Vietati i condizionatori delle auto a Roma

Semaforo

Nuovo colpo di genio da parte dei nostri cialtroni. E’ stato appena approvato in Senato il Decreto Legge che riguarda la sicurezza stradale, ma che con le strade non ha nulla a che fare.

Tra le altre cose c’e’ scritto che la prossima volta che andro’ in discoteca non potro’ bere dopo le 2 di notte, anche se torno in taxi.

Devo dire che mi hanno sorpreso quando ho letto di pesanti sanzioni per chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Mi sono subito chiesto se, quando tornano dai festini con i quali si rallegrano nelle serate romane, soli e lontano da casa, guidano loro o l’autista. E l’autista che fa durante il festino? Aspetta fuori? O partecipa? Dubbi.

Bisogna ricordarsi quello che ci dice Cesa, UDC (che oltre che cialtrone e’ pure cattolico): “La solitudine e’ una cosa seria e la vita da Parlamentare a Roma e’ dura.”

In compenso sul decreto c’e’ anche scritto che, per aumentare la sicurezza stradale, e’ stato ridotto il periodo nel quale un neopatentato non puo’ guidare l’auto di papa’. Il periodo e’ stato ridotto da tre anni ad un anno.

La perla pero’ e’ relativa all’uso del condizionatore. Da ora in avanti saremo costretti a spegnere il condizionatore ogni volta che fermiamo il veicolo. Si parla esplicitamente di fermata e non solo di sosta. Per chi guida a Roma questa e’ una vera e propria barzelletta. Tutti sanno che il tempo in cui il veicolo e’ fermo e’ molto maggiore di quello in cui e’ in movimento. Per fortuna ho ancora la cappotta da abbassare, fino a che non mi vieteranno di fare anche questo.

Del resto, prima di riuscire a bilanciare tutta la CO2 emessa dagli aerei di Stato, come quello che ha portato Rutelli e Mastella a vedere il Gran Premio, ci vorra’ almeno tutto il 2008 di condizionatori spenti ai semafori da parte di noi normali cittadini.

Photo credit: Centrifuga

Houston

Houston Highways

Se e’ vero che San Francisco e’ una citta’ a misura di biciletta, Houston, con le sue enormi autostrade che ogni tanto si incrociano su 4 o 5 livelli, e’ a misura di automobile.

Qui siamo in Texas e tutto e’ gigantesco. Anche i negozi sono capannoni immensi senza finestre: tanti IKEA che vendono di tutto. Ed e’ la patria del Presidente: ci sono il “George Bush airport“, la “George Bush library“, il “George Bush museum“.

Ho affittato una macchina all’aeroporto (non esistono altri mezzi). Chiedendo la piu’ piccola mi hanno dato questa. Se ne chiedi una grande probabilmente ti danno un autoarticolato.

In due giorni a Houston non sono riuscito a trovare un pedone. Credo che la gente esca di casa con la macchina ed entri direttamente in ufficio, o nei grandi magazzini. Ho provato anche a cercare in periferia: ho preso un’autostrada e sono uscito dopo un po’, ma neanche li’ ho trovato nessuno. Non ho ancora capito dove siano. Se ci fossero i marziani a Houston e guidassero le macchine, io non me ne sarei accorto. Le biciclette poi non sanno proprio cosa siano.

Poi sono andato a vedere l’unica vera attrazione di Houston e dintorni: il NASA’s Johnson Space Center. Se venite a Houston (e non vedo proprio perche’ dovreste venirci) andate una giornata a vederlo perche’ e’ molto interessante. E’ una specie di parco tematico sulla scoperta dello spazio. E’ possibile entrare nello Space Shuttle e nella stazione spaziale internazionale orbitante. Si puo’ fare un giro della base, vedere gli astronauti che si allenano e vedere la mitica sala controllo delle missioni ripresa in tanti film. Ho scattato qualche foto.

Photo credit: Aloofdork

Critical Mass e botto in bici

Critical Mass di San Francisco

Foto: qui. Video: Critical Mass, Massers, Botto in bici, Golden Gate Park Cork e Adrenalina nel tunnel

Da 15 anni a questa parte, l’ultimo venerdi’ di ogni mese, i ciclisti di San Francisco si riuniscono per affermare che le citta’ possono essere a misura di bicicletta.

La manifestazione si chiama Critical Mass. L’idea e’ semplicemente di incontrarsi ed andare in giro per la citta’, ma quando i ciclisti sono quattromila e sono tutti uniti, si crea il caos: una massa critica che blocca la citta’. Il movimento non ha capi. Ad ogni incrocio quelli che sono davanti scelgono dove andare in modo abbastanza casuale.

A parte la copertura dei media (sei camion delle televisioni, cinque elicotteri, un aereo e una postazione televisiva alla partenza), c’erano tutti i tipi di mezzi su ruote possibili (un uccellaccio, una bici bmw cromata, un riscio’, biciclette che si portano da sdraiati, un velocipede portato da Zola, bici altissime e bici doppie). Diversi avevano costumi o cappelli particolari come questo con un hammer e questo con un pozzo petrolifero. Anche la polizia era in bicicletta. Ho fatto un video con un collage dei massers: video

Se chiedi ai massers perche’ causano tutto quel traffico, loro ti rispondono: “noi non causiamo traffico, noi siamo traffico”. L’idea di base e’ di passeggiare per la citta’ in bici. Poi pero’ diventa complicato con i semafori rossi. Ed e’ per questo che si e’ sviluppata la pratica del corking. Solo la testa del serpentone si ferma con il rosso, poi alcuni massers fermano l’incrocio e restano li’, dandosi il cambio fino a che non e’ passato tutto il corteo di ciclisti. Proprio su questo si basano le argomentazioni di alcuni automobilisti che vorrebbero che la polizia fermasse il corteo quando passa con i semafori rossi. Del resto la maggior parte degli automobilisti festeggiano insieme ai ciclisti, ma ogni tanto qualcuno si arrabbia. E quando si arrabbiano ed iniziano a suonare i clacson esplode la gioia dei ciclisti e dei passanti.

