Quattro luglio, Alli Galli e car seat

Il quattro luglio è una festa per famiglie. Si fanno picnic e bbq all’aperto con tantissimi bambini.

Siamo andati ad un evento a Palo Alto: una gara a chi cucinava meglio il chili. C’era tantissima gente e, non ci crederete, c’era una grande pista da ballo dove una tizia con microfono insegnava a tutti come si balla l’Alli Galli. Volevo scendere in pista per far vedere che esistono intere popolazioni esperte (e non si tratta di Vatussi), ma la panzona mi ha trattenuto.

Poi in serata siamo andati a vedere i fuochi sull’acqua al porto di Redwood City.

Per quanto riguarda la nascita, ci hanno detto che il baby è quasi in arrivo. Mercoledi’ decideranno se indurre il parto. Se invece accade naturalmente, non abbiamo nessuna idea di quanta fretta potremo avere, quindi abbiamo preparato una borsa con tutto il necessario davanti alla porta.

La panzona fa lunghe passeggiate, che sembra facciano bene sia a lei che al piccolo, ed ha visite quasi tutti i giorni.

Oggi abbiamo anche montato il Car Seat, che sembra essere la cosa piu’ importante di tutte. Di per se’ montarlo e’ una cavolata, ma ci sono due libretti di istruzioni: quello della macchina che e’ scritto per tutti i possibili seggiolini e quello del seggiolino scritto per tutte le possibili macchine. Il risultato e’ che non ci si capisce nulla e una cosa banale sembra diventare complicatissima. C’e’ anche un corso apposito per montare il car seat, e consigliano di farlo almeno un mese prima della nascita.

California

Abbiamo fatto tutto di corsa. Fino all’ultimo abbiamo atteso notizie dall’ambasciata Americana, poi ci hanno detto che il visto che avevamo andava benissimo e siamo partiti. Considerato che eravamo alla trentesima settimana, c’era un po’ di preoccupazione, invece il viaggio e’ stato molto meno pesante del previsto.

Ci siamo stabiliti a Menlo Park. Abbiamo trovato casa in un attimo: la prima che abbiamo visto ci andava benissimo, ma come si fa a prendere la prima? Cosi’ abbiamo cercato ancora per un paio di giorni, giusto per confermare l’impressione che la prima fosse quella giusta. Non abbiamo il camino, come in Italia, ma abbiamo la piscina. Non so proprio quando avremo modo di fare un bagno, ma almeno e’ bella da vedere.

Abbiamo anche comprato una macchina. Avrei preferito muovermi solamente con la bici, come le altre volte che sono stato da queste parti. Questa volta pero’ non si poteva, e non si poteva neanche avere una macchina a due posti, come in Italia. Insomma, sono stato costretto a prendere una di quelle scatole di latta che hanno un po’ tutti. Cosi’ mi trovero’ a confermare questa storia un po’ stucchevole, che quando arriva un bimbo si deve vendere la spider. Ora la spider e’ a Roma: se qualcuno la vuole comprare a due lire, si faccia avanti.

Comunque, tornando a noi, abbiamo preso contatti con l’ospedale, dovrebbe essere il Lucile Packard Children’s Hospital di Stanford. Abbiamo preso contatto anche con la care provider, che la prossima settimana dovrebbe visitare la panzona.

Quindi, keep in touch e a presto.