Birmania Libera

October 4th, 2007

Free Burma!

Magari nessuno se n’e’ accorto, anche perche’ saggiamente mi legge via RSS feed, ma da venerdi’ scorso la testata del blog e’ rossa.

La campagna della foto qui sopra si chiama “Free Burma!” che vuol dire “Birmania libera!”.

Ai blogger e giornalisti nostrani dico solo una cosa: si chiama Birmania, non Myanmar.

Vietati i condizionatori delle auto a Roma

October 2nd, 2007

Semaforo

Nuovo colpo di genio da parte dei nostri cialtroni. E’ stato appena approvato in Senato il Decreto Legge che riguarda la sicurezza stradale, ma che con le strade non ha nulla a che fare.

Tra le altre cose c’e’ scritto che la prossima volta che andro’ in discoteca non potro’ bere dopo le 2 di notte, anche se torno in taxi.

Devo dire che mi hanno sorpreso quando ho letto di pesanti sanzioni per chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Mi sono subito chiesto se, quando tornano dai festini con i quali si rallegrano nelle serate romane, soli e lontano da casa, guidano loro o l’autista. E l’autista che fa durante il festino? Aspetta fuori? O partecipa? Dubbi.

Bisogna ricordarsi quello che ci dice Cesa, UDC (che oltre che cialtrone e’ pure cattolico): “La solitudine e’ una cosa seria e la vita da Parlamentare a Roma e’ dura.”

In compenso sul decreto c’e’ anche scritto che, per aumentare la sicurezza stradale, e’ stato ridotto il periodo nel quale un neopatentato non puo’ guidare l’auto di papa’. Il periodo e’ stato ridotto da tre anni ad un anno.

La perla pero’ e’ relativa all’uso del condizionatore. Da ora in avanti saremo costretti a spegnere il condizionatore ogni volta che fermiamo il veicolo. Si parla esplicitamente di fermata e non solo di sosta. Per chi guida a Roma questa e’ una vera e propria barzelletta. Tutti sanno che il tempo in cui il veicolo e’ fermo e’ molto maggiore di quello in cui e’ in movimento. Per fortuna ho ancora la cappotta da abbassare, fino a che non mi vieteranno di fare anche questo.

Del resto, prima di riuscire a bilanciare tutta la CO2 emessa dagli aerei di Stato, come quello che ha portato Rutelli e Mastella a vedere il Gran Premio, ci vorra’ almeno tutto il 2008 di condizionatori spenti ai semafori da parte di noi normali cittadini.

Photo credit: Centrifuga

Pugilato

September 20th, 2007

Million Dollar Baby (2004)

Finite le ferie si torna in citta’ e ci si rende conto che si passa la maggior parte del tempo davanti ad un monitor. Allora si cerca di capire cosa fare per rendere la propria esistenza meno monotona. Qualche anno fa ci si buttava a fare Salsa e Merengue.

Gia’ da un paio d’anni la tendenza e’ invece per il pugilato nelle sue diverse forme: ginnastica prepugilistica, kick boxing e via dicendo. Una volta era considerato uno “sport da uomini”; quello di oggi va di moda soprattutto tra le donne.

Ecco cosa mi scrivono Patrizia ed Emanuela:

Patrizia:

“Quest’anno Patty ha deciso (un po’ anche forzatamente) di cambiare sport… La piscina dove andava e si trovava tanto tanto tanto bene l’hanno chiusa… quando una ha culo: è stata scelta per le Olimpiadi del 2008. Ma non le facevano in Cina? Boh, vai a capire. Comunque devono fare i lavori di ristrutturazione che iniziano a settembre e durano un anno.

Allora Patty pensa, si informa, vaga x la città e alla fine arriva alla palestra sotto casa della mamy dove fanno un’offertona: 525 euro x 14 mesi (40 euro al mese). Ammazza che fico il prezzo, però ammazza che palle andare in palestra. Vabbè dai, per un anno ci sacrifichiamo, ci buttiamo in palestra e magari facciamo pure un po’ di addominali così buttiamo giù i fianchetti ereditati dal papy. Insomma sono convinta, vado, poi magari ci sarà qualche “corsetto” che posso frequentare e che mi piace. Insomma, VADO!

Entro e vedo che in una saletta saltano con la corda e stanno facendo “UNA LEZIONE”… mi avvicino alla porta e mi pare che si stanno a fare un “mazzo” tanto… Tra me e me ho pensato: “questi sono pazzi, chissà chi sono!”

