Ordine dei Giornalisti - Mamma li turchi

June 18th, 2007

Defacing Ordine dei Giornalisti

Vorrei parlare dell’Ordine dei Giornalisti.

Di come in Italia per scrivere su un giornale bisogna essere iscritti ad un ordine. Del fatto che non ci siano situazioni analoghe in nessun Paese del mondo. Di come si tratti di una di quelle strutture che difendono interessi corporativi di pochi a scapito della collettivita’. Del fatto che l’obbligo di iscrizione all’ordine sia contrario alla nostra costituzione e di come Einaudi cinquanta anni fa diceva gia’ queste cose. Di come, in pieno stile da italico ordine professionale, l’ordine sia caratterizzato da esami di ammissione truccati, raccomandazioni, praticanti e praticantati, vertici politicizzati.

Ma queste sono cose che tutti sanno e che solo qualcuno prova a cambiare.

E non ho voluto sottolineare svarioni e gaffe divertenti come questa: il TG1 del 9 giugno scorso convinto che lo Space Shuttle sia esploso con 7 astronauti a bordo. Salvo poi dire che “purtroppo non e’ accaduto”.

Insomma che l’ordine dei giornalisti non serva a nulla lo sappiamo tutti. Tutto questo non fa notizia.La notizia e’ invece che il sito dell’Ordine dei giornalisti e’ spento da sabato.

Per vedere cosa sia successo basta andare alla pagina degli esami (http://www.odg.it/esami/main.asp): troviamo un guerriero turco con un’esplosione sullo sfondo.

Il fatto che un sito subisca un defacing puo’ capitare. Il fatto che per tre giorni (e chissa’ quanti ancora) nessuno abbia risolto il problema e’ assurdo. Del resto non possiamo pretendere nulla: basta vedere l’indirizzo per scoprire che il sito usa le ASP.

Lasciatemi dunque godere del fatto che l’arroganza di un italico ordine professionale sia ridotta al silenzio per qualche giorno.

Grazie a downloadblog per la segnalazione ed all’anonimo turco per aver reso, forse senza saperlo, un buon servizio agli Italiani.

HOWTO - Biscotti al cocco

June 11th, 2007

Biscotto al cocco

Fare i biscotti al cocco e’ molto semplice. L’unico ingrediente che dovrete comprare e che non avete gia’ in cucina e’ la farina di cocco. Non ascoltate chi vi parla di usare il lievito, di tostare preliminarmente la farina di cocco o di usare tempi di cottura di pochi minuti.

Per quanto riguarda il copyleft, ho cercato una licenza apposita per le ricette ma non l’ho trovata, cosi’ ho scelto per la GPL.

Ho fotografato tutte le fasi.

Tempo necessario: circa 15 minuti per la preparazione e 45 minuti per la cottura.

Ingredienti per 18 biscotti:

  • 2 uova
  • 160 grammi di farina di cocco
  • 4 cucchiai di farina
  • 125 grammi di zucchero
  • 110 grammi di burro

Procedura:

Licenza: questa ricetta e’ distribuita sotto la General Public License (GPL) dove per codice sorgente si intende la ricetta e per binary code i biscotti che potete trarne. In pratica questo vuol dire che:

  • se fate i biscotti e li mangiate non c’e’ nessun problema
  • se fate i biscotti e li distribuite in qualunque forma (li portate ad una festa, li usate per una cena, li producete in gran quantita’) dovete distribuire anche una copia della ricetta contenente questa nota (anche un link a questa pagina va bene)
  • se distribuite una versione modificata di questa ricetta o se basate un altro piatto su questi biscotti dovete mantenere questa nota.

Google Street View

June 5th, 2007

Ladro o padrone di casa senza chiavi?

Mentre a Seattle si divertono con un grosso iPhone a forma di tavolino, Google tira fuori l’ennesima trovata, semplicissima ma geniale: inserire in Google Map le citta’ ad altezza d’uomo. Cosi’ e’ nato Google Street View. Per ora sono presenti le citta’ di New York, San Francisco, Miami e Las Vegas.

