Rotta della Costa Concordia

Rotta della Costa Concordia verso l'isola del Giglio

Nell’incidente della Costa Concordia all’isola del Giglio, la nave viaggiava a velocita’ di crociera verso il centro dell’isola gia’ da molto tempo prima.

Questa immagine raccoglie i dati che vengono dal AIS di bordo e mostra chiaramente come la nave viaggiasse a 15 nodi verso l’isola. Poi alle 20:31 c’e’ stata una leggera accostata verso sinistra, seguita da un’accostata a dritta. Alle 20:37 la nave andava per 285. Poi i dati sono quelli relativi alla manovra che ha portato la nave vicino al Porto del Giglio.

knots   Posizione               Rotta   Ora
1.1	10.92602 42.3717	13	2012-01-13 21:02
1.3	10.92582 42.37102	7	2012-01-13 21:00
1.4	10.92564 42.37025	7	2012-01-13 20:58
2.9	10.92542 42.36756	351	2012-01-13 20:53
15.3	10.96589 42.33776	285	2012-01-13 20:37
15.4	10.9874 42.33507	276	2012-01-13 20:33
15.4	10.99883 42.33418	275	2012-01-13 20:31
15.4	11.01384 42.33267	278	2012-01-13 20:29
15.5	11.02868 42.33109	278	2012-01-13 20:26
15.5	11.04309 42.32957	278	2012-01-13 20:24
15.7	11.06087 42.32781	278	2012-01-13 20:21

La Manovra di Luca – Sottosegretari rilasciano indiscrezioni

Cari concittadini,

mi scuso con tutti coloro a cui avevo detto che avrei rilasciato ogni informazione sulla manovra in prima persona. Purtroppo Sergio e Gian Antonio hanno gia’ sfruttato la visibilita’ offerta dalla carica di sottosegretari alla Funzione Pubblica per rilasciare ampie aniticipazioni in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera.

Come sapete stiamo lavorando ai dettagli del maxidecreto e quello che i sottosegretari Rizzo e Stella hanno scritto corrisponde solo in parte alla linea adottata da questo governo.

Ciononostante ritengo doveroso rinnovare la fiducia che nutro nei loro confronti. Li ho scelti personalmente per fare parte della squadra di governo e li ringrazio ancora per la partecipazione attiva all’esecutivo da me presieduto.

Luca Venturini

La Manovra di Luca

Cari concittadini,

vi ringrazio tutti per la preferenza accordatami e vi giuro fin da ora che il mio mandato sara’ ricordato per le lacrime e sangue di alcuni e per aver dato l’avvio ad un circolo virtuoso che portera’, in pochi anni, la nostra cara Italia a livelli di benessere, equita’ e liberta’ che mai erano stati visti in precedenza. Quando parlo delle lacrime e sangue, non faccio riferimento ai cittadini onesti e produttivi, bensi’ ad intere mandrie di parassiti che fino ad ora hanno vissuto alle spalle dello Stato.

Devo fare una piccola premessa, nell’accettare l’incarico. Vorrei tanto poter ringraziare coloro che mi hanno preceduto in questa carica, ma, come sapete, non posso certo farlo. Costoro hanno portato la nostra cara Italia sull’orlo del fallimento. Come ormai potete vedere tutti, nella maggior parte dei casi di trattava di emeriti cialtroni, a volte travestiti da politicanti di professione, a volte da burocratici professori.

La mia manovra si basa su due pilastri fondamentali: inflessibile rigore nel recupero del maltolto e riduzione strutturale delle spese dello Stato.

Se vi chiedete se manca qualcosa, e cioe’ un aumento delle tasse, la risposta e’ che nella mia manovra non c’e’ alcun aumento di tasse. Avete sentito bene, non c’e’ nessun bisogno di mettere le mani nelle tasche degli Italiani. I cittadini onesti e produttivi, i milioni di lavoratori che vivono del proprio lavoro, non hanno nulla da temere da questo governo.

All’interno delle manovre dei governi che mi hanno preceduto, il concetto di “diritti acquisiti” ha perso molto senso. Il mio governo eliminera’ completamente questo concetto un po’ astratto. Tra le righe del maxidecreto, che mi accingo a presentare domani alle camere, troverete infatti la cancellazione di molti “diritti acquisiti”. Se state pensando alle pensioni di alcuni, ai costi della politica, alla Chiesa Cattolica, alle concessioni statali, alle regalie di Stato fatte ad amici e parenti, avete colto nel segno.

Nei prossimi giorni illustrero’ la manovra punto per punto ma posso dirvi fin da ora che saranno abolite le province, saranno rivisti gli ordini professionali, saranno eliminati tantissimi enti inutili. Sara’ eliminata ogni forma di sussidio alle aziende. Sara’ eliminata ogni forma di sussidio ai giornali, ai partiti politici, ai pescatori, agli agricoltori ed a molte altre classi di cittadini che fino ad ora pensavano di poter andare avanti perche’ pagati dalla collettivita’.

