La ricorsione

Ricorsione secondo Google

Oggi vorrei spiegare cosa sia la ricorsione. Per capire questo concetto, la prima cosa che bisogna conoscere bene e’ cosa sia la ricorsione.

Se il concetto e’ ancora oscuro, vi possono dare una mano i ragazzi di Mountain View. Provate infatti a cercare “recursion” su Google.

Se finalmente avete le idee piu’ chiare, vi consiglio di cimentarvi con un gioco che puo’ essere risolto usando la ricorsione: le Torri di Hanoi. Le regole del gioco sono semplici: bisogna spostare tutti i dischi da un palo ad un altro seguendo le seguenti due regole:

  • Si puo’ muovere un solo disco alla volta
  • Non e’ mai possibile mettere un disco sopra ad uno piu’ piccolo

Ho messo il gioco su http://luca.yepa.com/hanoi.html (e’ in Javascript, quindi se volete vedere la sorgente del programma, basta vedere la sorgente della pagina).

Buon divertimento.

Una sentenza assurda

Giudice Oscar Magi

Il mondo si chiede se il giudice Oscar Magi sia semplicemente ignorante o proprio idiota. Ecco alcuni stralci.

Hillary Clinton (Segretario di Stato USA): “Internet libero e’ un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle societa’ libere”.

David Thorne (Ambasciatore USA a Roma): “non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilita’ preventiva dei contenuti  caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider“.

Google: “Questa sentenza attacca i principi di liberta’ sui quali e’ costruito Internet”. “Se siti come blogger, youtube ed ogni social network venissero considerati responsabili per i contenuti inseriti dagli utenti, allora il web come lo conosciamo cessera’ di esistere e molti dei vantaggi economici, sociali, politici e tecnologici che ha portato potrebbero sparire.”

Tech Crunch: “Qualcuno puo’ spiegare a questo giudice italiano cosa sia Google Video?”. “Perche’ nessuno ha spiegato a questo giudice idiota che il video non e’ stato messo dai dirigenti di Google?”

Beppe Grillo: “Se si scrive un insulto su un muro condanniamo il proprietario dello stabile?” e “Se minaccio qualcuno al telefono condanniamo la compagnia telefonica?”

Tech Dirt: “E’ semplicemente ridicolo“. “E’ difficile sentire queste cose e non pensare che il sistema legale italiano sia una barzelletta.”

New York Times: “L’Italia ha uno dei piu’ bassi tassi di utilizzo di Internet in Europa e gli esperti avvisano che questa sentenza puo’ erodere ulteriormente questa posizione.”

Mashable: “Condannare i dirigenti Google e’ quantomeno bizarro e mostra una completa ignoranza di come funziona Internet ed i servizi di condivisione dei diversi social network. Se non venisse ribaltata in appello, questa decisione potrebbe avere conseguenze a lungo termine su tutti i servizi di condivisione di contenuti su Internet. “

Google e la luna 2.0

Paperone verso la luna

Ieri a Santa Monica e’ stato presentato il Google Lunar X Prize. Si tratta di una trovata degna di Paperone ed Archimede: una gara per andare sulla luna. Il premio e’ di 30 milioni di dollari che saranno divisi tra il primo posto, secondo posto e premi minori.

Vince chi riesce a far allunare una astronave privata dalla quale esca un robot che faccia una passeggiata lunare di almeno 500 metri e trasmetta a terra video ed immagini. Se l’esplorazione dura meno di 500 metri ci si consola con il secondo premio. Inutile dire che tutte le immagini scattate verranno pubblicate immediatamente sul web.

Ed e’ tutto come in un videogioco, ci sono anche i bonus: esplorazione piu’ lunga di 5000 metri, scoprire ghiaccio, sopravvivere piu’ di 15 giorni o fotografare artefatti umani, come la celebre bandiera che e’ ancora li’.

Per iniziare ad orientarsi, nulla di meglio di Google Moon: noto strumento di ricerca e navigazione per la superficie lunare che proprio ieri e’ stato rinnovato con l’aggiunta di molte immagini.