Ogni tanto invece ci si ferma tutti e si blocca un incrocio. Ieri e’ successo in almeno due punti. Una prima volta quando il serpentone ha attraversato un’autostrada. Una seconda quando c’e’ stato un incontro con un gruppo di motociclisti. Li’ c’e’ stata un po’ di tensione perche’ i centauri hanno iniziato a mandare i motori su di giri. Nessuno capiva se volevano protestare per il blocco o se cercavano un modo di fare rumore. Fatto sta che a quel punto tutti i ciclisti sono scesi ed hanno sollevato le bici urlando. Ho filmato il tutto qui.

Nel complesso il corteo e’ durato quasi 4 ore: siamo partiti alle 6 p.m. (in ora di punta) da Embarcadero verso Fisherman’s Wharf percorrendo il lungomare di North Beach. Poi siamo rientrati verso downtown per puntare al Golden Gate Park. Di nuovo indietro attraverso il quartiere di Haight per poi andare a fare due o tre giri di Union Square, urlando come gli indiani intorno al generale Custer. Infine di nuovo lungo Market Street verso il quartiere di Mission dove ci siamo stravaccati esausti sul prato di Dolores Park. Erano le 9:30 p.m.. Nel complesso abbiamo percorso 31 chilometri. Video del giro.

Quando arrivano le discese di San Francisco c’e’ da tremare. Si buttano tutti giu’ a duemila urlando e pensi che se uno cade gli finiscono tutti addosso. All’inizio pensavo di riprendere qualche mega discesona, poi al primo tentativo ho fatto il botto. Qui il video della caduta. Per fortuna avevo le maniche lunghe e non mi sono fatto troppo male: mi sono sbucciato un gomito, un ginocchio e strappato i jeans (le foto delle sbucciature non ve le mando perche’ mi pare un po’ kitch). A quel punto ho deciso che forse era meglio fare le discese con entrambe le mani. Poi pero’, verso sera, c’era un fantastico tunnel in discesa e non ho resistito. Qui il filmato.

La cosa interessante e’ che i massers dicono di protestare perche’ la citta’ non li difende abbastanza. Sentire una cosa simile, per uno che ogni tanto va in giro in bicletta nella giungla di Roma, sembra una vera barzelletta. Comunque il prossimo appuntamento e’ proprio per il 25, 26 e 27 maggio per la Critical Mass interplanetaria che si terra’ a Roma.

Sfuggire al traffico del GRA (senza Google)

Traffico sul GRA

Dal traffico sembra non ci si riesca a liberare. Almeno fino al giorno in cui i nostri valenti amministratori non prendano il coraggio a quattro mani e decidano che i limiti, continuamente superati, delle PM-10, non costituiscano un valido motivo per bloccare la circolazione. Oggi non lo sono. Bastano solo a fermare le auto in qualche innocua domenica di sole. Ben venga, ma e’ poco.

Pensare che Verona, per dirne una, ha superato i limiti consentiti delle PM-10 in 183 giorni nel 2006. Se qualcuno ha deciso che quelli erano i limiti consentiti forse c’era un motivo. E forse proprio per quel motivo, il traffico andava bloccato 183 volte.

Visto quindi che con il traffico dobbiamo convivere, ecco che ci viene in aiuto Google che, come in altri campi, pare scoprire l’acqua calda. Da oggi e’ infatti possibile vedere in tempo reale le informazioni sul traffico di molte citta’ americane. Per provare basta andare a cercare San Francisco e fare click sul bottone “traffic” in alto a destra. Nulla di piu’ facile. Rosso per le strade intasate, verde per quelle scorrevoli.

E noi che siamo a Roma (citta’ di cui il traffico e’ diventato il vero simbolo, piu’ dei pini e delle fontane) come facciamo? Pochi lo sanno ma c’e’ questo utilissimo servizio che da’ la situazione in tempo reale del traffico sul grande raccordo anulare, tratta per tratta. Buona navigazione. E buon rientro a casa…

Aprire una macchina con una palla da tennis

Palla da Tennis

Non sono riuscito a capire se si tratta di una leggenda metropolitana o di realta’, ma pare che si possa aprire una macchina con una palla da tennis. Il principio e’ semplice. Si pratica un foro nella pallina, la si appoggia alla serratura e si preme con forza. L’aria compressa che viene sparata nella serratura fa aprire la chiusura centralizzata. Incredibile.

Su Youtube c’e’ un video che spiega tutto. Purtroppo e’ un po’ sessista perche’ fa riferimento ad una “Bionda” (negli states la “bionda” e’ un personaggio che equivale un po’ al nostro Pierino).

Forse dovrei preoccuparmi per il fatto che il filmato sia stato girato con una Mazda, ma non capisco proprio perche’ si dovrebbe usare un sistema tanto complicato per aprire la mia macchina quando ha la cappotta. Comunque appena possibile mi muniro’ di palla da tennis e di telecamera per documentare se funziona veramente o no.