Il capitolo pensioni merita una riflessione a parte. Il mio governo eliminera’ fin dal primo gennaio 2012 ogni forma di pensione retributiva. Ma questo, come sapete, non basta. Infatti presentero’ una norma che chiedera’ indietro i soldi a tutti coloro che hanno usufruito di una pensione retributiva. In pratica l’adeguamento delle pensioni retributive al metodo contributivo sara’ retroattivo.

La macchina dello Stato costa, ogni anno, circa 700 miliardi di euro. Dal 2013 questa cifra sara’ tenuta sotto i 500 miliardi di euro. Non amo fare previsioni, ma posso immaginare che gia’ tra qualche mese si iniziera’ a parlare dello spread tra i titoli tedeschi e quelli italiani, nel senso che i titoli tedeschi riconosceranno tassi di interesse superiori a quelli italiani. Questo portera’ enormi risparmi sul piano degli interessi sul debito, che oggi incidono per quasi 200 miliardi di euro annui.

Come sapete la Comunita’ Europea ci spinge ad arginare la crescita del nostro debito pubblico. Non senza una punta di orgoglio, sono qui a dirvi che il rapporto tra il debito pubblico ed il PIL verra’ ridotto del 3% annuo a partire dal 2013. Chi mi ha preceduto si e’ impegnato per il pareggio di bilancio a partire dal 2013, ma e’ oramai chiaro a tutti che la misura era insufficiente.

Intorno al 2050 il debito pubblico potra’ essere completamente azzerato. Da allora entrera’ in vigore una modifica costituzionale, che mi accingo a presentare, che vietera’ allo Stato qualunque emissione di titoli.

Nei prossimi giorni illustrero’ la manovra passo per passo. Mi scuso nel frattempo se intorno a me vedete tutti i ministri, uomini e donne, in lacrime. Hanno appena scoperto che non avranno piu’ auto blu, non avranno piu’ la pensione, non percepiranno stipendio, la loro laurea non ha piu’ alcun valore legale e gli ordini di cui fanno parte non esistono piu’.

Luca Venturini

Diventa ricco anche tu con il terremoto di Roma

Mi pare che, in occasione del terremoto a L’Aquila, ci fosse chi rideva al telefono. Oggi voglio offrire un’opportunita’ unica a chiunque pensi che l’11 maggio ci sia il terremoto a Roma per poter ridere anche lui.

ATTENZIONE: pago 10 a 1 il verificarsi di un terremoto l’11 maggio 2011 a Roma.

Questo vuol dire che chiunque puo’ versarmi un euro e ne rimborsero’ 10 in caso di terremoto. Vale un qualunque terremoto avente scala Richter almeno 6,7 nel raggio di 80 km da Roma nella giornata dell’11 maggio. Per aderire basta farmi un bonifico in EUR (IBAN: ITxxx), bonifico in USD (IBAN: ITxxx) oppure mandarmi bitcoin (indirizzo: 176YdyHn4N4PuLMcwhp7x6F2u9vUHmYKrR). Accetto puntate fino a 10k eur, 15k USD, 5k BCN.

Spargete la voce, non perdete questa occasione unica per diventare ricchi. Il terremoto e’ sicuro! Lo dicono (quasi) tutti.

Innumerevoli le richieste di adesione al movimento “Logaritmo in Base Dieci di Mille”

Cari amici,

la risposta al lancio del movimento ha superato ogni piu’ rosea previsione. Devo dire che, quando abbiamo visto che su Google News la notizia e’ riportata come piu’ importante del terremoto in Giappone, ci siamo anche un po’ preoccupati.
http://news.google.com/news/search?ned=it&hl=it&q=logaritmo

Nelle passate ore moltissimi ci hanno chiesto di aderire al movimento o di partecipare, anche solo economicamente. Per tutti costoro abbiamo aperto una pagina apposita alla quale si accede dalla home page facendo click in basso su “Supporta anche tu il movimento: iscriviti facendo click qui.”

Sono fiero di annunciare anche che abbiamo finalmente fissato una data per il grande Congresso Nazionale del Movimento: il primo aprile 2012.

Grazie ancora a tutti quanti.

Luca Venturini
Portavoce del Movimento “Logaritmo in Base Dieci di Mille”

Logaritmo in Base Dieci di Mille

Amici,

sono fiero di annunciarvi che da oggi esiste un nuovo movimento politico. Chi, come me, si batte contro ogni forma di discriminazione non poteva piu’ tacere davanti al perdurare di una simile situazione.

A volte per combattere pregiudizi radicati bisogna unire le forze e lavorare tutti insieme.

