E, soprattutto, non corrompete i nostri ragazzi

Je Suis Charlie

Oggi tutti dicono #JeSuisCharlie. Ma cosa vuol dire? Per farvi un’idea ecco cosa scriveva François Cavanna, cofondatore del Charlie Hebdo. Il libro da cui e’ estratto questo brano non fu mai pubblicato in Italia.


Dico a voi!

Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli induisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni,

quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini,
quelli che cuciono la passerina alle bambine,
quelli che pregano ginocchioni,
quelli che pregano a quattro zampe,
quelli che pregano su una gamba sola,
quelli che non mangiano questo e quello,
quelli che si segnano con la destra,
quelli che si segnano con la sinistra,
quelli che si votano al diavolo perché delusi da Dio,
quelli che pregano per far piovere,
quelli che pregano per vincere al Lotto,
quelli che pregano perché non sia Aids,
quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle,
quelli che non pisciano mai controvento,
quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,
quelli che lapidano il capro espiatorio,
quelli che sgozzano le pecore,
quelli che sperano di sopravvivere nei loro figli,
quelli che sperano di sopravvivere nelle loro opere,
quelli che non vogliono discendere dalla scimmia,
quelli che benedicono gli eserciti,
quelli che benedicono le battute di caccia,
quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Tutti voi
che non potete vivere senza un Papà Natale
e senza un Padre castigatore,

tutti voi
che non potete sopportare di essere altro
che dei vermi di terra con un cervello,

tutti voi
che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra tutti voi,

voi, oh tutti voi,

NON ROMPETECI I COGLIONI

Fate i vostri salamelecchi nel segreto della vostra capanna, chiudete bene la porta e, soprattutto, non corrompete i nostri ragazzi.

Non rompeteci i coglioni, cani!

François Cavanna, cofondatore del Charlie Hebdo

#JeSuisCharlie

UPDATE (10 maggio 2015): Questo articolo e’ stato il piu’ visto e condiviso del blog. Di questo vi ringrazio. A distanza di qualche mese non rimane nulla di quella ondata straordinaria di attenzione alla difesa della liberta’ di parola. I miei contatti, che per caso avevano condiviso il cartello “Je Suis Charlie”, lo hanno levato in fretta quando, leggendo il post, hanno capito cosa volesse dire. Tanti altri hanno condiviso l’articolo leggendone solo il titolo e pensando che i “coglioni” fossero gli islamici. La distanza dell’uomo comune da temi che riguardano la difesa dei diritti naturali, come la liberta’ di parola, resta siderale. Modifico il titolo in qualcosa che, forse, puo’ essere compreso da tutti, e che riguarda la vita di tutti i giorni.

Margaret Thatcher

Una delle grandi discussioni del nostro tempo riguarda quanto del vostro denaro debba essere speso dallo Stato e quando voi dobbiate invece mantenere e spendere per la vostra famiglia.

Non dimentichiamoci mai questa verità fondamentale: lo Stato non ha altre fonti di denaro se non nel denaro che la gente ha guadagnato per sé.

Se lo Stato intende spendere di più lo può fare soltanto prendendo in prestito i vostri risparmi o tassandovi di più.

Non è un buon ragionamento ritenere che sarà qualcun altro a pagare: quel qualcun altro siete voi. Il denaro pubblico non esiste, esiste soltanto il denaro del contribuente.

La prosperità non giungerà attraverso l’invenzione di programmi di spesa pubblica più numerosi e sostanziosi. Non diventerete più ricchi ordinando un altro libretto d’assegni alla banca.

Nessuna nazione è mai diventata più ricca tassando i suoi cittadini oltre la loro possibilità. Abbiamo il dovere di assicurarci che ogni singolo penny che raccogliamo con le tasse sia speso bene e saggiamente, perché è il nostro partito che oggi si è dedicato a far bene le faccende domestiche.

Scommetterei tranquillamente che se Mr. Gladstone fosse vivo oggi, farebbe domanda per entrare nel Partito Conservatore.

Proteggere il portafogli del contribuente, proteggere i servizi pubblici: questi i nostri due grandi obiettivi e le loro richieste vanno conciliate.