Mi segno, pago, mi danno un foglio e mi dicono: “puoi fare tutto, leggi e ben arrivata!”

Leggo il fogli e vedo che c’è scritto “Kick Boxing”. Figo, mi piace… sarà tipo prepugilistica. Quand’è? Lunedì mercoledì e venerdì… allora vado (tanto andare in palestra mi rompe)… quindi vado eh, sono convinta!

Il lunedì successivo entro in quella stessa palestrina dove c’erano appunto i pazzi e scopro che il corso di Kick Boxing era proprio quello! Vabbè saltiamo la corda… era dai tempi della scuola elementare che non saltavo la corda: dire che ero ridicola è poco!

Totale persone: forse dieci. Totale donne: 3 (di cui 2 già veterane… e poi io)

Passa una settimana e quindi tre lezioni: corda, addominali, flessioni, piegamenti, squot, pesetti e roba del genere…

La lezione si articola così: prima riscaldamento (chiamamolo così, ma secondo me è più un “famose male”!), poi la parte tecnica: c’e’ un secondo istruttore che segue noi novizi: ci mette da una parte e ci inizia a spiegare i colpi: sinistro, destro, gancio e un altro che non ricordo come si chiama, poi calcio destro, calcio sinistro, combina uno, combina l’altro, unisci, fai la giravolta, falla un’altra volta, piega le gambe, gira il corpo, stringi i pugni, stretti i polsi. Insomma, manco sa chi sono, non sa un ca*** di me ma mi guarda e mi fa: “TE (pausa) NON COMBATTERAI MAI!”

Ieri torno in palestra perchè nonostante la pressione psicologica negativa la Patty continua: seeee, mica puoi dire a me “tu non combatterai mai” con quel tono. Sto str***.

Solito inizio massacrante: gambe, addominali, braccia, fiato, infarto.. e poi fa: “Mettetevi in coppia: combattiamo… anche i novizi!”

Tutti mettono guantoni, parastinchi, fascette e qualche altra protezione… Chiaramente io non ho NULLA: a mala pena mi hanno prestato dei guantoni enormi che mi si sfilano appena allungo il braccio. Ma va bene lo stesso: ha detto combattiamo e combattero’!!

Come ho detto prima siamo tre donne quindi una di queste mi si avvicina e mi fa: “Stai con me?”… Va bene, come posso dire di no!!!!

Iniziamo:

sinistro sinistro destro

poi

sinistro sinistro destro gancio

e poi

sinistro sinistro destro gancio e calcio

e poi

sinistro sinistro destro gancio calcio giravolta stinco e qualche altra cosa…

Le botte che ho preso manco ve lo racconto… e poi mi diceva: “Ma faccio piano, neanche ti sto toccando”… NO NO…

Poi mi fa: dai ora tocca a te!

sinistro sinistro destro

sinistro sinistro destro gancio

sinistro sinistro destro gancio e calcio

e il nostro combattimento è finito qui: L’HO STESA!

Chiaramente ho sbagliato qualcosa (è ovvio)… si è piegata in due dolorante al fianco destro e non ha più potuto combattere… Tutti ridevano esclusa me (e lei che non rideva per niente!) e dicevano: la fortuna del principiante!!!

E dentro di me pensavo: ecco, nessuno vorrà più combattere con me… alla fine aveva ragione l’istruttore!”

Emanuela:

“Solo per dirvi che io ieri sera ho cominciato il mio corso di prepugilistica martedì e giovedì: 1 ora e mezza articolata in:

30 minuti di riscaldamento dopo i quali ero completamente mezza… tipo miss maglietta bagnata;

30 minuti di tecnica: sinistro, destro, gancio ecc ecc;

25 minuti di combattimento: mettetevi in coppia… tutti con i guantoni, io l’ultima arrivata a mani nude… L’allenatore: uno con la faccia da pugile (avete presente gli occhi schiacciati, le labbra visibilmente modificate dall’attività, un corpo perfetto) mi dice: “Dai, io e te facciamo coppia oggi”.

E mentre io cominciavo a dare pugni lui diceva: forza, colpisci, sposta la spalla, mettici il peso del corpo. Dopo un po’ mi dice: “ma tu hai mai fatto prepugilistica?” e io: “no! mai…” e lui: “no perché sei coordinata e anche i colpi sono fluidi”.

