Show Us The Code

Show Us The Code

La strategia di Microsoft rispetto all’open source e’ quella del bastone e della carota.

Carota: Mentre strizza l’occhio alla comunita’ open source con il portale Port25 redatto da un fantomatico “Open Source Software Lab @ Microsoft”, Microsoft sigla un accordo con Novell (uno dei player delle distribuzioni Linux piu’ orientato alla realta’ aziendale con Suse) per una non meglio precisata partnership nel miglioramento dell’interoperabilita’ tra le due piattaforme. In pratica un accordo che nessuno capisce bene, ma che, nel dubbio, e’ caratterizzato da un flusso imponente di denaro che da Microsoft passa a Novell. E440 milioni di dollari non sono bruscolini.

Bastone: quasi contemporaneamente Steve Ballmer (CEO di Microsoft) dichiara che Linux contiene diverse parti di codice soggetto a licenza Microsoft. Ballmer e’ tornato piu’ volte sul punto asserendo di essere sicuro che Linux viola licenze Microsoft.

Questa strategia si chiama FUD (Fear, uncertainty and doubt) ed ha l’obiettivo di instillare paura, incertezza e dubbio nelle aziende che usano Linux. Che dubbio? Quello che usare Linux o vendere software open source linux based possa essere soggetto da un momento all’altro alla richiesta di danni da parte di Microsoft.

Il punto e’ che da nessuna parte viene detto quali siano le porzioni di codice coperte da licenza proprietaria. Al punto che sono sempre di piu’ gli sviluppatori convinti si tratti di un bluff.

Ora un piccolo gruppo di professionisti e societa’ ha deciso di andare a vedere il bluff di Steve Ballmer dichiarando in una lettera aperta che, qualora non venisse spiegato entro il primo maggio 2007 dove sia il problema, si riterranno liberi di continuare ad usare linux senza che Microsoft possa avere nulla a che pretendere. (If you or Microsoft cannot comply with a response by the date outlined, everyone who endorses this will consider your threats and claims to be empty and libelous.)

La home page della campagna (che si chiama Show Us The Code) e’ http://showusthecode.com, mentre il blog e’ qui.

Yepa ha dato il suo endorsement alla campagna.

Dati di borsa finalmente in diretta?

Black Monday (1987)

Secondo molti analisti il crack finanziario del 1987 (il cosiddetto lunedi’ nero) fu causato dalle vendite effettuate in automatico da computer connessi ai dati di borsa. Molti impostarono ordini di vendita automatici quando il valore di un titolo fosse sceso sotto una certa soglia. Questo causo’ un effetto valanga per cui piu’ il prezzo scendeva piu’ i programmi automatici erano spinti a vendere. Per quanto le condizioni dell’economia globale fossero completamente diverse, il crack fu quantitativamente peggiore di quello del 1929.

Da allora non e’ possibile avere a disposizione il valore di un titolo in tempo reale, se non firmando un disclaimer in cui si dichiara che il flusso di dati in tempo reale non verra’ collegato a nessun programma automatico che piazzi degli ordini per noi. Su Internet e’ possibile trovare tantissime fonti che danno il valore di un titolo, ma forse pochi sanno che sono tutte ritardate di circa 20 minuti rispetto al valore corrente di borsa.

Oggi questo non ha molto senso in primo luogo perche’ ci sono diversi modi per evitare che un servizio venga acceduto da una macchina invece che da una persona fisica, in secondo luogo perche’, essendoci molti piu’ utenti connessi, un effetto valanga come quello del 1987 non sarebbe possibile ed in terzo luogo perche’ i dati in diretta sono una specie di segreto di Pulcinella visto che chiunque faccia trading on line puo’ accedervi.

La soluzione viene da Google che e’ entrato in questo mondo con Google Finance ed ha cercato subito di distinguersi dal main player Yahoo. Come? Inizialmente con un’ottima applicazione in flash che ha reso l’analisi dei dati molto piu’ accattivante di quanto non avessimo ancora visto, e successivamente chiedendo alla SEC di far vedere a prezzo basso i dati del NYSE in diretta ai propri utenti.

Risultato. L’11 gennaio 2007 il NYSE ha chiesto alla SEC (l’organo di controllo sulla borsa americano) di poter dare a Google i dati in tempo reale gratuitamente per tutti. E il primo febbraio il NASDAQ si e’ aggiunto nella richiesta.

Se la SEC dovesse accettare avremo la possibilita’ di vedere finalmente i dati di qualunque titolo, in diretta sul Desktop, sul telefonino o sul palmare.