Come sarebbe bello, come sarebbe popolare, poter dire: “Spendiamo di più qui, espandiamo ancora di là”. Ovviamente ognuno ha le sue cause preferite, io so di averne. Ma poi qualcuno deve far tornare i conti. Ogni azienda deve farlo, ogni casalinga deve farlo, ogni governo deve farlo, e questo governo lo farà.

Non sei democratico!

In questa campagna elettorale è stato evidente, più che non in altre, che pochi sanno veramente cosa sia la democrazia.

Un esempio riguarda il dibattito televisivo. Secondo alcuni dire che lo si vuol fare solo con chi ha qualche possibilitá di guidare il paese non è democratico. Secondo altri dire che proprio non lo si vuol fare con nessuno, non è democratico. La verità è che fare o non fare, o fare con chi vuoi, un certo dibattito non ha nulla a che fare con la democrazia. Se io sono il capo di un partito e quella sera voglio andare a cena con mio cugino perché è indeciso, posso farlo. E prendere il voto di mio cugino è democratico quanto prendere quello di chi guarda la TV. Se voglio, udite udite, posso anche andare in piazza a urlare a una milionata di persone, e non faccio nulla di poco “democratico”.

Un altro esempio del malo uso del termine “democratico” riguarda il rispondere o meno alle domande dei giornalisti. Ho sentito dire che se non rispondo a un certo tizio che mi chiede una cosa (tipicamente domande intelligentissime), allora non sono democratico. E chi più ne ha più ne metta. Le dieci domande, che, se uno non risponde, allora non è democratico. Le venti domande che se non rispondi non sei democratico. Le domande che se non rispondi in TV non sei democratico e via dicendo. Poco conta che risponda tutti i giorni a centinaia di persone normali, cittadini e votanti. Se non rispondo ad uno che è iscritto ad un certo ordine (fondato da Mussolini), allora non sono democratico.

Altro caso fantastico riguarda cosa fai a casa tua. In questo caso ti dicono che non sei democratico se non inviti a cena questo o quello. Ma mi pare chiaro che a casa mia invito chi pare a me, e non gli amichetti di questo o di quello. Ieri sera, ad esempio, Beppe Grillo ha deciso di far entrare nel retropalco alcuni giornalisti e non altri (guarda caso quelli che non potevano entrare erano quelli iscritti al solito ordine, fondato sempre da Mussolini). Apriti cielo. Non è democratico. Tutto quello che diceva ieri Beppe Grillo, veniva sparato su youtube e lo vedevano decine di migliaia di persone; cosa c’entrerà mai con la democrazia far entrare uno o l’altro nel backstage? Se aggiungiamo che quelli che sbraitano perché non potevano entrare, non sono pagati dai loro lettori con i soldi delle copie che vendono, ma dai soldi delle nostre tasse, il quadro è completo.

Passiamo ad un argomento veramente spinoso. Decidere chi comanda in casa mia. Mi pare chiaro che in casa mia decido io. Ebbene no. I sedicenti democratici pretendono di dire cosa devo fare anche in casa mia. Quindi, secondo loro, non solo devo invitare a cena chi dico io, ma devo anche decidere insieme a loro chi partecipa e chi comanda. Quindi se faccio l’associazione politica, che so, “logaritmo in base dieci di mille” in cui può entrare solo chi sa cosa sia il logaritmo, allora non sono democratico.

(Incidentalmente ricordo che il logaritmo viene insegnato alle scuole medie e, mentre una professoressa ci spiegava cosa fosse, nell’aula accanto facevano leggere ai poveri alunni di un ramo del lago di Como di cui al mondo non frega un beato, in un’altra aula provavano a illustrarci i rudimenti di una lingua che non si parla più da un migliaio di anni e in qualche altra classe spiegavano cosa fosse democrazia. A questo punto non fatico a capire perché nessuno sappia cosa sia democratico e cosa no.)

Veniamo a noi. Qualcuno potrebbe ribaltare il discorso e chiedere a me cosa sia democrazia. Ecco la mia risposta: il 19 aprile del 1993 venne fatto un referendum. La domanda era “Vuoi dare i tuoi soldi ai partiti politici?”. Immaginate la risposta? Non serve troppa immaginazione. Un sonoro “vaffa” risuonó in tutto il paese e 31 milioni 225 mila 867 Italiani votarono per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti.