Si finisce con 10 minuti di allungamento.

Stamattina mi sono svegliata con le nocche delle mani tutte viola…

Che dite? danza classica pure io??
eppure vi consiglio di starmi lontana… Ho scoperto quanto è bello picchiare a destra e a manca.

ADRIANAAA”

Foto: Clint Eastwood & Hillary Swank in “Million Dollar Baby” (2004).

Google e la luna 2.0

September 14th, 2007

Paperone verso la luna

Ieri a Santa Monica e’ stato presentato il Google Lunar X Prize. Si tratta di una trovata degna di Paperone ed Archimede: una gara per andare sulla luna. Il premio e’ di 30 milioni di dollari che saranno divisi tra il primo posto, secondo posto e premi minori.

Vince chi riesce a far allunare una astronave privata dalla quale esca un robot che faccia una passeggiata lunare di almeno 500 metri e trasmetta a terra video ed immagini. Se l’esplorazione dura meno di 500 metri ci si consola con il secondo premio. Inutile dire che tutte le immagini scattate verranno pubblicate immediatamente sul web.

Ed e’ tutto come in un videogioco, ci sono anche i bonus: esplorazione piu’ lunga di 5000 metri, scoprire ghiaccio, sopravvivere piu’ di 15 giorni o fotografare artefatti umani, come la celebre bandiera che e’ ancora li’.

Per iniziare ad orientarsi, nulla di meglio di Google Moon: noto strumento di ricerca e navigazione per la superficie lunare che proprio ieri e’ stato rinnovato con l’aggiunta di molte immagini.

Purtroppo c’e’ un po’ di fretta che potrebbe inficiare la partecipazione di una Yepa navicella: il concorso scade nel 2012.

Nuovo algoritmo per il ridimensionamento delle immagini

September 10th, 2007

Siggraph 2007 logo

Devo dire che e’ un po’ che non si vedeva qualcosa di nuovo nel mondo dell’editing di immagini. Parlo di qualcosa di concettualmente nuovo e non del solito nome altisonante per una funzione che esiste da quando esiste la computer grafica.

Ariel Shamir ha inventato un nuovo algoritmo di ridimensionamento delle immagini.

L’algoritmo, presentato qualche giorno fa al Siggraph 2007 di San Diego, permette il resize delle immagini in altezza o in larghezza eliminando i pixel meno significativi. Fino ad ora infatti l’operazione di scaling veniva effettuata eliminando intere righe o colonne di informazione.

Con questo nuovo algoritmo i pixel di un’immagine vengono dapprima ordinati per importanza, e poi eliminati via via che si restringe l’immagine. I risultati sono eccezionali per quanto riguarda i paesaggi. Per quanto riguarda i soggetti in primo piano e’ necessario attenuare l’effetto del filtro su particolari aree dell’immagine scelte dall’utente. E’ inoltre possibile accentuare la debolezza di alcune aree dell’immagine con ottimi risultati per quanto riguarda la cancellazione di particolari.

L’algoritmo funziona anche in modo inverso per aumentare la dimensione di un’immagine introducendo nuovi pixel in modo intelligente.

Il funzionamento viene spiegato molto bene in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=vIFCV2spKtg

A questo punto non resta che aspettare trepidanti un’implementazione da parte della comunita’ di sviluppatori di GIMP.

Grazie a Daniele Cogo per la segnalazione.

Come La Repubblica sceglie i nomi dei file

July 18th, 2007

Kazzone

A tutti e’ capitato di non sapere che nome dare ad un file. Tipicamente il nome dovrebbe descrivere sinteticamente il contenuto del file. Ma come fare quando si inizia ad avere una gran mole di documenti che hanno tutti contenuto simile? Gli informatici usano spesso “pippo” e “pluto”. Di solito si tratta di test che possono essere cancellati in seguito.

Poi ci sono i tipi analitici: pensano di poter scrivere tutto cio’ che pensano nel nome di un file. Allora ci sono cose come articolo-interessante-modificato-dopo-il-15-luglio-attenzione-ricordarsi-di-riguardarlo.

Come spesso accade La Repubblica decide di stupirci. Cosi’ ecco il file Kolazione che parla di smartphone, il fantastico Aiteck che, guarda caso, parla di Hi-Tech, il file Krepa che parla di Second Life.

Per non parlare di Fusillo che parla di Palazzetti, Trenette che parla di aiuti al Veneto, Er Barone che parla di Sky.

