10 domande al comandante De Falco

Comandante De Falco

Gentile Comandante De Falco,

come tutti ormai sanno, lei e’ il comandante della sala operativa della Capitaneria di Porto di Livorno. Mi rivolgo a lei per porle dieci semplici domande riguardanti, sia i fatti della notte del naufragio della Costa Concordia, sia le attivita’ poste in essere dalle forze dell’ordine per prevenire simili accadimenti.

1. Nella notte del naufragio della Costa Concordia lei ha registrato alcune telefonate fatte dalla sala operativa della Capitaneria di Porto al cellulare privato del comandante Schettino. Ci vuol dire se si tratta di una prassi abituale oppure se ha dovuto mettere in atto accorgimenti particolari per effettuare la registrazione? Se si’, ci puo’ dire quanto tempo sia servito, a lei o ai suoi uomini, per organizzare la registrazione della telefonata? A beneficio dei lettori ricordo che in quel momento lei coordinava i soccorsi relativi al un naufragio di una nave con circa 4000 persone persone a bordo.

2. La registrazione della telefonata e’ stata data ai media. Ci vuole spiegare se e’ consuetudine dare ai media il traffico telefonico della sala operativa? In questo caso, ci vuol dire dove possiamo reperire il traffico telefonico di una data a caso, ad esempio del 14 agosto 2011? Se invece non e’ consuetudine pubblicare le registrazioni del traffico telefonico, ci vuol spiegare chi ha dato ai media tale registrazione e soprattutto se sia stata data a titolo gratuito o meno?

3. Nella sua telefonata al comandante Schettino lei chiede al suo interlocutore di presentarsi. Successivamente lei interrompe il suo interlocutore, che le stava dando alcune informazioni utili sull’accaduto, chiedendogli di alzare la voce. Questo nonostante si capisse bene cosa stava dicendo. Ci vuole spiegare se tutte le volte che c’e’ un’emergenza si passa per questa specie di assurda pantomima sul volume della voce, oppure se si tratta di una accortezza legata all’esigenza di produrre una registrazione di buona qualita’? Cerchi di capire la nostra posizione di spettatori in questa vicenda: vorremmo capire se anche questo possa aver fatto perdere del tempo oppure possa averle fatto perdere delle informazioni che il suo interlocutore avrebbe potuto darle.

4. L’articolo 1120 del Codice della Navigazione punisce il comandante della nave che “si trovi in tale stato di ubriachezza da menomare la sua capacita’ di comando”. Ci vuol spiegare per quale motivo non ha ordinato l’effettuazione di un test alcolemico al comandante della nave? Nel caso in cui lei non sia autorizzato a dare un simile ordine, ci vuol spiegare chi sia l’autorita’ preposta ad ordinare un simile test e se lei, che aveva sentito il comandante Schettino al telefono, ha comunicato a tale autorita’ il fatto che il comandante avrebbe potuto non essere del tutto lucido?

5. Ci vuol dire, in base ai dati AIS in possesso della sala operativa che lei dirige, quante volte, nell’ultimo anno, la nave Costa Concordia sia passata a meno di 500 metri dalle coste dell’isola del Giglio? Ci vuol dire se lei veniva informato ogni qualvolta una nave da crociera faceva il cosiddetto “inchino”?

6. Ci vuol spiegare se c’e’ un modo, da parte delle forze dell’ordine imbarcate nell’area (Guardia di Finanza, Carabinieri, Capitanerie di Porto), di sapere quali piccole imbarcazioni vengono controllate, in modo da non usare inutilmente risorse per controllare piu’ volte la stessa imbarcazione?

7. Ci vuol dire, nell’ultimo anno, quanti controlli siano stati effettuati su piccole imbarcazioni a vela nelle acque dell’Arcipelago Toscano? Ci vuol dire quanti di questi controlli riguardavano il rispetto della distanza minima che un’imbarcazione all’ancora deve tenere dalla costa dell’isola del Giglio? Ci sa dire quanti uomini vengono utilmente impiegati per questi importantissimi controlli?

8. Ci puo’ dire, nell’ultimo anno, quanti controlli siano stati fatti su navi da crociera? Ci puo’ dire, in particolare, quante volte nell’ultimo anno avete fatto un qualunque tipo di controllo sulla nave Costa Concordia?