A questo punto quale sarebbe l’unica vera cosa democratica da fare? Abolire immediatamente il finanziamento pubblico ai partiti, o qualunque nuovo nome gli abbiano dato.

Oggi no. Proprio quando sembra che qualcuno si voglia far eleggere dicendo che eliminerà il finanziamento pubblico ai partiti (Grillo, Renzi, Berlusconi, Maroni e altri), un partito decide che vuole che quel finanziamento rimanga. E (qui risate) indovinate un po’ come si chiama quel partito? Partito Democratico. Incredibile. Aggiungo che tutti quelli che in questo periodo volevano spiegare a me cosa fosse o meno democratico, poi mi dicevano che intendevano votare proprio per il partito “democratico”.

In fondo tutto questo non è del tutto strano: quanti ricordano quale delle due Germanie si faceva chiamare “democratica”?

Cher tunisien, mais où diable vas-tu?

(Testo italiano qui.)

Cher tunisien, j’ai entendu dire que certains de vos compatriotes, fous, ont décidé d’entreprendre un voyage périlleux et coûteux pour venir ici en Italie.

Si jamais une idée similaire te traverse l’esprit, sache que c’est une grosse erreur. Je connais ta terre et malheureusement, je connais aussi la mienne.

Tu me diras que tu fuis un pays avec un PIB moyen de 9 mille dollars par habitant, tandis qu’il est d’environ 29 mille ici. Ce qui signifie qu’en moyenne, tu gagnes le tiers de ce que gagne un italien. Eh bien, c’est pourquoi je viens, diras-tu. Là, tu as tort.

Tu voudras aussi manger. Sache que le pain ici coûte plus de trois fois ce que ça te coûte. Alors, ça te revient moins cher côté revenu. Toutefois, la question ne s’en arrête pas là, elle est beaucoup plus singulière. Sache qu’ici, il y a une loi qui protège une corporation. Apprends à penser comme nous, il y a une corporation pour chaque chose et cette corporation doit défendre ses propres membres contre les “griffes du marché”. Les dirigeants italiens ont une vraie passion pour les corporations. Quoi qu’il en soit, retournons-en à nous. Sache que chez nous, la loi oblige celui qui vend du pain à rester fermé aussi bien à l’heure du déjeuner, qu’à l’heure du dîner.

Etant donné que les boulangers sont fermés à l’heure du déjeuner, mettons que tu es là peu de temps après, tu voudras t’en aller pour prendre une pizza avec des amis. Tu découvriras qu’elle coûte neuf fois ce qu’elle coûtait à Tunis (puis en termes de pizzas, tu es trois fois plus riche).

Ok, ce soir, tu décides de rester à la maison. Disons que tu veux regarder une partie de football. Sache qu’ici tu dois payer une taxe de 100 euros/an qui vont à une télévision d’”Etat” qui ne te fera point voir la partie de football.

Pour t’abonner à une télévision qui te fait voir la partie de football, tu dois dépenser beaucoup plus. Qu’est-ce que tu dis? Chez toi la télé est gratuite? Tu n’es pas fan? Par contre, tu pourras regarder le Festival de la Chanson Italienne. Comment tu dis? Tu ne t’en soucie guère. Tant mieux pour toi, parce que même si tu te souciais de quelque chose, sache que les résultats sont truqués.

Oublie la télévision, tu passes beaucoup de temps devant l’ordinateur. Sache qu’ici, uniquement pour posséder un écran de PC, tu dois payer la taxe dont je t’avais parlé. Qu’est-ce que tu dis? C’était une taxe sur la télévision et non pas sur le net? Laisse tomber. Retour à internet, chez nous, quelques années auparavant, un charlatan est passé et qui a dit que personne ne pouvait accéder à une connexion wifi gratuite. Le plus drôle, c’est que tu ne réussiras jamais à croire que ses successeurs lui avaient donné raison. Cette année, ils ont finalement permis à chacun d’avoir un routeur sans mot de passe, mais les Italiens ne le savent pas. Donc si tu ne payes pas, tu ne peux pas te connecter à internet. Comment tu dis? Tu pensais te connecter à internet en payant? Tu commettrais une grande erreur, car ici, une connexion défaillante t’arrive après cinq mois et peut te coûter jusqu’à 50 € /mois.

