Quale nome?

Ci hanno detto che si puo’ scegliere il nome del bimbo fino a 30 giorni dopo la nascita. Ciononostante non ci dispiacerebbe avere un nome con il quale chiamarlo fin dal giorno uno. Oltretutto, se decidiamo il nome mentre siamo ancora in ospedale, fanno loro tutte le scartoffie necessarie. Le idee sono tante, ma nessuna prevale sulle altre.

Quindi eccomi a chiedere la vostra opinione. Non vi dico verso quali nomi siamo orientati, per non influenzarvi. Come al solito potete rispondere su ciascuno dei millemila social networks o via mail.

Per facilitarvi, allego l’ultima foto, scattata qualche giorno fa.

Repubblica continua a rubare le foto

Evidentemente non capaci di pubblicare contenuti orginali come un qualunque giornale che si rispetti, quelli di Repubblica continuano a combinarne di cotte e di crude. Gia’ tempo fa mi occupai dell’abitudine che avevano di rubare le foto e dei nomi che sceglievano per i file.

Evidentemente non hanno ancora capito che una foto trovata online non e’ di loro proprieta’ e non ne possono fare cio’ che vogliono, meno che mai metterla in prima pagina.

Ruba che ti ruba, si commettono anche errori. Cosi’ giovedi’ scorso, per corredare un articolo sui barbeque, hanno deciso di rubare da Internet una foto a caso. Peccato che si trattasse di un fotomontaggio con un organo genitale maschile. E ovviamente sono stati beccati: Michele Ferrario ha catturato la home page al momento del misfatto.

Qui la foto originale (senza censura) e qui direttamente dall’archivio di Repubblica.

Grazie a Jacopo Fo e Napolux per la segnalazione.

Google e la luna 2.0

Paperone verso la luna

Ieri a Santa Monica e’ stato presentato il Google Lunar X Prize. Si tratta di una trovata degna di Paperone ed Archimede: una gara per andare sulla luna. Il premio e’ di 30 milioni di dollari che saranno divisi tra il primo posto, secondo posto e premi minori.

Vince chi riesce a far allunare una astronave privata dalla quale esca un robot che faccia una passeggiata lunare di almeno 500 metri e trasmetta a terra video ed immagini. Se l’esplorazione dura meno di 500 metri ci si consola con il secondo premio. Inutile dire che tutte le immagini scattate verranno pubblicate immediatamente sul web.

Ed e’ tutto come in un videogioco, ci sono anche i bonus: esplorazione piu’ lunga di 5000 metri, scoprire ghiaccio, sopravvivere piu’ di 15 giorni o fotografare artefatti umani, come la celebre bandiera che e’ ancora li’.

Per iniziare ad orientarsi, nulla di meglio di Google Moon: noto strumento di ricerca e navigazione per la superficie lunare che proprio ieri e’ stato rinnovato con l’aggiunta di molte immagini.

Purtroppo c’e’ un po’ di fretta che potrebbe inficiare la partecipazione di una Yepa navicella: il concorso scade nel 2012.

Nuovo algoritmo per il ridimensionamento delle immagini

Siggraph 2007 logo

Devo dire che e’ un po’ che non si vedeva qualcosa di nuovo nel mondo dell’editing di immagini. Parlo di qualcosa di concettualmente nuovo e non del solito nome altisonante per una funzione che esiste da quando esiste la computer grafica.

Ariel Shamir ha inventato un nuovo algoritmo di ridimensionamento delle immagini.

L’algoritmo, presentato qualche giorno fa al Siggraph 2007 di San Diego, permette il resize delle immagini in altezza o in larghezza eliminando i pixel meno significativi. Fino ad ora infatti l’operazione di scaling veniva effettuata eliminando intere righe o colonne di informazione.

