Film premio Oscar rilasciato sotto licenza CC

A Story Of Healing

Oggi si e’ concluso il Web 2.0 Expo, ma di questo sta gia’ parlando tutto il mondo. Preferisco raccontare invece quello che ho visto e sentito al Creative Commons Salon SF organizzato dai ragazzi di Creative Commons.

Ha aperto la serata Jay Dedman con la presentazione della funzionalita’ “Get Media” di SpinXpress.com che permette di trovare materiale multimediale rilasciato sotto licenza Creative Commons da usare nella produzione dei propri video. Jay e’ un veterano di CNN International che ora si occupa di Vlogging (cioe’ Video Blogging).

A seguire Liz Dunn di Technorati ha parlato di Where’s The Fire: un sistema che permette di evidenziare le notizie piu’ importanti della blogosfera, con un voto da parte degli utenti. Per capirsi una specie di Digg dentro Technorati. In piu’ ho scoperto che da anni tutto quanto prodotto da Technorati e’ rilasciato sotto licenza Creative Commons.

Chi non ha mai provato a cercare dei dati on line non sa che tipo di frustrazione si provi. E’ pieno di siti che scrivono, commentano, argomentano in tutti i modi possibili, ma dei dati nudi e crudi, quelli che parlano da soli piu’ di mille parole, non c’e’ mai traccia. A questo problema provano a dare risposta Brian Mulloy, Dimitry Dimov e Sara Wood di swivel.com: una start-up 2.0 che ha al centro dell’attenzione i dati veri e propri.

Seth Mazow invece lavora per Interplast: un’associazione di chirurghi plastici che opera in zone del terzo mondo (foto); una specie di medici senza frontiere della chiururgia plastica. Seth ha annunciato il rilascio sotto licenza Creative Common del film “A Story of Healing” che ha vinto l’oscar nel 1998 come miglior documentario. Seth ci ha spiegato come la curva degli incassi sia naturalmente diminuita di anno in anno dall’uscita del film in poi. Cosi’, a distanza di dieci anni, hanno deciso di rilasciare il film sotto licenza creative commons facendone il primo film sotto licenza CC ad aver vinto un Oscar. Ho visto il documentario ed e’ molto bello. Puo’ essere visto qui. Guardatelo, copiatelo e mandatelo in giro, questo e’ il bello delle licenze Creative Commons.

Presentatore della serata e’ stato Jon Phillips di Creative Commons che avevo gia’ conosciuto insieme a Jay Dedman alla Super Happy Vlog House.

Foto e video.

La Repubblica ruba le foto (che brutta figura)

La Repubblica

La prima segnalazione da parte di Luca Zappa era arrivata domenica primo aprile. La Repubblica aveva rubato una sua foto per metterla sul proprio sito.

Ma non basta, dopo la segnalazione, Pandemia ha deciso di fare una ricerca ed ha scoperto interi fotoracconti basati su foto rubate. Ad esempio qui si parla di scritte al neon: http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/neon-insegne/neon-insegne.html (scusate ma il link qui proprio non ci stava bene), ma basta cercare un po’ in giro per trovare almeno questa e questa foto.

Ed i proprietari delle foto si arrabbiano: ecco il forum su Flickr dove un fotografo professionista inglese protesta per il comportamento di Repubblica.Un fotoracconto sui cimiteri di auto? Ecco ancora che rubano foto da Flickr: questa e questa. E ovviamente il titolo con cui protesta il proprietario delle foto e’ eloquente: Those Bastards.

Alcune di queste foto sono di completa proprieta’ dell’autore, altre sono state rilasciate sotto licenze Creative Commons che ne limitano l’uso. Nessuna poteva essere presa da Repubblica ed usata.

I giornalisti di Repubblica evidentemente credono che rilasciare una foto sotto licenza Creative Commons permetta a chiunque di rubarla e farci quello che vuole. Cosi’ non e’. E credo che i giornalisti di Repubblica lo sappiano bene. Da Repubblica nessuna risposta alle lettere ed alle email mandate dagli interessati. Bella figura.