Ok, assez de ces choses, disons que tu fais autre chose. Laissons tomber la pizza, le football, la télé et l’internet. Ce soir, tu veux aller au cinéma? Chez toi, ça coûte 2 dollars et quelque chose. Chez nous par contre, les hommes politiques ont établi qu’ils veulent offrir l’argent à leurs amis qui font semblant de faire du cinéma. C’est à nous donc de payer nos films que personne ne regarde, et qui sont produits à peine par quatre amis et proches. Qu’est-ce que tu dis? Tu regardes des films américains? Nous aussi, mais cela signifie que nous devons tous payer la redevance. Compte tenu de cette nouvelle taxe, le coût du billet est 5 fois celui que tu dépenses. Ce qui signifie que même par rapport à tes revenus, regarder un film en Tunisie coûte beaucoup moins qu’en Italie.

Bon, assez de ces activités à l’intérieur. Elles me semblent peu saines. Disons que, comme moi, tu as la passion pour la mer, au fond, ton pays est sur la mer comme le mien. Le vendredi matin, tu prendrais une petite barque avec quelques amis et tu irais pêcher. Ici, tu ne peux pas. Il faut une chose qu’ils appellent patente nautique. Comment tu dis? Ce n’est pas le cas chez vous, il suffirait de prendre les cannes à pêche et aller à la mer? Bon bah, ce n’est pas mal, avec quelques mois d’apprentissage tu prendrais le permis nautique aussi. Comment tu dis? Tu portes des lunettes? Alors, je suis désolé, mais pour aller à la pêche, n’en parlons pas. Si tu veux, tu pourrais t’asseoir sur une berge du Tibre et pêcher quelques mulets. Qu’est-ce que tu dis? Qui est-ce qui peut t’empêcher d’aller à la mer, la mer est à tous? Justement, je sais que tu t’es trompé de pays.

Ok, assez parlé de choses ludiques. Pensons aux choses sérieuses. Imaginons un instant que tu aies résolu la manière de manger, d’aller au cinéma et de naviguer sur internet. Tu devras avoir également un endroit pour appeler la maison. Un loyer d’un petit appartement au centre de Tunis peut coûter 200 €/mois. Multiplié par trois (toujours en tenant compte du revenu par habitant), ce sont 600 €/mois. Essaie de chercher le même appartement au centre de Rome. Bonne chance!

Très bien, pourquoi le centre, tu décides de prendre une maison un peu en dehors de la ville: je sais, à Sacrofano. En fin de compte, tu habitais à Carthage, à 20 km du centre de Tunis, et le train que tu prenais chaque matin n’était pas un problème. Un matin, j’ai pris ce train que tu prends chaque matin: il vaut mieux que je te dise tout de suite que je suis resté stupéfait parce qu’il était propre, ponctuel et pas cher. Sache que si jamais tu prendrais le train de Sacrofano, ça sera pour toi un vrai choc. Comment tu dis? Là-bas à Tunis, tu n’habites pas à côté de la station? Il me semble que c’est normal. Comment vas-tu à la station? En vélo? Héhéhé hahaha. Sache qu’ici, tu dois l’avaler le vélo avant de monter dans le train, parce que ce n’est pas autorisé.

Eh bien, admettons par l’absurde que tu réussisses à surmonter tous ces problèmes. Tu devras aussi travailler pour vivre. Tu es quelqu’un d’entreprenant et tu peux faire beaucoup de choses. Comme je te le disais, nous avons une corporation pour chaque chose. Tu ne peux tout simplement pas faire un métier. Il y a toujours une corporation qui protège ceux qui font ce travail et qui ne le fera pas faire pour toi. Si tu n’as pas différents permis et licences, tu ne peux absolument rien faire. Qu’est-ce que tu dis? Au pire des cas, tu te mets à cultiver la terre. Désolé, mais tu n’as vraiment pas compris ce que je suis en train de dire. Autour de toi, tous prétendront cultiver la terre, mais ils ne se feront pas l’argent en vendant ce qu’ils cultivent, mais plutôt en remplissant des formulaires de la communauté européenne. Tu ne comprends pas? Je t’explique mieux. Chez toi, vous les appelez agriculteurs, pêcheurs et autre. Ici, par contre, ils s’appellent conseillers commerciaux.