Il movimento si chiama “Logaritmo in Base Dieci di Mille”. Io sono stato nominato portavoce.

Maggiori informazioni qui: http://logaritmoinbasediecidimille.it

Spero che ognuno di voi voglia associarsi quanto prima. Un saluto.

Luca

Figlio mio, ti vedo sciupato.

Da quando ho il droide galaxy tab, la mattina spendo piu’ di qualche minuto nella lettura dei giornali. Questa mattina mi e’ arrivato caldo caldo un articolo del The Wall Street Journal.

Quanti di voi conoscono qualcuno di origini calabresi. A voi sembra di corporatura normale, magari perfino un po’ in carne, invece ti racconta che la madre continua a trovarlo “sciupato”. Perche’? Sempre per lo stesso motivo: perche’ mangia male e soprattutto perche’ mangia poco.

“Mr Martino” e’ un imprenditore geniale che non ha fatto altro che soddisfare il bisogno, da parte delle madri e nonne di Calabria, di nutrire adeguatamente le loro creature. Allora ha inventato il business descritto in questo articolo.

Qui c’e’ anche il video.

Cher tunisien, mais où diable vas-tu?

(Testo italiano qui.)

Cher tunisien, j’ai entendu dire que certains de vos compatriotes, fous, ont décidé d’entreprendre un voyage périlleux et coûteux pour venir ici en Italie.

Si jamais une idée similaire te traverse l’esprit, sache que c’est une grosse erreur. Je connais ta terre et malheureusement, je connais aussi la mienne.

Tu me diras que tu fuis un pays avec un PIB moyen de 9 mille dollars par habitant, tandis qu’il est d’environ 29 mille ici. Ce qui signifie qu’en moyenne, tu gagnes le tiers de ce que gagne un italien. Eh bien, c’est pourquoi je viens, diras-tu. Là, tu as tort.

Tu voudras aussi manger. Sache que le pain ici coûte plus de trois fois ce que ça te coûte. Alors, ça te revient moins cher côté revenu. Toutefois, la question ne s’en arrête pas là, elle est beaucoup plus singulière. Sache qu’ici, il y a une loi qui protège une corporation. Apprends à penser comme nous, il y a une corporation pour chaque chose et cette corporation doit défendre ses propres membres contre les “griffes du marché”. Les dirigeants italiens ont une vraie passion pour les corporations. Quoi qu’il en soit, retournons-en à nous. Sache que chez nous, la loi oblige celui qui vend du pain à rester fermé aussi bien à l’heure du déjeuner, qu’à l’heure du dîner.

Etant donné que les boulangers sont fermés à l’heure du déjeuner, mettons que tu es là peu de temps après, tu voudras t’en aller pour prendre une pizza avec des amis. Tu découvriras qu’elle coûte neuf fois ce qu’elle coûtait à Tunis (puis en termes de pizzas, tu es trois fois plus riche).

Ok, ce soir, tu décides de rester à la maison. Disons que tu veux regarder une partie de football. Sache qu’ici tu dois payer une taxe de 100 euros/an qui vont à une télévision d’”Etat” qui ne te fera point voir la partie de football.

Pour t’abonner à une télévision qui te fait voir la partie de football, tu dois dépenser beaucoup plus. Qu’est-ce que tu dis? Chez toi la télé est gratuite? Tu n’es pas fan? Par contre, tu pourras regarder le Festival de la Chanson Italienne. Comment tu dis? Tu ne t’en soucie guère. Tant mieux pour toi, parce que même si tu te souciais de quelque chose, sache que les résultats sont truqués.

Oublie la télévision, tu passes beaucoup de temps devant l’ordinateur. Sache qu’ici, uniquement pour posséder un écran de PC, tu dois payer la taxe dont je t’avais parlé. Qu’est-ce que tu dis? C’était une taxe sur la télévision et non pas sur le net? Laisse tomber. Retour à internet, chez nous, quelques années auparavant, un charlatan est passé et qui a dit que personne ne pouvait accéder à une connexion wifi gratuite. Le plus drôle, c’est que tu ne réussiras jamais à croire que ses successeurs lui avaient donné raison. Cette année, ils ont finalement permis à chacun d’avoir un routeur sans mot de passe, mais les Italiens ne le savent pas. Donc si tu ne payes pas, tu ne peux pas te connecter à internet. Comment tu dis? Tu pensais te connecter à internet en payant? Tu commettrais une grande erreur, car ici, une connexion défaillante t’arrive après cinq mois et peut te coûter jusqu’à 50 € /mois.