E mentre tutto il mondo parla di privacy e’ possibile vedere questo tizio che entra in un Adult Book Store, queste due che prendono il sole in un prato di Stanford e questo ladro in Van Ness (o forse e’ il proprietario di casa che ha dimenticato le chiavi?). Per non parlare di questi jeans a vita molto molto bassa che possono essere trovati seguendo le indicazioni di questo video.

Le foto sono state fatte girando per le citta’ con un’automobile con un apposito strumento montato sopra il tetto. In realta’ in alcune foto e’ possibile vedere anche un camioncino di Google specchiato nelle vetrine. Le foto sono in alta risoluzione per cui e’ possibile zoomare fino a riconoscere targhe e persone. Purtroppo non ho trovato la data in cui sono state scattate, altrimenti avrei potuto cercarmi in bicicletta per le strade di San Francisco.

C’e’ di tutto: da un eccesso di velocita’ superato all’altro. Da uno che prende una multa ad un altro che si improvvisa meccanico.

E mentre tutta l’America si scandalizza per quanto e’ alto il prezzo della benzina in California (si tratta di dollari al gallone), gli amanti della fantascienza possono trovare un semplice robot o addirittura ET con una spada laser.

E’ possibile scovare errori di ortografia, un operaio che ci rileva, un matrimonio, Borat che sorride da dietro una finestra, un guidatore di ambulanza in pausa pranzo ed una ragazza che si allaccia le scarpe con due brutti ceffi che la guardano.

Houston

June 1st, 2007

Houston Highways

Se e’ vero che San Francisco e’ una citta’ a misura di biciletta, Houston, con le sue enormi autostrade che ogni tanto si incrociano su 4 o 5 livelli, e’ a misura di automobile.

Qui siamo in Texas e tutto e’ gigantesco. Anche i negozi sono capannoni immensi senza finestre: tanti IKEA che vendono di tutto. Ed e’ la patria del Presidente: ci sono il “George Bush airport“, la “George Bush library“, il “George Bush museum“.

Ho affittato una macchina all’aeroporto (non esistono altri mezzi). Chiedendo la piu’ piccola mi hanno dato questa. Se ne chiedi una grande probabilmente ti danno un autoarticolato.

In due giorni a Houston non sono riuscito a trovare un pedone. Credo che la gente esca di casa con la macchina ed entri direttamente in ufficio, o nei grandi magazzini. Ho provato anche a cercare in periferia: ho preso un’autostrada e sono uscito dopo un po’, ma neanche li’ ho trovato nessuno. Non ho ancora capito dove siano. Se ci fossero i marziani a Houston e guidassero le macchine, io non me ne sarei accorto. Le biciclette poi non sanno proprio cosa siano.

Poi sono andato a vedere l’unica vera attrazione di Houston e dintorni: il NASA’s Johnson Space Center. Se venite a Houston (e non vedo proprio perche’ dovreste venirci) andate una giornata a vederlo perche’ e’ molto interessante. E’ una specie di parco tematico sulla scoperta dello spazio. E’ possibile entrare nello Space Shuttle e nella stazione spaziale internazionale orbitante. Si puo’ fare un giro della base, vedere gli astronauti che si allenano e vedere la mitica sala controllo delle missioni ripresa in tanti film. Ho scattato qualche foto.

Photo credit: Aloofdork

“Sex Crimes and Vatican”

May 16th, 2007

Vignetta di Vauro sul Family Day

Su google video e’ possibile trovare le classifiche dei video piu’ visti nei diversi Paesi del mondo. Nella classifica per l’Italia il video piu’ visto di tutti e’ un documentario trasmesso dalla BBC nell’ottobre del 2006 dal titolo “Sex Crimes and Vatican“. Parla di abusi dei preti sui minori.

L’ho visto ed e’ molto duro. Come se non bastasse lancia pesanti accuse in alto, molto in alto: direttamente al Cardinal Ratzinger. Naturalmente in Italia non e’ mai andato in onda sui canali televisivi tradizionali.