Tu veux mettre en place une petite entreprise? C’est beau d’entendre des personnes entreprenantes, capables de générer des richesses et des emplois. Sache que tu passeras ton initiative par derrière la bureaucratie, étant donné que l’Italie est le pays du monde où un entrepreneur doit passer le plus d’heures à pourchasser les bureaucrates.

Bon, disons qu’avec un peu d’indulgence (ici il y’en a toujours), tu réussis à devenir un “citoyen italien”. Belle motion, mes compliments! Tout juste auparavant, tu ne devais rien au moins, dès à présent, tu dois environ 3000 € à quelqu’un. Ils ne t’ont encore pas dit à qui, ça c’est un long discours. Sache que pour le moment, ta dette s’accroît de jour en jour et que tôt ou tard, tu auras quelques frais à payer et ils réussiront à te faire restituer ce que tu dois.

Tu me diras que les choses vont changer avec le temps et qu’ici, en Italie, ce sera toujours mieux et que là-bas, en Tunisie, ce sera toujours pire. Encore une fois, tu te trompes, mais vraiment pour de gros. En fait, tu dois savoir que dans ton pays, le PIB se développe à un rythme que nous n’imagions même pas ici. Tu sais que l’Italie, durant les dix dernières années, est le pays qui s’est développé le moins de l’ensemble de la planète (en réalité, le dernier du classement est Haïti, nous sommes à peine avant-derniers). Tu n’as pas bien compris peut-être: pour être plus clairs, cela signifie que si jamais tu auras des petits-enfants, ces derniers seront beaucoup plus riches en Tunisie qu’en Italie.

Comment tu dis? Tout cela ne te suffit pas, ce que tu cherches vraiment est la liberté? Alors tu t’es trompé de pays. Chez vous, vous-êtes en train de réécrire la constitution et vous êtes assez intelligents pour ne pas mêler des socialistes et des prêtres locaux (et je sais que toi qui lis ces lignes, tu ne serais jamais aussi fou pour te fier aux uns ni aux autres), vous serez plus libres que nous. Ici, chez-nous, tous célèbrent les 150 ans de l’unification de l’Italie, alors que personne n’a fêté les 150 ans de la république romaine en 1999. Je ne comprends pas pourquoi.

Tu ne veux pas pontifier d’inepties? Mieux vaut rester terre à terre et parler de vraie liberté, celle qui est pure et simple? Alors je te dirai que chez nous, existe quelque chose qui s’appelle: “détention provisoire”, qui durait jusqu’à huit années. Ce qui signifie que tu peux rester en prison jusqu’à huit ans sans procès. Il y a quelques années, ils se sont rendu compte que les magistrats, trop occupés à essayer d’envoyer en prison un individu en particulier, ne travaillent pas beaucoup, quelqu’un a décidé donc que cette limite de huit ans “n’est pas obligatoire”. Tu sais ce que cela signifie? Que tu peux te retrouver en prison et rester à jamais sans procès.

Comment tu dis? Tu voulais embarquer en Italie pour prendre le premier train direct pour la France, l’Allemagne ou les Pays-Bas? Bon sang! Tu pouvais le dire avant, alors tu fais très bien! Rendez-vous à Berlin, Amsterdam, Paris ou Londres dès que possible.

Photo credit: Noborder network.

Traduction: Olive2Tun.

Caro Tunisino, dove cacchio vai?

UPDATE: Texte en français ici.

Caro Tunisino, ho sentito che alcuni tuoi connazionali, insani di mente, decidono di intraprendere un viaggio pericoloso e costoso per venire qui in Italia.

Sappi che, se mai ti e’ passata per la testa un’idea simile, si tratta di un grosso errore. Conosco la tua terra e purtroppo conosco anche la mia.

Mi dirai che fuggi da un paese con un PIL pro capite medio di 9 mila dollari, mentre qui e’ di circa 29 mila. Questo vuol dire che in media guadagni un terzo di un Italiano. Bene, dirai tu, per questo vengo. Qui ti sbagli.