9. Ci puo’ dare una sua stima del costo per il contribuente, nell’ultimo anno, dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine su piccole imbarcazioni a vela? Ci puo’ dare la stessa stima per controlli effettuati su grandi navi da crociera?

10. Al fine di ridurre al massimo la perdita di vite umane in mare, nella sua opinione, ritiene piu’ importanti i controlli su una nave da crociera da 100’000 tonnellate e 4’000 persone imbarcate oppure quelli su una barca da 10 metri e 5 persone imbarcate?

9 pensieri riguardo “10 domande al comandante De Falco”

  1. Grazie Luca, avevo intenzione di porre quesiti simili ma vedo che tu mi hai anticipato. In modo particolare trovo molto interessante venire a conoscenza delle eventuali misure precauzionali svolte dalla CP.
    Oggi ormai tutti sanno che gli organi di controllo dispongono dei mezzi necessari per controllare le rotte in real time, avranno mai elevato contravvenzione a coloro che hanno effettuato i vari inchini?
    Trovo molto strano che nessuno nei vari programmi televisivi e negli innumerevoli articoli dei maggiori quotidiani abbia mai sollevato la questione. Tutti pronti all’elogio ma…un po’ di autocritica credo sarebbe utile alla comunità!

  2. Luca, molte delle tue 10 domande suonano troppo di sterile polemica, che ben poco ha a che fare con la tragedia avvenuta al Giglio. Comunque, per quanto amia conoscenza, cercherò di darti qualche risposta utile a ricondurre le cose in un alveo di ragionevolezza.
    Innanzitutto il C.te De falco non potrebbe darti tutte le informazioni che chiedi, sia perchè li è solamente un ufficiale responsabile della sala operativa della CP di Livorno e non dei controli di polizia marittima o delle ispezioni di sicurezza (safety), nè tantomeno dell’attivià delle altre forze di polizia. Sempre in merito ai controll sul diporto, è vero e concordo con te che molto spesso sono condotti in modo poco coordinato e c modalità discutibili. Ma questo non dipende certo dal C.te De falco, bensì dalle 100 forze di polizia che operano in Italia e, a volte, più da direttive che sembran imporre più performances statistiche che accertamenti sostanziali (molti dei quali, anche se non tutti, potrebbero meglio essere effettuati a terra in via preventiva).
    Quanto invece al caso specifico del Giglio, i 300 o 500 metri sono “in genere” distanze mnime imposte dalle ordinanze balneari (specifiche per le varie zone) a tutela dei bagnanti nel periodo balneare estivo e per le coste frequentate dai bagnanti. Non valgono peraltro fuori da detto periodo! Altri limiti, variabili da zona a zona, possono invece essere imposti per altre esigenze, tra le qual il rispetto di aree marine protette, limiti di pesca, ecc.. I limiti permanenti sono pubblicati, tra l’altro, sulle cartograia nautica ufficiale e nel portolano. Basta verificare se e cosa è previsto per lisola del Giglio (considera, comnque, che il fattaccio è avvenuto non lontano dall’mboccatura del porto)! Inoltre, ripeto che avvicinarsi alla costa è certamente meno sicuro che navigare in alto mare e lontano da altre navi ma assolutamente lecito, purchè siano rispettati eventuali limiti e le normali regole di prudenza. Per spiegarmi meglio in termini terricoli: se un autista di autobus si schianta a 200 all’ora sul guard rail del GRA perchè parlava al telefonino non vuol dire che sul GRA bisogna impedire agli autobus di sorpassare!! Bisogna semmai aumentare i controlli e assicurarsi che gli auisti (e i c.ti di navi) sian preparati professionalme. Questo avviene, normalmente: ma l’elemento umano è di per sèportato all’errore: bisogna puntare a ridurre questo margine, perchè sia il più possibile vicino a zero! Tutte le navi mercantili sono dotate di crtificati di sicurezza e vengono periodocamente ispezionate sia dai registri di classificazione che dalla Guardia Costiera (ufficiali abilitati PSC Port State Control). Per i requisiti e la preparazione professionale degli ufficiali della nostra marna mercantile vedasi il Codice della navigazione e norme speciali! Comnque il comando di nanave come la Costa non viene certo dato al primo venuto: bisognerà capire bene cosa è successo esattamente! le navi passeggeri sono poi soggette a cntroll ancora più pressanti e specifici ed maggiori problemi sono semmai sui traghetti e aliscafi che fanno varie corse gornaliere tipo autobus, perchè la fretta porta ad essere lassisti su certe procedure invece molto importanti. Oltre alle probabili responsablità indviduali di chi non abbia seguito fedelmente le procedure previste per le emergenze, la Costa C. era una città galleggiante di 4000 persne! Questo è il vero problema, come quell dell’eterogeneità delle lingue delpersonale di bordo (marittimo e non)! De falco ha fatto solo il suo lavoro è l’eccessiva durezza di certi interventi va spiegata solo con il fatto che era un’ora che cercava di capire cosa stesse succedendo a 200 chilometri di distanza!
    Quanto alle registrazioni: sono automatiche per le linee delle sale operative. Per la loro diffusione, nvece, non è normale siano state diffuse così presto, come anche varie immaini video. Bsognerebbe sapere se sono state auorizzate dalla procura, anche se l’esigenza potrebbe essere quella di prevenire le sterili polemiche di quanti sparano a zero sui soccorritori prima ancora di conoscere l’andamento dei fatti!
    Aspettiamo e vedremo, quindi.