Non sono un esperto di diritto canonico, ma qui (qui in italiano) il Vaticano dice che “Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età” deve essere riportato alla Congregazione per la dottrina della fede e che “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. Il documento e’ del 18 maggio 2001 ed e’ firmato da Josephus Card. Ratzinger.

Ratzinger e’ stato incriminato nel 2005 presso la Corte distrettuale di Harris County, Houston, Texas per aver coperto Galveston Houston (il responsabile della diocesi), l’arcivescovo Joseph Fiorenza, i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickand a meta’ degli anni ‘90. La posizione di Ratzinger e’ stata successivamente stralciata perche’ non giudicabile in quanto capo di uno Stato estero. (qui, qui, qui se ne parla)

Mi direte che avete altro da fare e che 38 minuti sono troppi per l’attenzione del navigatore medio. Ma scommetto che ognuno di voi passa, la sera, molto piu’ di 38 minuti davanti alla TV. Allora fate finta che questa sia la TV e fate click qui.

Se qualcuno teme si tratti di una bufala, ecco la pagina della BBC dedicata al documentario.

Aggiornamento: il video e’ visibile in quattro parti qui: uno, due, tre, quattro.

HOWTO - Iscriversi ad un blog

May 12th, 2007

Rss Feed

Questo post e’ dedicato a quelli che in questa immagine vedono solo una fontanella.

I blog contengono informazioni che cambiano spesso. Come possiamo seguire bene un blog? Se andiamo sull’indirizzo del blog tutte le volte che vogliamo vedere se ci sono novita’, rischiamo di perdere un sacco di tempo. Sarebbe bello essere avvisati solo quando le notizie cambiano e non doversele andare a cercare di volta in volta. Il massimo poi sarebbe leggere solo le notizie, sempre nello stesso formato e senza dover abituare l’occhio a mille formati diversi.

Per fortuna esiste il modo.

Ci sono dei programmi che permettono di seguire i blog ed ogni altra sorgente di informazioni. Si chiamano aggregatori o news feed reader. Io per esempio uso Akregator. Tanta gente usa i live bookmark di Firefox, tanti usano invece Google Reader. La sostanza e’ che vengono avvisati solo quando cambio qualche notizia e non devono passare le proprie giornate a fare click sul mio sito per scoprire se ho scritto qualcosa. Un elenco di aggregatori puo’ essere trovato facendo click su questo strano simbolo arancione visibile qui a destra. Abituatevi a vederlo in giro perche’ e’ lui che identifica le sorgenti di informazioni.

Credetemi, usare un aggregatore e’ irrinunciabile. Moltiplica la possibilita’ di essere informati piu’ di ogni altro strumento. Gia’ oggi il 30% del traffico sui blog piu’ famosi non avviene via browser, ma via aggregatore di notizie.

Visto che queste soluzioni possono sembrare ancora un po’ astruse per qualcuno, ho reso le cose piu’ semplici. Grazie ad un servizio che si chiama Feedburner, qui a destra ci si puo’ iscrivere per seguirmi via email. Basta inserire il proprio indirizzo e si riceve una richiesta di conferma da emaildefuego. Accettando si viene iscritti e si riceve le novita’ direttamente nella propria mailbox. Facilissimo.

Photo credit: Orin Optiglot, Padday

Sindaci e citazioni

May 6th, 2007

Wifi Laundry

San Francisco

Posso trovare almeno una dozzina di reti in qualunque angolo di San Francisco, e di solito tre o quattro sono aperte. Inoltre posso andare quando voglio in un Caffe’ a fare il beduino lavorando da li’. Cosi’ posso parlare gratis con tutto il mondo. Questa cosa per chi e’ cresciuto con la TUT e’ una specie di paradiso, ma qui sembrano non farci caso.

Due anni fa Gavin Newsom, mayor di San Francisco, ha dichiarato “We will not stop until every San Franciscan has access to free wireless Internet service” che tradotto suona “Non ci fermeremo fino a che ogni cittadino di San Francisco non avra’ la connessione wireless gratuita”. Da inizio 2008 sara’ disponibile un’unica rete, aperta e gratuita per tutti, che coprira’ una regione grande quanto il Lazio.