Vorrai pur mangiare. Sappi che qui il pane costa molto piu’ del triplo di quanto costa a te. Quindi da te, relativamente al reddito, costa meno. Ma il punto non e’ solo questo, ma e’ molto piu’ singolare. Sappi che qui c’e’ una legge che tutela una corporazione. Impara a ragionare come noi, c’e’ una corporazione per ogni cosa e questa corporazione deve difendere i propri associati dalle “grinfie del mercato”. I governanti italiani hanno una vera passione per le corporazioni. Comunque torniamo a noi. Sappi che da noi chi vende pane e’ costretto per legge a stare chiuso sia all’ora di pranzo che all’ora di cena.

Visto che i panettieri sono chiusi quando si mangia, diciamo che, dopo un po’ che sei qui, vorrai andarti a prendere una pizza con amici. Scoprirai che costa nove volte quanto costava a Tunisi (quindi li’, in termini di pizze, sei tre volte piu’ ricco).

Ok, questa sera decidi di restare a casa. Poniamo che tu voglia vedere la TV per vedere una partita di calcio. Sappi che qui devi pagare una tassa strana di 100 euro/anno che vanno ad una televisione “di stato” che la partita non te la fa mica vedere. Per abbonarti ad una televisione che ti faccia vedere anche la partita, devi spendere molto di piu’. Come dici? Da te la TV e’ gratis? Non sei tifoso? In compenso potrai vedere il Festival della Canzone Italiana. Come dici? Non te ne frega nulla. Meglio per te, perche’ se anche ti importasse qualcosa sappi che i risultati vengono truccati.

Lasciamo perdere la TV, passi molto tempo davanti al PC. Sappi che qui solo per possedere uno schermo del PC devi pagare la tassa di cui ti parlavo. Come dici? Era una tassa sulla TV e non sul web? Lascia perdere. Tornando al web, da noi anni fa’ e’ passato un cialtrone che ha detto che nessuno poteva accedere ad una connessione wifi gratuita. La cosa simpatica, che non riuscirai mai a credere, e’ che i suoi successori gli hanno dato ragione. Quest’anno finalmente hanno permesso a chiunque di avere un router senza password, ma gli Italiani non lo sanno. Insomma se non paghi non ti puoi collegare al web. Come dici? Pensavi di collegarti al web pagando? Commetteresti un grande errore, infatti qui una connessione, malfunzionante, ti arriva dopo cinque mesi e puo’ costare anche 50 euro/mese.

Ok, basta con queste cose, diciamo che fai altro. Lasciamo perdere pizza, TV, calcio, web. Questa sera vuoi andare al cinema? Da te costa 2 dollari e qualcosa. Invece da noi i politicanti sono fissati che vogliono regalare soldi ai loro amici che fanno finta di fare cinema. Quindi dobbiamo pagare noi i film, che nessuno vede, prodotti appunto da quattro amici e parenti. Come dici? Vedi film americani? Anche noi, ma che vuol dire, la tassa la devono pagare tutti. Tenendo conto anche di questa nuova tassa il costo del biglietto e’ 5 volte quello che spendi tu. Il che vuol dire che, anche relativamente al tuo reddito, vedere un film in Tunisia costa molto meno che in Italia.

Va bene, basta con queste attivita’ al chiuso. Mi sembrano poco salutari. Diciamo che, come me, sei appassionato di mare, in fondo il tuo Paese e’ sul mare come il mio. Il venerdi’ mattina, con qualche amico, prendevi una piccola barca e andavi a pescare. Qui non puoi. Serve un coso che chiamano patente nautica. Come dici? Da voi no, bastava prendere le canne da pesca e uscire in mare? Va beh, poco male, con qualche mese di studio prenderai anche la patente nautica. Come dici? Porti gli occhiali? Allora mi dispiace, ma di andare a pesca non se ne parla proprio. Se vuoi puoi sederti su un argine del Tevere e pescare qualche cefalo. Come dici? Chi ti puo’ impedire di andar per mare, il mare e’ di tutti? Mi sa che stai proprio sbagliando Paese.

Ok, basta parlare di cose ludiche. Pensiamo alle cose serie. Per un attimo immaginiamo che tu abbia risolto come mangiare, andare al cinema, navigare sul web. Dovrai pure avere un luogo da chiamare casa. Un affitto di un piccolo appartamento nel centro di Tunisi puo’ costare 200 euro/mese. Moltiplicato per tre (tenendo sempre conto del reddito pro capite), sono 600 euro/mese. Prova a cercare lo stesso appartamento nel centro di Roma. In bocca al lupo.