E cosa dire del filone pescivendolo? C’e’ Orata che parla di zaini e sacchi a pelo, Branzino che parla di Allen Cox, Nasello che parla di maglieria, Salmone di Miniconf e Sardina e Sogliola che parlano rispettivamente di H&M e Miss Bikini.

Ma la gaffe arriva quando viene chiamata Fetente la Home Depot e quando viene dato del Kazzone a Paolo Bertoluzzo, direttore generale di Vodafone Italia. Quest’ultimo articolo e’ stato almeno rinominato dopo circa un’ora di presenza on line.

Nella scelta dei nomi dei file il piu’ grave scivolone fu fatto dalla televisione della svizzera italiana che chiamo’ “Speciale_sera_frocetti” un servizio sulle “unioni registrate” (una specie di DICO svizzere). La RTSI poi si scuso’ parlando di “inaccettabile titolazione”.

Grazie a Maurizio Codogno per la segnalazione.

HOWTO - Post su WordPress da SMS

July 12th, 2007

In bici in Irlanda

Francesco e’ andato a fare un viaggio in Irlanda in bicicletta. Prima di partire mi ha chiesto come poteva aggiornare da li’ il suo blog RuoteGrasse con un cellulare. La soluzione e’ stata di usare gli SMS.

Per fare questo bisogna usare un gateway sms to email e la possibilita’, offerta da WordPress, di pubblicare via email. Per quanto riguarda il gateway, ne ho trovato uno che non richiede alcuna registrazione da parte del mittente. Per mandare un sms ad un indirizzo di email basta spedirlo al numero: +447766404142.

Il formato dell’SMS da inviare e’ il seguente:

indirizzo@yepa.com Ciao, questo e' il messaggio!

Unica pecca: non e’ possibile inviare SMS multipli (piu’ SMS che si concatenano per formarne uno di piu’ di 180 caratteri).

Veniamo alla procedura:

1. Creare una casella di mail apposta per l’operazione. Attenzione al nome che si sceglie perche’ ogni cosa mandata a questa casella verra’ postata sul blog. Meglio quindi scegliere un nome strano, che sembri una password, tipo ehc6w3g@yepa.com

2. Andare sul pannello di controllo di Wordpress. Fare click su opzioni => scrittura e inserire server, indirizzo e password della email appena creata.

3. Aggiungere nel crontab del server la seguente riga:

*/5 * * * * wget http://blog_url/wp-mail.php

4. Mettere in

/etc/mail/smrsh

il seguente programmino (che ho chiamato filter.pl):

#!/usr/bin/perl
undef $/;

$_ = <>;
s/A Message was received from the mobile number.*nn(.*)nn//g;
$mess = $1;
s/Subject: Message sent from mobile .*n/Subject: $messn/g;
($utile,$inutile) = split /If you want to send emails from your mobile, send a messa/;

print $utile;

Il filtro inserisce il testo dell’SMS nel titolo del post. E’ possibile modificarne il comportamento per inserire il testo dell’SMS nel testo del post ed aggiungere un titolo generico come: “SMS mandato dall’Irlanda”

5. Dare al programmino i permessi giusti:

chmod 775 filtro.pl
chown root:smmsp filter.pl

6. Aggiungere le seguenti righe in /etc/aliases:

#Francesco da remoto
ehc6w3g:  "|/etc/mail/smrsh/filtro.pl >>/var/spool/mail/ehc6w3g ; exit 0"

7. Lanciare newaliases e reload di sendmail

A questo punto non resta che andare in giro per il mondo ed aggiornare il proprio blog semplicemente con un SMS.

Se tutto questo vi sembra troppo complicato, allora potete mandare una mail a info@yepa.com e chiedere a Yepa uno spazio web (il disclaimer mi pare superfluo).

Photo credit: Cincinnato

Esame di maturita’

June 20th, 2007

Scuola

Questa mattina mezzo milione di ragazzi ha consegnato il tema di Italiano, prima prova dell’esame di maturita’. Sapevano che se non si fossero presentati sarebbero stati bocciati. La stessa cosa non si puo’ dire dei professori.

Pare infatti che gli insegnanti non siano contenti di essere l’unica categoria che ha 3 mesi di vacanze e che, anche quando non e’ in vacanza, passa in aula la bellezza di 18 ore a settimana.