Roma

In Italia, la solita leggina idiota, fatta da un cialtrone che non ha mai fatto nulla in vita sua, dice che dobbiamo avere una copia dei documenti di chiunque si collega alla nostra rete. Cosi’ la gente chiude la rete.

Ogni tanto pero’ qualcuno dei nostri cialtroni. Beppe Grillo li chiama dipendenti per sottolineare che dovrebbero lavorare per noi. A me non piace, preferisco chiamarli cialtroni perche’ dipendenti non riassume nulla sulle loro capacita’.

Comunque dicevo che ogni tanto la mente dei nostri cialtroni e’ attraversata da un lampo di genio. Allora senti Walter Veltroni, sindaco di Roma, che dice che in tutta Villa Borghese e’ disponibile una rete Wi-Fi aperta e gratuita per tutti. Poi cosa scopri? Che la connessione e’ limitata ad un’ora al giorno. Perche’? Per “scoraggiare l’uso della rete per scaricare file audiovisivi e musicali in maniera illegale.”

Palermo

I cialtroni sono sempre li’, in agguato. Vorrei avere la forza di arrabbiarmi, ma poi scopro che Diego Cammarata, sindaco di Palermo da cinque anni, ha riempito il Palasport di Palermo insieme a Silvio Berlusconi.

Ha dichiarato: “Nei prossimi 5 anni, io Ti garantisco, Presidente, che tutte le case dei Palermitani avranno l’acqua 24 ore su 24.”

Photo credit: vkdir

Critical Mass e botto in bici

April 28th, 2007

Critical Mass di San Francisco

Foto: qui. Video: Critical Mass, Massers, Botto in bici, Golden Gate Park Cork e Adrenalina nel tunnel

Da 15 anni a questa parte, l’ultimo venerdi’ di ogni mese, i ciclisti di San Francisco si riuniscono per affermare che le citta’ possono essere a misura di bicicletta.

La manifestazione si chiama Critical Mass. L’idea e’ semplicemente di incontrarsi ed andare in giro per la citta’, ma quando i ciclisti sono quattromila e sono tutti uniti, si crea il caos: una massa critica che blocca la citta’. Il movimento non ha capi. Ad ogni incrocio quelli che sono davanti scelgono dove andare in modo abbastanza casuale.

A parte la copertura dei media (sei camion delle televisioni, cinque elicotteri, un aereo e una postazione televisiva alla partenza), c’erano tutti i tipi di mezzi su ruote possibili (un uccellaccio, una bici bmw cromata, un riscio’, biciclette che si portano da sdraiati, un velocipede portato da Zola, bici altissime e bici doppie). Diversi avevano costumi o cappelli particolari come questo con un hammer e questo con un pozzo petrolifero. Anche la polizia era in bicicletta. Ho fatto un video con un collage dei massers: video

Se chiedi ai massers perche’ causano tutto quel traffico, loro ti rispondono: “noi non causiamo traffico, noi siamo traffico”. L’idea di base e’ di passeggiare per la citta’ in bici. Poi pero’ diventa complicato con i semafori rossi. Ed e’ per questo che si e’ sviluppata la pratica del corking. Solo la testa del serpentone si ferma con il rosso, poi alcuni massers fermano l’incrocio e restano li’, dandosi il cambio fino a che non e’ passato tutto il corteo di ciclisti. Proprio su questo si basano le argomentazioni di alcuni automobilisti che vorrebbero che la polizia fermasse il corteo quando passa con i semafori rossi. Del resto la maggior parte degli automobilisti festeggiano insieme ai ciclisti, ma ogni tanto qualcuno si arrabbia. E quando si arrabbiano ed iniziano a suonare i clacson esplode la gioia dei ciclisti e dei passanti.