Va beh, perche’ mai al centro, decidi di prendere una casa un po’ fuori citta’: che so, a Sacrofano. In fondo tu abitavi a Cartagine, a 20 km dal centro di Tunisi, e il treno che prendevi ogni mattina non era un problema. Una mattina io ho preso quel treno che prendi ogni mattina: meglio che ti dica subito che sono rimasto stupito per quanto fosse pulito, puntuale e poco costoso. Sappi che se mai prenderai il treno da Sacrofano, per te sara’ un vero choc. Come dici? Li’ a Tunisi non abiti proprio accanto alla fermata? Mi sembra naturale. Come vai alla stazione? Con la bicicletta. Uauauauahahaha. Sappi che qui la bicicletta la devi ingoiare prima di salire sul treno perche’ non e’ permessa.

Bene, poniamo per assurdo che tu riesca a superare tutti questi problemi. Dovrai pur lavorare per vivere. Sei un tipo intraprendente e puoi fare tante cose. Come ti dicevo noi abbiamo una corporazione per ogni cosa. Non puoi semplicemente fare un mestiere. C’e’ sempre una corporazione che protegge chi fa quel lavoro e che a te non lo fara’ fare. Se non hai permessi e concessioni varie non puoi fare proprio nulla. Come dici? Alle brutte ti metti a coltivare la terra. Scusa, ma proprio non hai capito cosa sto dicendo. Intorno a te tutti faranno finta di coltivare la terra, ma non faranno i soldi vendendo cio’ che coltivano, bensi’ riempiendo moduli della comunita’ europea. Non capisci? Ti spiego meglio. Da te li chiamate agricoltori, pescatori e altro. Qui invece si chiamano solo commercialisti.

Vuoi mettere su una piccola azienda? E’ bello sentire persone intraprendenti, capaci di generare ricchezza e posti di lavoro. Sappi che questa tua intraprendenza la passerai dietro alla burocrazia, visto che l’Italia e’ il paese al mondo dove un imprenditore deve passare piu’ ore a inseguire i burocrati.

Va beh, diciamo che con qualche sanatoria (qui ce ne sono sempre), riesci a diventare “Cittadino Italiano”. Bella mossa, i miei complimenti. Subito prima almeno non avevi nulla, dal momento dopo devi circa 30000 euro a qualcuno. Ancora non ti hanno detto a chi, questo e’ un discorso lungo. Per il momento sappi che il tuo debito cresce di giorno in giorno e che prima o poi arrivera’ qualche tassa e riusciranno a farti restituire quanto devi.

Mi dirai che le cose cambieranno con il tempo e che qui in Italia si stara’ sempre meglio e li’ in Tunisia sempre peggio. Ancora ti sbagli, ma proprio di grosso. Infatti devi sapere che nel tuo paese il PIL cresce a ritmi che qui neanche immaginiamo. Lo sai che l’Italia, negli ultimi dieci anni, e’ il paese che e’ cresciuto meno di tutto il pianeta (in realta’ l’ultimissimo e’ Haiti, noi siamo penultimi). Forse non hai capito bene: per essere piu’ chiari, vuol dire che se mai avrai dei nipoti, questi saranno molto piu’ ricchi in Tunisia che in Italia.

Come dici? Tutto questo non ti basta, quello che veramente cerchi e’ la liberta’? Allora hai sbagliato Paese. Da voi state riscrivendo la costituzione e se siete abbastanza furbi da non mettere i mezzo socialisti e preti locali (e so che tu che leggi queste righe non saresti mai cosi’ pazzo da fidarti ne’ degli uni ne’ degli altri), sarete molto piu’ liberi di noi. Qui da noi tutti festeggiano i 150 anni dall’unita’ d’Italia, mentre nessuno ha festeggiato i 150 anni dalla Repubblica Romana nel 1999. Io non capisco perche’.