Purtroppo c’e’ un po’ di fretta che potrebbe inficiare la partecipazione di una Yepa navicella: il concorso scade nel 2012.

Google Street View

Ladro o padrone di casa senza chiavi?

Mentre a Seattle si divertono con un grosso iPhone a forma di tavolino, Google tira fuori l’ennesima trovata, semplicissima ma geniale: inserire in Google Map le citta’ ad altezza d’uomo. Cosi’ e’ nato Google Street View. Per ora sono presenti le citta’ di New York, San Francisco, Miami e Las Vegas.

E mentre tutto il mondo parla di privacy e’ possibile vedere questo tizio che entra in un Adult Book Store, queste due che prendono il sole in un prato di Stanford e questo ladro in Van Ness (o forse e’ il proprietario di casa che ha dimenticato le chiavi?). Per non parlare di questi jeans a vita molto molto bassa che possono essere trovati seguendo le indicazioni di questo video.

Le foto sono state fatte girando per le citta’ con un’automobile con un apposito strumento montato sopra il tetto. In realta’ in alcune foto e’ possibile vedere anche un camioncino di Google specchiato nelle vetrine. Le foto sono in alta risoluzione per cui e’ possibile zoomare fino a riconoscere targhe e persone. Purtroppo non ho trovato la data in cui sono state scattate, altrimenti avrei potuto cercarmi in bicicletta per le strade di San Francisco.

C’e’ di tutto: da un eccesso di velocita’ superato all’altro. Da uno che prende una multa ad un altro che si improvvisa meccanico.

E mentre tutta l’America si scandalizza per quanto e’ alto il prezzo della benzina in California (si tratta di dollari al gallone), gli amanti della fantascienza possono trovare un semplice robot o addirittura ET con una spada laser.

E’ possibile scovare errori di ortografia, un operaio che ci rileva, un matrimonio, Borat che sorride da dietro una finestra, un guidatore di ambulanza in pausa pranzo ed una ragazza che si allaccia le scarpe con due brutti ceffi che la guardano.

“Sex Crimes and Vatican”

Vignetta di Vauro sul Family Day

Su google video e’ possibile trovare le classifiche dei video piu’ visti nei diversi Paesi del mondo. Nella classifica per l’Italia il video piu’ visto di tutti e’ un documentario trasmesso dalla BBC nell’ottobre del 2006 dal titolo “Sex Crimes and Vatican“. Parla di abusi dei preti sui minori.

L’ho visto ed e’ molto duro. Come se non bastasse lancia pesanti accuse in alto, molto in alto: direttamente al Cardinal Ratzinger. Naturalmente in Italia non e’ mai andato in onda sui canali televisivi tradizionali.

Non sono un esperto di diritto canonico, ma qui (qui in italiano) il Vaticano dice che “Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età” deve essere riportato alla Congregazione per la dottrina della fede e che “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. Il documento e’ del 18 maggio 2001 ed e’ firmato da Josephus Card. Ratzinger.

Ratzinger e’ stato incriminato nel 2005 presso la Corte distrettuale di Harris County, Houston, Texas per aver coperto Galveston Houston (il responsabile della diocesi), l’arcivescovo Joseph Fiorenza, i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickand a meta’ degli anni ’90. La posizione di Ratzinger e’ stata successivamente stralciata perche’ non giudicabile in quanto capo di uno Stato estero. (qui, qui, qui se ne parla)

Mi direte che avete altro da fare e che 38 minuti sono troppi per l’attenzione del navigatore medio. Ma scommetto che ognuno di voi passa, la sera, molto piu’ di 38 minuti davanti alla TV. Allora fate finta che questa sia la TV e fate click qui.

Se qualcuno teme si tratti di una bufala, ecco la pagina della BBC dedicata al documentario.

Aggiornamento: il video e’ visibile in quattro parti qui: uno, due, tre, quattro.