Cosi’, quando questi stacanovisti dell’insegnamento vengono chiamati per fare i commissari esterni per l’esame di maturita’, decidono che hanno preso tutti insieme l’influenza.

Secondo il ministero, il 22% dei commissari ha mandato un certificato medico. Credo non si tratti di un’epidemia improvvisa, ma di classico fenomeno di italico fancazzismo.

Si dice che la scuola debba essere anche una scuola di vita. Ringrazio questi professori per aver mostrato con il loro buon esempio come funziona il nostro Paese. Chissa’, magari fra questi c’e’ anche chi insegna educazione civica. Una vera barzelletta.

Magari non c’entra nulla, ma sappiate che un professore, per fare il commissario esterno in una scuola a piu’ di 100 km da casa, riceve 3.181 euro.

Foto credit: @LupinThe3rd

Ordine dei Giornalisti - Mamma li turchi

June 18th, 2007

Defacing Ordine dei Giornalisti

Vorrei parlare dell’Ordine dei Giornalisti.

Di come in Italia per scrivere su un giornale bisogna essere iscritti ad un ordine. Del fatto che non ci siano situazioni analoghe in nessun Paese del mondo. Di come si tratti di una di quelle strutture che difendono interessi corporativi di pochi a scapito della collettivita’. Del fatto che l’obbligo di iscrizione all’ordine sia contrario alla nostra costituzione e di come Einaudi cinquanta anni fa diceva gia’ queste cose. Di come, in pieno stile da italico ordine professionale, l’ordine sia caratterizzato da esami di ammissione truccati, raccomandazioni, praticanti e praticantati, vertici politicizzati.

Ma queste sono cose che tutti sanno e che solo qualcuno prova a cambiare.

E non ho voluto sottolineare svarioni e gaffe divertenti come questa: il TG1 del 9 giugno scorso convinto che lo Space Shuttle sia esploso con 7 astronauti a bordo. Salvo poi dire che “purtroppo non e’ accaduto”.

Insomma che l’ordine dei giornalisti non serva a nulla lo sappiamo tutti. Tutto questo non fa notizia.La notizia e’ invece che il sito dell’Ordine dei giornalisti e’ spento da sabato.

Per vedere cosa sia successo basta andare alla pagina degli esami (http://www.odg.it/esami/main.asp): troviamo un guerriero turco con un’esplosione sullo sfondo.

Il fatto che un sito subisca un defacing puo’ capitare. Il fatto che per tre giorni (e chissa’ quanti ancora) nessuno abbia risolto il problema e’ assurdo. Del resto non possiamo pretendere nulla: basta vedere l’indirizzo per scoprire che il sito usa le ASP.

Lasciatemi dunque godere del fatto che l’arroganza di un italico ordine professionale sia ridotta al silenzio per qualche giorno.

Grazie a downloadblog per la segnalazione ed all’anonimo turco per aver reso, forse senza saperlo, un buon servizio agli Italiani.

HOWTO - Biscotti al cocco

June 11th, 2007

Biscotto al cocco

Fare i biscotti al cocco e’ molto semplice. L’unico ingrediente che dovrete comprare e che non avete gia’ in cucina e’ la farina di cocco. Non ascoltate chi vi parla di usare il lievito, di tostare preliminarmente la farina di cocco o di usare tempi di cottura di pochi minuti.

Per quanto riguarda il copyleft, ho cercato una licenza apposita per le ricette ma non l’ho trovata, cosi’ ho scelto per la GPL.

Ho fotografato tutte le fasi.

Tempo necessario: circa 15 minuti per la preparazione e 45 minuti per la cottura.

Ingredienti per 18 biscotti:

  • 2 uova
  • 160 grammi di farina di cocco
  • 4 cucchiai di farina
  • 125 grammi di zucchero
  • 110 grammi di burro

Procedura:

Licenza: questa ricetta e’ distribuita sotto la General Public License (GPL) dove per codice sorgente si intende la ricetta e per binary code i biscotti che potete trarne. In pratica questo vuol dire che:

  • se fate i biscotti e li mangiate non c’e’ nessun problema
  • se fate i biscotti e li distribuite in qualunque forma (li portate ad una festa, li usate per una cena, li producete in gran quantita’) dovete distribuire anche una copia della ricetta contenente questa nota (anche un link a questa pagina va bene)
  • se distribuite una versione modificata di questa ricetta o se basate un altro piatto su questi biscotti dovete mantenere questa nota.