  3. Caro Sandro,

    grazie ancora per il tuo contributo che ci da’ importanti informazioni. Fin dal post precedente molti hanno parlato di polemica. Per questo ho scritto questo post, ma evidentemente, a tuo parere, ho peggiorato la situazione. Fare chiarezza e’ la cosa piu’ importante di tutte, specialmente quando ci sono delle vittime. Se per fare chiarezza serve la polemica, allora ben venga.

    Ti prego anche di notare che da nessuna parte ho parlato dei soccorritori, i quali, per quanto ne so, hanno fatto un ottimo lavoro.

    Il comandante De Falco e’ un ufficiale della Capitaneria di Porto e puo’ rispondere, se crede, a tutte le domande. Il fatto di non occuparsi di controlli non vuol dire che non puo’ dare la sua opinione in merito o chiedere i numeri che mancano ai suoi colleghi.

    Tu identifichi altri problemi come i controlli al personale imbarcato e l’eterogeneita’ delle lingue parlate a bordo. Magari su quelli posso fare un post futuro, ma non mi sembrano il problema di cui stiamo parlando ora.

    Per la distanza dal Giglio, ho chiesto se c’erano informazioni AIS su rotte entro i 500 metri non perche’ questa sia una distanza limite, ma solo per dare una misura precisa e concreta in modo da non perderci in domande qualitative e un po’ capziose.

    Le imbarcazioni da diporto non possono ancorare a meno di 200 metri dalla spiaggia delle Cannelle che sta subito a sud degli scogli. La nave e’ passata a pochi metri, forse 20 metri dagli scogli. Poi, accostando a dritta, li ha colpiti con la poppa. Tempo fa’ ho avuto un controllo da parte dei Carabinieri su un’imbarcazione da 10 metri. Eravamo all’ancora proprio li’. I militari mi chiesero di gettare l’ancora a piu’ di 200 metri da riva. Poi decisero che non erano sicuri della distanza, quindi poteva andare bene, ma dovevo andare via. Poi scopro che navi come la Costa Concordia ci sarebbero letteralmente passate sopra.

    Sara’ legittimo chiedere alle forze dell’ordine come mai a me si chiedeva di stare, fermo, piu’ distante di dove la Concordia passasse a 15 nodi? E soprattutto chiedere a qualunque esponente delle forze dell’ordine (specialemente chi sta davanti all’AIS) se sapesse o meno di questi passaggi?

  4. @Paolo Cottarelli. Anche io mi chiedo perche’ le varie trasmissioni televisive non si occupino di questi dubbi. Evidentemente e’ piu’ semplice trovare l’unico responsabile senza chiedersi cosa facciano gli altri responsabili pagati dalle nostre tasse. Io lo so (si occupano di controllare tre volte a settimana le piccole imbarcazioni da diporto che vanno a 5 nodi), quindi cerco di dirlo a tutti.