Sflickr meeting e Usability 2.0

Sflickr second anniversary T-Shirt

Ancora appuntamenti 2.0 in attesa dell’evento vero e proprio: il Web 2.0 Expo 2007 che inizia domenica.

Mercoledi’ sono stato al Google Campus per una conferenza su Usability 2.0, che’ ormai se una cosa non la chiami 2.0 sembra che risalga al secolo scorso. Hanno parlato Sean Kane di Netflix, Jon Wiley di Google e Luke Wroblewski di Yahoo. C’erano tecnici da tutte le aziende della Silicon Valley. Ad un certo punto qualcuno ha anche pensato che fossi arrivato da Roma apposta per l’evento. Gli ho spiegato che mi sembrava un po’ troppo. Qui le foto dell’evento (con un divertente sushi su tavola da surf).

Giovedi’ sera al Crossroad Cafe’ c’e’ stato il meeting di Sflickr, cioe’ degli utenti che usano Flickr a San Francisco. Il tipo di evento richiedeva di fare foto, ma ho pensato che ne avrebbero fatte talmente tante che era piu’ originale girare un video. Devo dire che la giacca smanicata fa molto fotografo professionista; e’ la macchinetta che mi fa perdere di credibilita’.

Super Happy Vlog House

Super Happy Vlog House at Hat Factory - San Francisco
Sto scrivendo dalla Super Happy Vlog House, evento di apertura della settimana “Video Blogging Week 2007“.

L’evento si svolge alla Hat Factory (struttura di beduini in coworking di cui scrivero’ ancora). I lavori sono inziati nel prato qui accanto con una riunione con Jon Phillips e Lisa Rein di Creative Commons e Colette Vogele di Vogele & Associates. Abbiamo avuto modo di parlare di licenze creative commons e dell’uso che se ne puo’ fare nell’ambito del video blogging.

Poi ci siamo spostati all’interno della Hat Factory per una piccola presentazione in cui Jon ci ha mostrato il nuovo marker che potrebbe essere usato per i video rilasciati sotto licenza CC. L’obiettivo della serata era di impostare i trailer delle licenze creative common. Qui i trailer. Video.

Il pomeriggio ha proseguito in stile barcamp con la piacevole sorpresa di Justin di justin.tv, che ci ha mandato in broadcast in diretta (justin.tv merita un post a parte). Video.

Oltre ai due video (uno e due), ho fatto un po’ di foto. Nei video ho usato il nuovo mark Creative Commons che potete ammirare in anteprima.

Verso mezzanotte vengono proiettati i video dei trailer e visitiamo tutti insieme il sito del nuovissimo servizio di Google.

In conclusione abbiamo fatto le ore piccole (ora e’ l’una di notte), ma mi sono proprio divertito a passare il sabato sera in modo cosi’ geek.

Visto il Divario digitale di cui scrivevo proprio l’altro giorno, meglio spiegare che una licenza creative common permette di riservare alcuni diritti sui propri lavori, lasciando la possibilita’ di copiarli e distribuirli a terzi. Io di solito uso la licenza “attribution-sharealike” che e’ spiegata molto chiaramente qui.

Sfuggire al traffico del GRA (senza Google)

Traffico sul GRA

Dal traffico sembra non ci si riesca a liberare. Almeno fino al giorno in cui i nostri valenti amministratori non prendano il coraggio a quattro mani e decidano che i limiti, continuamente superati, delle PM-10, non costituiscano un valido motivo per bloccare la circolazione. Oggi non lo sono. Bastano solo a fermare le auto in qualche innocua domenica di sole. Ben venga, ma e’ poco.

Pensare che Verona, per dirne una, ha superato i limiti consentiti delle PM-10 in 183 giorni nel 2006. Se qualcuno ha deciso che quelli erano i limiti consentiti forse c’era un motivo. E forse proprio per quel motivo, il traffico andava bloccato 183 volte.

Visto quindi che con il traffico dobbiamo convivere, ecco che ci viene in aiuto Google che, come in altri campi, pare scoprire l’acqua calda. Da oggi e’ infatti possibile vedere in tempo reale le informazioni sul traffico di molte citta’ americane. Per provare basta andare a cercare San Francisco e fare click sul bottone “traffic” in alto a destra. Nulla di piu’ facile. Rosso per le strade intasate, verde per quelle scorrevoli.

E noi che siamo a Roma (citta’ di cui il traffico e’ diventato il vero simbolo, piu’ dei pini e delle fontane) come facciamo? Pochi lo sanno ma c’e’ questo utilissimo servizio che da’ la situazione in tempo reale del traffico sul grande raccordo anulare, tratta per tratta. Buona navigazione. E buon rientro a casa…

Dati di borsa finalmente in diretta?

Black Monday (1987)

Secondo molti analisti il crack finanziario del 1987 (il cosiddetto lunedi’ nero) fu causato dalle vendite effettuate in automatico da computer connessi ai dati di borsa. Molti impostarono ordini di vendita automatici quando il valore di un titolo fosse sceso sotto una certa soglia. Questo causo’ un effetto valanga per cui piu’ il prezzo scendeva piu’ i programmi automatici erano spinti a vendere. Per quanto le condizioni dell’economia globale fossero completamente diverse, il crack fu quantitativamente peggiore di quello del 1929.

Da allora non e’ possibile avere a disposizione il valore di un titolo in tempo reale, se non firmando un disclaimer in cui si dichiara che il flusso di dati in tempo reale non verra’ collegato a nessun programma automatico che piazzi degli ordini per noi. Su Internet e’ possibile trovare tantissime fonti che danno il valore di un titolo, ma forse pochi sanno che sono tutte ritardate di circa 20 minuti rispetto al valore corrente di borsa.

Oggi questo non ha molto senso in primo luogo perche’ ci sono diversi modi per evitare che un servizio venga acceduto da una macchina invece che da una persona fisica, in secondo luogo perche’, essendoci molti piu’ utenti connessi, un effetto valanga come quello del 1987 non sarebbe possibile ed in terzo luogo perche’ i dati in diretta sono una specie di segreto di Pulcinella visto che chiunque faccia trading on line puo’ accedervi.

La soluzione viene da Google che e’ entrato in questo mondo con Google Finance ed ha cercato subito di distinguersi dal main player Yahoo. Come? Inizialmente con un’ottima applicazione in flash che ha reso l’analisi dei dati molto piu’ accattivante di quanto non avessimo ancora visto, e successivamente chiedendo alla SEC di far vedere a prezzo basso i dati del NYSE in diretta ai propri utenti.

Risultato. L’11 gennaio 2007 il NYSE ha chiesto alla SEC (l’organo di controllo sulla borsa americano) di poter dare a Google i dati in tempo reale gratuitamente per tutti. E il primo febbraio il NASDAQ si e’ aggiunto nella richiesta.

Se la SEC dovesse accettare avremo la possibilita’ di vedere finalmente i dati di qualunque titolo, in diretta sul Desktop, sul telefonino o sul palmare.

Google in nero

Google in nero

Una pagina web completamente bianca consuma circa 74 W per essere visualizzata su un monitor. Una pagina completamente nera consuma invece 59 W. Su questa base Mark Ontkush ha calcolato quanto risparmio si potrebbe avere se Google decidesse di usare lo sfondo nero per la propria home page.

Considerando che ogni query compare sulla pagina di un visitatore per circa 10 secondi e che ci sono 200 milioni di Google-query al giorno, otteniamo 500.000 ore al giorno in cui Google viene visto.

Il risparmio di corrente sarebbe di circa 3000 MegaWatt-ora all’anno.

Basandosi sul costo in termini di CO2 dell’energia in Gran Bretagna si ha un’emissione di CO2 dovuta al colore dello sfondo della pagina di Google di 1410 tonnellate di CO2 all’anno.

    Se preferite fare i calcoli per un colore diverso dal nero, qui ci sono i consumi di una pagina web in diversi colori.

    Grazie a Tagliablog per la segnalazione.