Con questo nuovo algoritmo i pixel di un’immagine vengono dapprima ordinati per importanza, e poi eliminati via via che si restringe l’immagine. I risultati sono eccezionali per quanto riguarda i paesaggi. Per quanto riguarda i soggetti in primo piano e’ necessario attenuare l’effetto del filtro su particolari aree dell’immagine scelte dall’utente. E’ inoltre possibile accentuare la debolezza di alcune aree dell’immagine con ottimi risultati per quanto riguarda la cancellazione di particolari.

L’algoritmo funziona anche in modo inverso per aumentare la dimensione di un’immagine introducendo nuovi pixel in modo intelligente.

Il funzionamento viene spiegato molto bene in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=vIFCV2spKtg

A questo punto non resta che aspettare trepidanti un’implementazione da parte della comunita’ di sviluppatori di GIMP.

Grazie a Daniele Cogo per la segnalazione.

Houston

Houston Highways

Se e’ vero che San Francisco e’ una citta’ a misura di biciletta, Houston, con le sue enormi autostrade che ogni tanto si incrociano su 4 o 5 livelli, e’ a misura di automobile.

Qui siamo in Texas e tutto e’ gigantesco. Anche i negozi sono capannoni immensi senza finestre: tanti IKEA che vendono di tutto. Ed e’ la patria del Presidente: ci sono il “George Bush airport“, la “George Bush library“, il “George Bush museum“.

Ho affittato una macchina all’aeroporto (non esistono altri mezzi). Chiedendo la piu’ piccola mi hanno dato questa. Se ne chiedi una grande probabilmente ti danno un autoarticolato.

In due giorni a Houston non sono riuscito a trovare un pedone. Credo che la gente esca di casa con la macchina ed entri direttamente in ufficio, o nei grandi magazzini. Ho provato anche a cercare in periferia: ho preso un’autostrada e sono uscito dopo un po’, ma neanche li’ ho trovato nessuno. Non ho ancora capito dove siano. Se ci fossero i marziani a Houston e guidassero le macchine, io non me ne sarei accorto. Le biciclette poi non sanno proprio cosa siano.

Poi sono andato a vedere l’unica vera attrazione di Houston e dintorni: il NASA’s Johnson Space Center. Se venite a Houston (e non vedo proprio perche’ dovreste venirci) andate una giornata a vederlo perche’ e’ molto interessante. E’ una specie di parco tematico sulla scoperta dello spazio. E’ possibile entrare nello Space Shuttle e nella stazione spaziale internazionale orbitante. Si puo’ fare un giro della base, vedere gli astronauti che si allenano e vedere la mitica sala controllo delle missioni ripresa in tanti film. Ho scattato qualche foto.

Photo credit: Aloofdork

Critical Mass e botto in bici

Critical Mass di San Francisco

Foto: qui. Video: Critical Mass, Massers, Botto in bici, Golden Gate Park Cork e Adrenalina nel tunnel

Da 15 anni a questa parte, l’ultimo venerdi’ di ogni mese, i ciclisti di San Francisco si riuniscono per affermare che le citta’ possono essere a misura di bicicletta.

La manifestazione si chiama Critical Mass. L’idea e’ semplicemente di incontrarsi ed andare in giro per la citta’, ma quando i ciclisti sono quattromila e sono tutti uniti, si crea il caos: una massa critica che blocca la citta’. Il movimento non ha capi. Ad ogni incrocio quelli che sono davanti scelgono dove andare in modo abbastanza casuale.

A parte la copertura dei media (sei camion delle televisioni, cinque elicotteri, un aereo e una postazione televisiva alla partenza), c’erano tutti i tipi di mezzi su ruote possibili (un uccellaccio, una bici bmw cromata, un riscio’, biciclette che si portano da sdraiati, un velocipede portato da Zola, bici altissime e bici doppie). Diversi avevano costumi o cappelli particolari come questo con un hammer e questo con un pozzo petrolifero. Anche la polizia era in bicicletta. Ho fatto un video con un collage dei massers: video