  5. Non scorgo alcuna polemica nelle domande di Luca, ma solo una certa…. malizia.
    Secondo me, molto semplicemente, occorre focalizzare il fatto principale: il Comandante della nave, nella sua piena, esclusiva, totale e solo ex-post sindacabile discrezionalità ha deciso di transitare ad una distanza dalla costa tale da risultare pregiudizievole per la sicurezza, provocando un naufragio con perdite umane ed ingenti danni materiali ed ambientali.
    Ogni altra considerazione, anche se sensata, in astratto o in concreto, è furoviante perchè ci distrae dalla circostanza e dal danno forse più grave che il Comandante della Costa Concordia ha provocato, come hanno osservato alcuni sociologi: egli, con il suo comportamento – tutto da verificare, ma senz’altro quantomeno discutibile – ha intaccato la fiducia che ogni passeggero ed ogni componente di equipaggio di ogni nave, imbarcazione o natante – a torto o a ragione – ripone per definizione nel suo Comandante.
    Il Comandante De Falco, con una ruvidità che ascrivo più all’Uomo di mare (non credo che io mi sarei condotto in modo molto diverso) che al militare o all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria, ha restituito parte della percezione di “governo” delle circostanze che era andata dispersa e stava per essere perduta. Questo è fondamentale per chi in futuro salirà su una qualunque cosa che navighi; egli ha ripristinato la certezza di un riferimento, probabilmente in modo irrituale, premendo con forza sul piatto alto della bilancia per rimetterla in equilibrio, ma lo ha fatto e così facendo ha salvato molte vite in futuro che non sarà mai possibile accertare quante sono.
    La sua ruvidità è propria della gente di mare, degli ambienti navali, del mare stesso che non usa riguardi ne cautele verso chi lo consuma anzichè usarlo. Egli ha dato voce, sostanzialmente, ad una cultura, spesso troppo lontana dai pozzetti e dai flying-bridge e, nella notte del naufragio della Concordia, purtroppo, drammaticamente lontana anche dal ponte di quella nave.
    Le altre considerazioni di Luca, sulle quali non mi soffermo, hanno una loro dimensione importante, ma esse, a mio parere, sono del tutto avulse dal contesto. Si potrebber aprire capitoli analoghi sui media, sulla ricerca e sulla progettazione navale, sugli strumenti, sulla formazione, sul crocierismo e così via discorrendo, ma si perderebbe di vista l’unico fatto certo ed indiscutibile: il Comandante della Concordia ha portato la sua nave a scogli, l’ha affondata e delle persone sono morte.
    Non si può cercare la responsabilità altrove, anche se si ammette senza concederlo che in altre e pregresse circostanze qualcuno non abbia fatto il suo dovere o lo abbia fatto in modo strabico.

  6. Concordo il post le domande e le riflessioni di tutti solo una cosa sono un autista di pullman che per la cronaca specifica una sciocchezza dato il post e la circostanza ma che vedo doverosa tutti i pullman sono auto limitati a 90 km/h quindi a 200 è impossibile arrivarci,per il resto trovo assurdo tutto il fatto della concordia e di come i mass media facciano arrivare (solo un capitano folle e uno eroe) i problemi si quei mostri del nave sono altri tipo a parte il personale graduato e di comando tutto il resto del personale peruviano,argentino,indiano ecc.ecc. Sono preparati per le emergenze? Che contratti ricevono? Quanto lavorano ?? Io so le risposte ma cominciamo anche a controllare come e in che modo sono trattati i manovali delle crociere!!!!

  7. Concordo pienamente e in modo assoluto con quanto scritto in questi post! Televisione e giornali hanno tenuto in quest’occasione un comportamento più che vergognoso di speculazione mediatica su questa enorme tragedia, inoltre sono rimasto veramente colpito dalla comunicazione resa pubblica Schettino – De Falco, e attonito quando sui giornali quest’ultimo è stato definito “eroe dell’Italia vera”, certo chi sta a terra dietro una scrivania fa presto a dire :”mi conti donne anziani e bambini e poi mi riferisca”. Personalmente ho percepito un atteggiamento di arroganza che non quadrava con la situazione in atto, penso che al buio e con 4000 persone da evacuare dire di contare donne e bambini è un’idiozia, e escludo che abbia aiutato ma anzi ritengo abbia generato ancora più caos. Troppo facile così, bisognava essere li per poter poi parlare. Inoltre bisogna considerare che per fortuna (?) o per bravura del comando nave, si è salvato più del 99% dei passeggeri, e visto quanto è successo è da ritenere un risultato enorme!

  8. Alle ultime 5 domande trova risposta nei dati che ogni anno vengono RESI PUBBLICI dopo l’operazione MARE SICURO…ma probabilmente non ne avete mai sentito parlare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *