operatore e’ Tele Tu, ma questo credo che abbia poca importanza visto che tutti quelli che sono venuti a vedere la situazione dicevano di lavorare per Telecom Italia.

Qualcuno potrebbe dire che servizi cosi’ scadenti almeno costano poco, ma non e’ questo il caso, visto che per avere l’ADSL spendero’ qualcosa come 47 euro/mese. Circa 10 volte di piu’ di quanto si spende in Paesi che le rendite di posizione ed i monopoli hanno il coraggio di combatterli con decisione. Con vantaggio di tutti.

Photo credit: photolupi.

Festival di Sanremo: piccolo concorso

Festival di Sanremo

Mi inchino anche io all’onda nazional popolare che investe l’Italia in questi giorni: il Festival di Sanremo. Vi propongo un semplicissimo concorso: basta rispondere alla domanda “chi vincera’ il Festival?”. Mandatemi primo, secondo e terzo posto.

Il concorso e’ aperto a tutti. I pronostici possono arrivare come commenti a questo post oppure via twitter, facebook, buzz o mail. Insomma fate un po’ voi, basta che arrivino. In caso di parita’, vincera’ chi ha risposto prima.

Cosa si vince? Assolutamente nulla.

Lettera a Ricardo Franco Levi

Costituzione Italiana tradotta in Arabo

Ho appena mandato questa mail al Sottosegretario Ricardo Franco Levi.

A: Ricardo Franco Levi – levi_r@camera.it
Oggetto: Disegno di Legge sull’editoria

Caro Sottosegretario,

apprendo dal blog di Beppe Grillo che il giorno 12 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimita’ un Disegno di Legge che prevede che chiunque abbia un sito o un blog debba registrarlo al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), presso l’Autorita’ delle Telecomunicazioni.

Leggo anche che saro’ costretto a cercare una Societa’ Editrice o a fondarne una per continuare a scrivere sul mio blog.

Come se non bastasse sembra che io debba iscrivermi all’Albo dei Giornalisti per diventare Direttore Responsabile del mio blog o pagare qualcuno per diventare il mio “Direttore Responsabile”.

Mi pregio comunicarle fin da ora che, quale sia la sanzione prevista, non sottostarro’ a nessuno dei vincoli presenti nel Disegno di Legge in oggetto ne’ chiudero’ il presente blog.

Per memoria le riporto quanto recita l’articolo 21 della Costituzione Italiana:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

Sinceramente

Luca Venturini

http://luca.yepa.com

Vietati i condizionatori delle auto a Roma

Semaforo

Nuovo colpo di genio da parte dei nostri cialtroni. E’ stato appena approvato in Senato il Decreto Legge che riguarda la sicurezza stradale, ma che con le strade non ha nulla a che fare.

Tra le altre cose c’e’ scritto che la prossima volta che andro’ in discoteca non potro’ bere dopo le 2 di notte, anche se torno in taxi.

Devo dire che mi hanno sorpreso quando ho letto di pesanti sanzioni per chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Mi sono subito chiesto se, quando tornano dai festini con i quali si rallegrano nelle serate romane, soli e lontano da casa, guidano loro o l’autista. E l’autista che fa durante il festino? Aspetta fuori? O partecipa? Dubbi.

Bisogna ricordarsi quello che ci dice Cesa, UDC (che oltre che cialtrone e’ pure cattolico): “La solitudine e’ una cosa seria e la vita da Parlamentare a Roma e’ dura.”

In compenso sul decreto c’e’ anche scritto che, per aumentare la sicurezza stradale, e’ stato ridotto il periodo nel quale un neopatentato non puo’ guidare l’auto di papa’. Il periodo e’ stato ridotto da tre anni ad un anno.

La perla pero’ e’ relativa all’uso del condizionatore. Da ora in avanti saremo costretti a spegnere il condizionatore ogni volta che fermiamo il veicolo. Si parla esplicitamente di fermata e non solo di sosta. Per chi guida a Roma questa e’ una vera e propria barzelletta. Tutti sanno che il tempo in cui il veicolo e’ fermo e’ molto maggiore di quello in cui e’ in movimento. Per fortuna ho ancora la cappotta da abbassare, fino a che non mi vieteranno di fare anche questo.

Del resto, prima di riuscire a bilanciare tutta la CO2 emessa dagli aerei di Stato, come quello che ha portato Rutelli e Mastella a vedere il Gran Premio, ci vorra’ almeno tutto il 2008 di condizionatori spenti ai semafori da parte di noi normali cittadini.

Photo credit: Centrifuga