Ogni tanto invece ci si ferma tutti e si blocca un incrocio. Ieri e’ successo in almeno due punti. Una prima volta quando il serpentone ha attraversato un’autostrada. Una seconda quando c’e’ stato un incontro con un gruppo di motociclisti. Li’ c’e’ stata un po’ di tensione perche’ i centauri hanno iniziato a mandare i motori su di giri. Nessuno capiva se volevano protestare per il blocco o se cercavano un modo di fare rumore. Fatto sta che a quel punto tutti i ciclisti sono scesi ed hanno sollevato le bici urlando. Ho filmato il tutto qui.

Nel complesso il corteo e’ durato quasi 4 ore: siamo partiti alle 6 p.m. (in ora di punta) da Embarcadero verso Fisherman’s Wharf percorrendo il lungomare di North Beach. Poi siamo rientrati verso downtown per puntare al Golden Gate Park. Di nuovo indietro attraverso il quartiere di Haight per poi andare a fare due o tre giri di Union Square, urlando come gli indiani intorno al generale Custer. Infine di nuovo lungo Market Street verso il quartiere di Mission dove ci siamo stravaccati esausti sul prato di Dolores Park. Erano le 9:30 p.m.. Nel complesso abbiamo percorso 31 chilometri. Video del giro.

Quando arrivano le discese di San Francisco c’e’ da tremare. Si buttano tutti giu’ a duemila urlando e pensi che se uno cade gli finiscono tutti addosso. All’inizio pensavo di riprendere qualche mega discesona, poi al primo tentativo ho fatto il botto. Qui il video della caduta. Per fortuna avevo le maniche lunghe e non mi sono fatto troppo male: mi sono sbucciato un gomito, un ginocchio e strappato i jeans (le foto delle sbucciature non ve le mando perche’ mi pare un po’ kitch). A quel punto ho deciso che forse era meglio fare le discese con entrambe le mani. Poi pero’, verso sera, c’era un fantastico tunnel in discesa e non ho resistito. Qui il filmato.

La cosa interessante e’ che i massers dicono di protestare perche’ la citta’ non li difende abbastanza. Sentire una cosa simile, per uno che ogni tanto va in giro in bicletta nella giungla di Roma, sembra una vera barzelletta. Comunque il prossimo appuntamento e’ proprio per il 25, 26 e 27 maggio per la Critical Mass interplanetaria che si terra’ a Roma.

La terra dei cachi

April 24th, 2007

Repubblica delle banane

Quest’anno pare che io nostri valenti governanti abbiano reintrodotto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei clienti e fornitori. La comunicazione esisteva fino al 1994, poi qualche anima pia aveva deciso di eliminarla.

Ci sono periodi di ottimismo in cui spero che le incombenze inutili vadano diminuendo, invece questi artisti della burocrazia riescono sempre a sorprendermi. Cosi’ oggi i dati relativi all’IVA possono essere trovati dallo Stato:

  • nelle comunicazioni periodiche (mensili o trimestrali) che gli ho inviato durante l’anno precedente,
  • nella comunicazione dei dati IVA che gli ho inviato entro il 20 gennaio,
  • nell’elenco dei clienti e fornitori che gli ho inviato entro il 29 aprile,
  • nella dichiarazione IVA o nel modello unico che gli ho inviato a fine ottobre.

Ovviamente l’IVA e’ sempre quella, ma vuoi mettere quanto e’ piu’ gustoso chiedere lo stesso dato 4 volte all’anno? In questo modo ogni volta si puo’ aggiungere qualche dettaglio in piu’ e costringere il contribuente a studiare un modulo diverso.

Torniamo alla scadenza di domenica prossima (Domenica? Forse ho letto male. No, il 29 aprile e’ proprio domenica), gira voce che la comunicazione vada fatta per via telematica. La cosa simpatica e’ che nessuno sa come si faccia. Ho trovato diversi forum di commercialisti che si domandano l’un l’altro dove trovare il software.

Allora sono andato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nella sezione relativa al software non si trova nulla. Con la ricerca interna al sito non si trova nulla. Chiamare per telefono significa che si ha un giorno di ferie perche’ per ottenere la linea servono diverse ore.