Ok, assez de ces choses, disons que tu fais autre chose. Laissons tomber la pizza, le football, la télé et l’internet. Ce soir, tu veux aller au cinéma? Chez toi, ça coûte 2 dollars et quelque chose. Chez nous par contre, les hommes politiques ont établi qu’ils veulent offrir l’argent à leurs amis qui font semblant de faire du cinéma. C’est à nous donc de payer nos films que personne ne regarde, et qui sont produits à peine par quatre amis et proches. Qu’est-ce que tu dis? Tu regardes des films américains? Nous aussi, mais cela signifie que nous devons tous payer la redevance. Compte tenu de cette nouvelle taxe, le coût du billet est 5 fois celui que tu dépenses. Ce qui signifie que même par rapport à tes revenus, regarder un film en Tunisie coûte beaucoup moins qu’en Italie.

Bon, assez de ces activités à l’intérieur. Elles me semblent peu saines. Disons que, comme moi, tu as la passion pour la mer, au fond, ton pays est sur la mer comme le mien. Le vendredi matin, tu prendrais une petite barque avec quelques amis et tu irais pêcher. Ici, tu ne peux pas. Il faut une chose qu’ils appellent patente nautique. Comment tu dis? Ce n’est pas le cas chez vous, il suffirait de prendre les cannes à pêche et aller à la mer? Bon bah, ce n’est pas mal, avec quelques mois d’apprentissage tu prendrais le permis nautique aussi. Comment tu dis? Tu portes des lunettes? Alors, je suis désolé, mais pour aller à la pêche, n’en parlons pas. Si tu veux, tu pourrais t’asseoir sur une berge du Tibre et pêcher quelques mulets. Qu’est-ce que tu dis? Qui est-ce qui peut t’empêcher d’aller à la mer, la mer est à tous? Justement, je sais que tu t’es trompé de pays.

Ok, assez parlé de choses ludiques. Pensons aux choses sérieuses. Imaginons un instant que tu aies résolu la manière de manger, d’aller au cinéma et de naviguer sur internet. Tu devras avoir également un endroit pour appeler la maison. Un loyer d’un petit appartement au centre de Tunis peut coûter 200 €/mois. Multiplié par trois (toujours en tenant compte du revenu par habitant), ce sont 600 €/mois. Essaie de chercher le même appartement au centre de Rome. Bonne chance!

Très bien, pourquoi le centre, tu décides de prendre une maison un peu en dehors de la ville: je sais, à Sacrofano. En fin de compte, tu habitais à Carthage, à 20 km du centre de Tunis, et le train que tu prenais chaque matin n’était pas un problème. Un matin, j’ai pris ce train que tu prends chaque matin: il vaut mieux que je te dise tout de suite que je suis resté stupéfait parce qu’il était propre, ponctuel et pas cher. Sache que si jamais tu prendrais le train de Sacrofano, ça sera pour toi un vrai choc. Comment tu dis? Là-bas à Tunis, tu n’habites pas à côté de la station? Il me semble que c’est normal. Comment vas-tu à la station? En vélo? Héhéhé hahaha. Sache qu’ici, tu dois l’avaler le vélo avant de monter dans le train, parce que ce n’est pas autorisé.

Eh bien, admettons par l’absurde que tu réussisses à surmonter tous ces problèmes. Tu devras aussi travailler pour vivre. Tu es quelqu’un d’entreprenant et tu peux faire beaucoup de choses. Comme je te le disais, nous avons une corporation pour chaque chose. Tu ne peux tout simplement pas faire un métier. Il y a toujours une corporation qui protège ceux qui font ce travail et qui ne le fera pas faire pour toi. Si tu n’as pas différents permis et licences, tu ne peux absolument rien faire. Qu’est-ce que tu dis? Au pire des cas, tu te mets à cultiver la terre. Désolé, mais tu n’as vraiment pas compris ce que je suis en train de dire. Autour de toi, tous prétendront cultiver la terre, mais ils ne se feront pas l’argent en vendant ce qu’ils cultivent, mais plutôt en remplissant des formulaires de la communauté européenne. Tu ne comprends pas? Je t’explique mieux. Chez toi, vous les appelez agriculteurs, pêcheurs et autre. Ici, par contre, ils s’appellent conseillers commerciaux.

Tu veux mettre en place une petite entreprise? C’est beau d’entendre des personnes entreprenantes, capables de générer des richesses et des emplois. Sache que tu passeras ton initiative par derrière la bureaucratie, étant donné que l’Italie est le pays du monde où un entrepreneur doit passer le plus d’heures à pourchasser les bureaucrates.

Bon, disons qu’avec un peu d’indulgence (ici il y’en a toujours), tu réussis à devenir un “citoyen italien”. Belle motion, mes compliments! Tout juste auparavant, tu ne devais rien au moins, dès à présent, tu dois environ 3000 € à quelqu’un. Ils ne t’ont encore pas dit à qui, ça c’est un long discours. Sache que pour le moment, ta dette s’accroît de jour en jour et que tôt ou tard, tu auras quelques frais à payer et ils réussiront à te faire restituer ce que tu dois.