Se chiedi ai massers perche’ causano tutto quel traffico, loro ti rispondono: “noi non causiamo traffico, noi siamo traffico”. L’idea di base e’ di passeggiare per la citta’ in bici. Poi pero’ diventa complicato con i semafori rossi. Ed e’ per questo che si e’ sviluppata la pratica del corking. Solo la testa del serpentone si ferma con il rosso, poi alcuni massers fermano l’incrocio e restano li’, dandosi il cambio fino a che non e’ passato tutto il corteo di ciclisti. Proprio su questo si basano le argomentazioni di alcuni automobilisti che vorrebbero che la polizia fermasse il corteo quando passa con i semafori rossi. Del resto la maggior parte degli automobilisti festeggiano insieme ai ciclisti, ma ogni tanto qualcuno si arrabbia. E quando si arrabbiano ed iniziano a suonare i clacson esplode la gioia dei ciclisti e dei passanti.

Ogni tanto invece ci si ferma tutti e si blocca un incrocio. Ieri e’ successo in almeno due punti. Una prima volta quando il serpentone ha attraversato un’autostrada. Una seconda quando c’e’ stato un incontro con un gruppo di motociclisti. Li’ c’e’ stata un po’ di tensione perche’ i centauri hanno iniziato a mandare i motori su di giri. Nessuno capiva se volevano protestare per il blocco o se cercavano un modo di fare rumore. Fatto sta che a quel punto tutti i ciclisti sono scesi ed hanno sollevato le bici urlando. Ho filmato il tutto qui.

Nel complesso il corteo e’ durato quasi 4 ore: siamo partiti alle 6 p.m. (in ora di punta) da Embarcadero verso Fisherman’s Wharf percorrendo il lungomare di North Beach. Poi siamo rientrati verso downtown per puntare al Golden Gate Park. Di nuovo indietro attraverso il quartiere di Haight per poi andare a fare due o tre giri di Union Square, urlando come gli indiani intorno al generale Custer. Infine di nuovo lungo Market Street verso il quartiere di Mission dove ci siamo stravaccati esausti sul prato di Dolores Park. Erano le 9:30 p.m.. Nel complesso abbiamo percorso 31 chilometri. Video del giro.

Quando arrivano le discese di San Francisco c’e’ da tremare. Si buttano tutti giu’ a duemila urlando e pensi che se uno cade gli finiscono tutti addosso. All’inizio pensavo di riprendere qualche mega discesona, poi al primo tentativo ho fatto il botto. Qui il video della caduta. Per fortuna avevo le maniche lunghe e non mi sono fatto troppo male: mi sono sbucciato un gomito, un ginocchio e strappato i jeans (le foto delle sbucciature non ve le mando perche’ mi pare un po’ kitch). A quel punto ho deciso che forse era meglio fare le discese con entrambe le mani. Poi pero’, verso sera, c’era un fantastico tunnel in discesa e non ho resistito. Qui il filmato.

La cosa interessante e’ che i massers dicono di protestare perche’ la citta’ non li difende abbastanza. Sentire una cosa simile, per uno che ogni tanto va in giro in bicletta nella giungla di Roma, sembra una vera barzelletta. Comunque il prossimo appuntamento e’ proprio per il 25, 26 e 27 maggio per la Critical Mass interplanetaria che si terra’ a Roma.

Film premio Oscar rilasciato sotto licenza CC

A Story Of Healing

Oggi si e’ concluso il Web 2.0 Expo, ma di questo sta gia’ parlando tutto il mondo. Preferisco raccontare invece quello che ho visto e sentito al Creative Commons Salon SF organizzato dai ragazzi di Creative Commons.

Ha aperto la serata Jay Dedman con la presentazione della funzionalita’ “Get Media” di SpinXpress.com che permette di trovare materiale multimediale rilasciato sotto licenza Creative Commons da usare nella produzione dei propri video. Jay e’ un veterano di CNN International che ora si occupa di Vlogging (cioe’ Video Blogging).

A seguire Liz Dunn di Technorati ha parlato di Where’s The Fire: un sistema che permette di evidenziare le notizie piu’ importanti della blogosfera, con un voto da parte degli utenti. Per capirsi una specie di Digg dentro Technorati. In piu’ ho scoperto che da anni tutto quanto prodotto da Technorati e’ rilasciato sotto licenza Creative Commons.

Chi non ha mai provato a cercare dei dati on line non sa che tipo di frustrazione si provi. E’ pieno di siti che scrivono, commentano, argomentano in tutti i modi possibili, ma dei dati nudi e crudi, quelli che parlano da soli piu’ di mille parole, non c’e’ mai traccia. A questo problema provano a dare risposta Brian Mulloy, Dimitry Dimov e Sara Wood di swivel.com: una start-up 2.0 che ha al centro dell’attenzione i dati veri e propri.

Seth Mazow invece lavora per Interplast: un’associazione di chirurghi plastici che opera in zone del terzo mondo (foto); una specie di medici senza frontiere della chiururgia plastica. Seth ha annunciato il rilascio sotto licenza Creative Common del film “A Story of Healing” che ha vinto l’oscar nel 1998 come miglior documentario. Seth ci ha spiegato come la curva degli incassi sia naturalmente diminuita di anno in anno dall’uscita del film in poi. Cosi’, a distanza di dieci anni, hanno deciso di rilasciare il film sotto licenza creative commons facendone il primo film sotto licenza CC ad aver vinto un Oscar. Ho visto il documentario ed e’ molto bello. Puo’ essere visto qui. Guardatelo, copiatelo e mandatelo in giro, questo e’ il bello delle licenze Creative Commons.

Presentatore della serata e’ stato Jon Phillips di Creative Commons che avevo gia’ conosciuto insieme a Jay Dedman alla Super Happy Vlog House.

Foto e video.

Web 2.0 Expo – Ignite

Web 2.0 Expo

Oggi ho incontrato Emanuele che e’ venuto per il Web 2.0 Expo. Visto che aveva qualche ora libera siamo andati al Ritual a vedere un po’ di beduini e poi a fare un bel giro a Castro. Del resto il modo migliore per non sentirsi fuori luogo facendo una passeggiata a Castro e’ proprio in due (e rigorosamente dello stesso sesso).

In serata e’ iniziato il Web 2.0 Expo con circa 4000 spettatori per la sessione d’apertura intitolata Ignite. Il format e’ stato veramente divertente: due gironi da 8 speaker, ognuno ha una presentazione di 20 silde che vengono cambiate ogni 15 secondi. Alla fine di ogni girone si puo’ votare lo speaker via sms. I cinque minuti e l’incalzare delle slide hanno funzionato bene: dai cannoni costruiti in open source hardware al blog sulle api, dall’ormai noto justin.tv al racconto della prima start-up nata al polo sud, le presentazioni sono state tutte frizzanti e divertenti.

Ho scattato qualche foto, compresa una in cui Emanuele fa due chiacchiere con Tim O’Reilly.

Sflickr meeting e Usability 2.0

Sflickr second anniversary T-Shirt

Ancora appuntamenti 2.0 in attesa dell’evento vero e proprio: il Web 2.0 Expo 2007 che inizia domenica.

Mercoledi’ sono stato al Google Campus per una conferenza su Usability 2.0, che’ ormai se una cosa non la chiami 2.0 sembra che risalga al secolo scorso. Hanno parlato Sean Kane di Netflix, Jon Wiley di Google e Luke Wroblewski di Yahoo. C’erano tecnici da tutte le aziende della Silicon Valley. Ad un certo punto qualcuno ha anche pensato che fossi arrivato da Roma apposta per l’evento. Gli ho spiegato che mi sembrava un po’ troppo. Qui le foto dell’evento (con un divertente sushi su tavola da surf).

Giovedi’ sera al Crossroad Cafe’ c’e’ stato il meeting di Sflickr, cioe’ degli utenti che usano Flickr a San Francisco. Il tipo di evento richiedeva di fare foto, ma ho pensato che ne avrebbero fatte talmente tante che era piu’ originale girare un video. Devo dire che la giacca smanicata fa molto fotografo professionista; e’ la macchinetta che mi fa perdere di credibilita’.