In rete girano storie divertentissime. C’e’ chi dice che uno debba chiedere il permesso scritto a clienti e fornitori prima di comunicare i dati allo Stato. Allora qualcuno si e’ chiesto: “Se un mio cliente non mi da’ il permesso?”. E uno gli ha risposto: “Lo deve dare per forza”. Ma se lo deve dare per forza, perche’ glielo devo chiedere? Insomma una serie di giochi e giochini che si nutrono da soli. Tutti rigorosamente pensati da gente che non ha mai fatto nulla in vita propria.

Poi ho trovato una buffonata come questa dove in pratica si dice che il Garante della privacy (che evidentemente ha tanto tempo libero) si sta occupando di valutare il provvedimento. E guarda un po’, scopro che sopra c’e’ scritta un’altra scadenza, il 15 ottobre.

Quando qualcuno la prossima volta mi dira’ che lavoro fino a luglio per lo Stato, gli ricordero’ che non e’ vero. Con tutti i giorni che perdo per seguire questi astrusi giochini, lavoro almeno un’altra quindicina di giorni per loro. Secondo me io arrivo almeno ai primi di agosto. Giusto in tempo per andare in vacanza.

Ma chi sono questi loro di cui parlo? Si tratta di un ristretto gruppo di persone che vivono in un loro iperuranio, convinte che tutto gli sia dovuto e che con una legge qui ed una legge li’ si possa chiedere cio’ che si vuole a chi si vuole. Intanto se in Italia non si riesce piu’ a lavorare non e’ un loro problema, e’ un problema del Paese. La terra dei Cachi.

Photo Credit: Argento_Vivo

Film premio Oscar rilasciato sotto licenza CC

April 19th, 2007

A Story Of Healing

Oggi si e’ concluso il Web 2.0 Expo, ma di questo sta gia’ parlando tutto il mondo. Preferisco raccontare invece quello che ho visto e sentito al Creative Commons Salon SF organizzato dai ragazzi di Creative Commons.

Ha aperto la serata Jay Dedman con la presentazione della funzionalita’ “Get Media” di SpinXpress.com che permette di trovare materiale multimediale rilasciato sotto licenza Creative Commons da usare nella produzione dei propri video. Jay e’ un veterano di CNN International che ora si occupa di Vlogging (cioe’ Video Blogging).

A seguire Liz Dunn di Technorati ha parlato di Where’s The Fire: un sistema che permette di evidenziare le notizie piu’ importanti della blogosfera, con un voto da parte degli utenti. Per capirsi una specie di Digg dentro Technorati. In piu’ ho scoperto che da anni tutto quanto prodotto da Technorati e’ rilasciato sotto licenza Creative Commons.

Chi non ha mai provato a cercare dei dati on line non sa che tipo di frustrazione si provi. E’ pieno di siti che scrivono, commentano, argomentano in tutti i modi possibili, ma dei dati nudi e crudi, quelli che parlano da soli piu’ di mille parole, non c’e’ mai traccia. A questo problema provano a dare risposta Brian Mulloy, Dimitry Dimov e Sara Wood di swivel.com: una start-up 2.0 che ha al centro dell’attenzione i dati veri e propri.

Seth Mazow invece lavora per Interplast: un’associazione di chirurghi plastici che opera in zone del terzo mondo (foto); una specie di medici senza frontiere della chiururgia plastica. Seth ha annunciato il rilascio sotto licenza Creative Common del film “A Story of Healing” che ha vinto l’oscar nel 1998 come miglior documentario. Seth ci ha spiegato come la curva degli incassi sia naturalmente diminuita di anno in anno dall’uscita del film in poi. Cosi’, a distanza di dieci anni, hanno deciso di rilasciare il film sotto licenza creative commons facendone il primo film sotto licenza CC ad aver vinto un Oscar. Ho visto il documentario ed e’ molto bello. Puo’ essere visto qui. Guardatelo, copiatelo e mandatelo in giro, questo e’ il bello delle licenze Creative Commons.

Presentatore della serata e’ stato Jon Phillips di Creative Commons che avevo gia’ conosciuto insieme a Jay Dedman alla Super Happy Vlog House.

Foto e video.