Tu me diras que les choses vont changer avec le temps et qu’ici, en Italie, ce sera toujours mieux et que là-bas, en Tunisie, ce sera toujours pire. Encore une fois, tu te trompes, mais vraiment pour de gros. En fait, tu dois savoir que dans ton pays, le PIB se développe à un rythme que nous n’imagions même pas ici. Tu sais que l’Italie, durant les dix dernières années, est le pays qui s’est développé le moins de l’ensemble de la planète (en réalité, le dernier du classement est Haïti, nous sommes à peine avant-derniers). Tu n’as pas bien compris peut-être: pour être plus clairs, cela signifie que si jamais tu auras des petits-enfants, ces derniers seront beaucoup plus riches en Tunisie qu’en Italie.

Comment tu dis? Tout cela ne te suffit pas, ce que tu cherches vraiment est la liberté? Alors tu t’es trompé de pays. Chez vous, vous-êtes en train de réécrire la constitution et vous êtes assez intelligents pour ne pas mêler des socialistes et des prêtres locaux (et je sais que toi qui lis ces lignes, tu ne serais jamais aussi fou pour te fier aux uns ni aux autres), vous serez plus libres que nous. Ici, chez-nous, tous célèbrent les 150 ans de l’unification de l’Italie, alors que personne n’a fêté les 150 ans de la république romaine en 1999. Je ne comprends pas pourquoi.

Tu ne veux pas pontifier d’inepties? Mieux vaut rester terre à terre et parler de vraie liberté, celle qui est pure et simple? Alors je te dirai que chez nous, existe quelque chose qui s’appelle: “détention provisoire”, qui durait jusqu’à huit années. Ce qui signifie que tu peux rester en prison jusqu’à huit ans sans procès. Il y a quelques années, ils se sont rendu compte que les magistrats, trop occupés à essayer d’envoyer en prison un individu en particulier, ne travaillent pas beaucoup, quelqu’un a décidé donc que cette limite de huit ans “n’est pas obligatoire”. Tu sais ce que cela signifie? Que tu peux te retrouver en prison et rester à jamais sans procès.

Comment tu dis? Tu voulais embarquer en Italie pour prendre le premier train direct pour la France, l’Allemagne ou les Pays-Bas? Bon sang! Tu pouvais le dire avant, alors tu fais très bien! Rendez-vous à Berlin, Amsterdam, Paris ou Londres dès que possible.

Photo credit: Noborder network.

Traduction: Olive2Tun.

Caro Tunisino, dove cacchio vai?

UPDATE: Texte en français ici.

Caro Tunisino, ho sentito che alcuni tuoi connazionali, insani di mente, decidono di intraprendere un viaggio pericoloso e costoso per venire qui in Italia.

Sappi che, se mai ti e’ passata per la testa un’idea simile, si tratta di un grosso errore. Conosco la tua terra e purtroppo conosco anche la mia.

Mi dirai che fuggi da un paese con un PIL pro capite medio di 9 mila dollari, mentre qui e’ di circa 29 mila. Questo vuol dire che in media guadagni un terzo di un Italiano. Bene, dirai tu, per questo vengo. Qui ti sbagli.

Vorrai pur mangiare. Sappi che qui il pane costa molto piu’ del triplo di quanto costa a te. Quindi da te, relativamente al reddito, costa meno. Ma il punto non e’ solo questo, ma e’ molto piu’ singolare. Sappi che qui c’e’ una legge che tutela una corporazione. Impara a ragionare come noi, c’e’ una corporazione per ogni cosa e questa corporazione deve difendere i propri associati dalle “grinfie del mercato”. I governanti italiani hanno una vera passione per le corporazioni. Comunque torniamo a noi. Sappi che da noi chi vende pane e’ costretto per legge a stare chiuso sia all’ora di pranzo che all’ora di cena.

Visto che i panettieri sono chiusi quando si mangia, diciamo che, dopo un po’ che sei qui, vorrai andarti a prendere una pizza con amici. Scoprirai che costa nove volte quanto costava a Tunisi (quindi li’, in termini di pizze, sei tre volte piu’ ricco).

Ok, questa sera decidi di restare a casa. Poniamo che tu voglia vedere la TV per vedere una partita di calcio. Sappi che qui devi pagare una tassa strana di 100 euro/anno che vanno ad una televisione “di stato” che la partita non te la fa mica vedere. Per abbonarti ad una televisione che ti faccia vedere anche la partita, devi spendere molto di piu’. Come dici? Da te la TV e’ gratis? Non sei tifoso? In compenso potrai vedere il Festival della Canzone Italiana. Come dici? Non te ne frega nulla. Meglio per te, perche’ se anche ti importasse qualcosa sappi che i risultati vengono truccati.

Lasciamo perdere la TV, passi molto tempo davanti al PC. Sappi che qui solo per possedere uno schermo del PC devi pagare la tassa di cui ti parlavo. Come dici? Era una tassa sulla TV e non sul web? Lascia perdere. Tornando al web, da noi anni fa’ e’ passato un cialtrone che ha detto che nessuno poteva accedere ad una connessione wifi gratuita. La cosa simpatica, che non riuscirai mai a credere, e’ che i suoi successori gli hanno dato ragione. Quest’anno finalmente hanno permesso a chiunque di avere un router senza password, ma gli Italiani non lo sanno. Insomma se non paghi non ti puoi collegare al web. Come dici? Pensavi di collegarti al web pagando? Commetteresti un grande errore, infatti qui una connessione, malfunzionante, ti arriva dopo cinque mesi e puo’ costare anche 50 euro/mese.

Ok, basta con queste cose, diciamo che fai altro. Lasciamo perdere pizza, TV, calcio, web. Questa sera vuoi andare al cinema? Da te costa 2 dollari e qualcosa. Invece da noi i politicanti sono fissati che vogliono regalare soldi ai loro amici che fanno finta di fare cinema. Quindi dobbiamo pagare noi i film, che nessuno vede, prodotti appunto da quattro amici e parenti. Come dici? Vedi film americani? Anche noi, ma che vuol dire, la tassa la devono pagare tutti. Tenendo conto anche di questa nuova tassa il costo del biglietto e’ 5 volte quello che spendi tu. Il che vuol dire che, anche relativamente al tuo reddito, vedere un film in Tunisia costa molto meno che in Italia.

Va bene, basta con queste attivita’ al chiuso. Mi sembrano poco salutari. Diciamo che, come me, sei appassionato di mare, in fondo il tuo Paese e’ sul mare come il mio. Il venerdi’ mattina, con qualche amico, prendevi una piccola barca e andavi a pescare. Qui non puoi. Serve un coso che chiamano patente nautica. Come dici? Da voi no, bastava prendere le canne da pesca e uscire in mare? Va beh, poco male, con qualche mese di studio prenderai anche la patente nautica. Come dici? Porti gli occhiali? Allora mi dispiace, ma di andare a pesca non se ne parla proprio. Se vuoi puoi sederti su un argine del Tevere e pescare qualche cefalo. Come dici? Chi ti puo’ impedire di andar per mare, il mare e’ di tutti? Mi sa che stai proprio sbagliando Paese.

Ok, basta parlare di cose ludiche. Pensiamo alle cose serie. Per un attimo immaginiamo che tu abbia risolto come mangiare, andare al cinema, navigare sul web. Dovrai pure avere un luogo da chiamare casa. Un affitto di un piccolo appartamento nel centro di Tunisi puo’ costare 200 euro/mese. Moltiplicato per tre (tenendo sempre conto del reddito pro capite), sono 600 euro/mese. Prova a cercare lo stesso appartamento nel centro di Roma. In bocca al lupo.

Va beh, perche’ mai al centro, decidi di prendere una casa un po’ fuori citta’: che so, a Sacrofano. In fondo tu abitavi a Cartagine, a 20 km dal centro di Tunisi, e il treno che prendevi ogni mattina non era un problema. Una mattina io ho preso quel treno che prendi ogni mattina: meglio che ti dica subito che sono rimasto stupito per quanto fosse pulito, puntuale e poco costoso. Sappi che se mai prenderai il treno da Sacrofano, per te sara’ un vero choc. Come dici? Li’ a Tunisi non abiti proprio accanto alla fermata? Mi sembra naturale. Come vai alla stazione? Con la bicicletta. Uauauauahahaha. Sappi che qui la bicicletta la devi ingoiare prima di salire sul treno perche’ non e’ permessa.

Bene, poniamo per assurdo che tu riesca a superare tutti questi problemi. Dovrai pur lavorare per vivere. Sei un tipo intraprendente e puoi fare tante cose. Come ti dicevo noi abbiamo una corporazione per ogni cosa. Non puoi semplicemente fare un mestiere. C’e’ sempre una corporazione che protegge chi fa quel lavoro e che a te non lo fara’ fare. Se non hai permessi e concessioni varie non puoi fare proprio nulla. Come dici? Alle brutte ti metti a coltivare la terra. Scusa, ma proprio non hai capito cosa sto dicendo. Intorno a te tutti faranno finta di coltivare la terra, ma non faranno i soldi vendendo cio’ che coltivano, bensi’ riempiendo moduli della comunita’ europea. Non capisci? Ti spiego meglio. Da te li chiamate agricoltori, pescatori e altro. Qui invece si chiamano solo commercialisti.

Vuoi mettere su una piccola azienda? E’ bello sentire persone intraprendenti, capaci di generare ricchezza e posti di lavoro. Sappi che questa tua intraprendenza la passerai dietro alla burocrazia, visto che l’Italia e’ il paese al mondo dove un imprenditore deve passare piu’ ore a inseguire i burocrati.

Va beh, diciamo che con qualche sanatoria (qui ce ne sono sempre), riesci a diventare “Cittadino Italiano”. Bella mossa, i miei complimenti. Subito prima almeno non avevi nulla, dal momento dopo devi circa 30000 euro a qualcuno. Ancora non ti hanno detto a chi, questo e’ un discorso lungo. Per il momento sappi che il tuo debito cresce di giorno in giorno e che prima o poi arrivera’ qualche tassa e riusciranno a farti restituire quanto devi.

Mi dirai che le cose cambieranno con il tempo e che qui in Italia si stara’ sempre meglio e li’ in Tunisia sempre peggio. Ancora ti sbagli, ma proprio di grosso. Infatti devi sapere che nel tuo paese il PIL cresce a ritmi che qui neanche immaginiamo. Lo sai che l’Italia, negli ultimi dieci anni, e’ il paese che e’ cresciuto meno di tutto il pianeta (in realta’ l’ultimissimo e’ Haiti, noi siamo penultimi). Forse non hai capito bene: per essere piu’ chiari, vuol dire che se mai avrai dei nipoti, questi saranno molto piu’ ricchi in Tunisia che in Italia.

Come dici? Tutto questo non ti basta, quello che veramente cerchi e’ la liberta’? Allora hai sbagliato Paese. Da voi state riscrivendo la costituzione e se siete abbastanza furbi da non mettere i mezzo socialisti e preti locali (e so che tu che leggi queste righe non saresti mai cosi’ pazzo da fidarti ne’ degli uni ne’ degli altri), sarete molto piu’ liberi di noi. Qui da noi tutti festeggiano i 150 anni dall’unita’ d’Italia, mentre nessuno ha festeggiato i 150 anni dalla Repubblica Romana nel 1999. Io non capisco perche’.

Non vuoi che pontifichi con cose insulse? Meglio restare terra terra e parlare di liberta’ vera, quella pura e semplice? Allora ti diro’ che da noi esiste una cosa che si chiama “custodia cautelare” che prima durava fino ad otto anni. Significa che puoi stare in galera fino ad otto anni senza processo. Qualche anno fa si sono resi conto che i magistrati, troppo impegnati a cercare di mandare in galera uno preciso, non lavorano molto, quindi qualcuno ha deciso che questo limite di otto anni e’ “non perentorio”. Lo sai cosa significa? Che puoi finire in galera e restare senza processo per sempre.

Come dici? Volevi sbarcare in Italia per prendere il primo treno diretto in Francia, Germania, Olanda? Porca miseria, potevi dirlo prima, allora fai benissimo! Ci vediamo a Berlino, Amsterdam, Parigi, Londra appena possibile.

Photo credit: Noborder network.

Risposta di Domenico Laforenza

Ricevo una lettera di risposta da parte di Domenico Laforenza riguardo al mio post. Lo ringrazio perche’ la sua risposta aiuta a fare chiarezza e mi permette di entrare nel merito di alcune questioni. Il diritto di replica applicato ai blog non e’ chiaro, ma mi sembra corretto mettere la lettera che ho ricevuto nel testo del post, e lasciare la mia replica ai commenti. Mi pare anche giusto mantenere questo come primo articolo per almeno 8 giorni (quelli in cui e’ stato in linea il precedente).


Egregio Luca Venturini,

Ho preso visione della pubblicazione da Lei diffusa attraverso il Suo Blog. Le rispondo a titolo personale e come responsabile del Registro .it. e Le significo quanto segue.

1. L’accostamento del nome e dell’immagine del sottoscritto alle parole “A volte gli italici cialtroni non vanno cercati con il lanternino ma hanno un nome ed un cognome. Quello di oggi fa il capo del registro italiano dei domini .it.” va molto al di là del legittimo diritto di critica ed appare lesivo della onorabilità della mia persona e del ruolo che ricopro quale direttore dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR, oltrechè, ovviamente, dell’Istituto e del personale tutto del Registro del ccTLD it. Mi riservo quindi di intraprendere le opportune azioni legali in relazione alle Sue affermazioni.

2. Nel predetto articolo si afferma tra l’altro “….Omissis…. Invece e’ da sempre uno degli uffici che funzionano peggio del Paese, tanto da essere noto per vietare la possibilita’ di registrare domini di due lettere, quando tutti possono vedere che www.q8.it e’ registrato e funzionante..”. Le Sue affermazioni sono sorprendenti, oltrechè, ancora una volta, nei toni, lesive dell’onorabilità mia, dell’Istituto e di tutto il personale. Difatti Lei da lungo tempo offre servizi di registrazione di domini, prima come Maintainer e adesso come Registrar per .it e per altri TLD, ed ha una lunga militanza nelle discussioni della Naming Authority, ovvero esattamente l’organismo che ha determinato le regole da Lei denunciate. Certamente la norma in questione è stata fatta propria dal Registro che l’ha condivisa e, a tale proposito, Le rammento che le Regole di assegnazione e gestione dei nomi a dominio nell’ambito del ccTLD .it sono predisposte anche sulla base del parere consultivo della Commissione Regole.

a) La presunta mancanza di efficienza dell’Istituto
Sin dal 2004 l’Istituto di Informatica, che ho l’onore di dirigere, ha ottenuto la certificazione ISO 9001 per la qualità dei processi relativi alla registrazione dei nomi a dominio, ovvero proprio per quelle attività che Lei denigra. Come Lei certamente sa, la certificazione di qualità ISO 9000 viene ottenuta a fronte di una rigorosa serie di verifiche dei processi interni da parte di un organismo indipendente di revisione, che nel nostro caso fa parte di un gruppo internazionale che opera in tutto il mondo e che certifica tra l’altro la qualità di ben conosciuti operatori privati nel settore dell’elettronica, dell’informatica e della telematica. Il sito web del Registro riporta nelle sue pagine il marchio di certificazione, ed è altresì possibile scaricare il certificato alla seguente pagina: http://www.nic.it/documenti/sgs-certificato-iso-9000/view.

b) Il dominio q8.it
La ragione per cui esiste il dominio “q8.it” è, semplicemente, che quando la sua registrazione è avvenuta, ovvero in data 29/01/1996, non vi erano regole che impedissero di registrare domini .it a due caratteri. Ma come mostrano le tabelle disponibili sul sito del Registro (http://www.nic.it/tutto-sul.it/le-statistiche), nel 1996 i domini .it registrati erano circa 75.000; oggi sono più di 2.000.000. Il numero di domini registrati ha subito una drastica impennata a cavallo tra il 1999 e il 2000; a fronte della esplosione delle registrazioni la Naming Authority ha scelto di mantenere come riservati tutti i nomi a dominio .it con due caratteri, per evitare problemi nel caso di creazione di nuove province. Difatti i domini con sigla di provincia sono riservati agli enti in questione e questo accorgimento ha permesso di assegnare i domini alle nuove province via via create. Il nome a dominio “q8.it” é rimasto come eccezione in quanto, appunto, registrato anteriormente; e come si sa uno dei principi base delle garanzie giuridiche è che le nuove norme non decidono che per l’avvenire. Appare sconcertante che l’applicazione delle garanzie previste dalla legge in favore dei registranti dei nomi a dominio sia da Lei criticata come un’inefficienza.

3. Con riferimento a quanto da Lei segnalato a proposito del documento che costringerebbe i Registrar ad un burocratico inutile adempimento, Le evidenzio, in primo luogo, che dal 1 gennaio 2011 è a disposizione dei Registrar l’utilizzo della carta di credito al fine di metterli in condizione di operare al meglio; facoltà della quale si è evidentemente scordato anche se accettata contrattualmente come Registrar dei domini “.it”. La sottoscrizione del documento “accompagnatorio” è stata organizzata e predisposta allo scopo di attivare quanto prima l’operatività del Registrar e costituisce una normale prassi commerciale in materia di pagamenti in atto in Italia ed all’estero, senza che si gridi allo scandalo; l’approntamento del facsimile ha l’evidente fine di semplificazione delle procedure evitando al Registrar la riscrittura di un modulo. La Sua affermazione “E se ho fatto il bonifico da Internet?” sembra intendere che non sia possibile salvare una contabile di Internet banking su file .pdf o stamparla; la cosa, detta da persona come Lei, che nei Suoi articoli tratta tematiche legate alle tecnologie dell’informazione, appare quantomeno singolare.

4. Nelle conclusioni del suo ragionamento, ripeto pubblicato su Internet, lei afferma che: “….Ok, ma se non ho la contabile o se la “lettera accompagnatoria” contiene il minimo errore? Semplicemente non riconoscono di aver ricevuto soldi. Secondo me avere dei soldi sul conto in banca e dire di non averli ricevuti e’ un atteggiamento prossimo all’appropriazione indebita.”
Accusando il Registro e le persone che vi lavorano di un atteggiamento prossimo all’appropriazione indebita significa intanto non conoscere le procedure contabili pubbliche e in secondo luogo rivolgere insinuazioni pesanti e offensive nei confronti di Istituzioni e persone che svolgono onestamente e correttamente il proprio lavoro.

Con riserva di qualsiasi azione legale a tutela della onorabilità mia e dell’Istituto che rappresento, chiedo la immediata pubblicazione integrale della presente lettera sul suo blog, in stessa dimensione e caratteri dell’articolo citato all’oggetto.

Distinti saluti.

Il direttore
Dr. Domenico Laforenza