Non vuoi che pontifichi con cose insulse? Meglio restare terra terra e parlare di liberta’ vera, quella pura e semplice? Allora ti diro’ che da noi esiste una cosa che si chiama “custodia cautelare” che prima durava fino ad otto anni. Significa che puoi stare in galera fino ad otto anni senza processo. Qualche anno fa si sono resi conto che i magistrati, troppo impegnati a cercare di mandare in galera uno preciso, non lavorano molto, quindi qualcuno ha deciso che questo limite di otto anni e’ “non perentorio”. Lo sai cosa significa? Che puoi finire in galera e restare senza processo per sempre.

Come dici? Volevi sbarcare in Italia per prendere il primo treno diretto in Francia, Germania, Olanda? Porca miseria, potevi dirlo prima, allora fai benissimo! Ci vediamo a Berlino, Amsterdam, Parigi, Londra appena possibile.

Photo credit: Noborder network.

Via la patente nautica se porti gli occhiali

Ministro Altero Matteoli

Nel 2008, appena un mese dopo essere entrato in carica, il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli firma il decreto 146/2008 del 29/7/2008 che tra le altre cose dice che chi porta gli occhiali non potra’ conseguire, ne’ rinnovare, la patente nautica.

Il signor Matteoli ha avuto la faccia tosta di dire: “Crediamo che il regolamento dara’ impulso al settore per rigenerarsi, svilupparsi, offrendo anche un contributo alla crescita delle imprese legate alla nautica diportistica”

Ma non e’ finita. Lo stesso Ministro e’ riuscito a proporre, nel dicembre 2009, un innalzamento dei limiti di velocita’ sulle autostrade da 130 Km/h a 150 Km/h. Quindi, secondo questo genio, uno che porta gli occhiali puo’ sfrecciare in autostrada a 150 Km/h ma non puo’ comandare una barca a vela.

Conosco molti comandanti che ora non potranno rinnovare la patente nautica. Gente che va per mare per passione e di solito lo fa su una barca a vela. Altri che sono diventati skipper professionisti e che, perdendo la patente, perderanno il lavoro. Questa situazione a mio parere e’ inaccettabile. Voglio trovare delle forme efficaci di lotta per cambiare le cose e chiedo a tutti di cercarne insieme.

Testimonianze di cittadini sconcertati possono essere trovate su FareVela e su Il Giornale della Vela.

Photo credit: Cyberuly

Una sentenza assurda

Giudice Oscar Magi

Il mondo si chiede se il giudice Oscar Magi sia semplicemente ignorante o proprio idiota. Ecco alcuni stralci.

Hillary Clinton (Segretario di Stato USA): “Internet libero e’ un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle societa’ libere”.

David Thorne (Ambasciatore USA a Roma): “non siamo d’accordo sul fatto che la responsabilita’ preventiva dei contenuti  caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider“.

Google: “Questa sentenza attacca i principi di liberta’ sui quali e’ costruito Internet”. “Se siti come blogger, youtube ed ogni social network venissero considerati responsabili per i contenuti inseriti dagli utenti, allora il web come lo conosciamo cessera’ di esistere e molti dei vantaggi economici, sociali, politici e tecnologici che ha portato potrebbero sparire.”

Tech Crunch: “Qualcuno puo’ spiegare a questo giudice italiano cosa sia Google Video?”. “Perche’ nessuno ha spiegato a questo giudice idiota che il video non e’ stato messo dai dirigenti di Google?”

Beppe Grillo: “Se si scrive un insulto su un muro condanniamo il proprietario dello stabile?” e “Se minaccio qualcuno al telefono condanniamo la compagnia telefonica?”

Tech Dirt: “E’ semplicemente ridicolo“. “E’ difficile sentire queste cose e non pensare che il sistema legale italiano sia una barzelletta.”

New York Times: “L’Italia ha uno dei piu’ bassi tassi di utilizzo di Internet in Europa e gli esperti avvisano che questa sentenza puo’ erodere ulteriormente questa posizione.”

Mashable: “Condannare i dirigenti Google e’ quantomeno bizarro e mostra una completa ignoranza di come funziona Internet ed i servizi di condivisione dei diversi social network. Se non venisse ribaltata in appello, questa decisione potrebbe avere conseguenze a lungo termine su tutti i servizi di condivisione di contenuti su Internet. “

Lettera a Ricardo Franco Levi

Costituzione Italiana tradotta in Arabo

Ho appena mandato questa mail al Sottosegretario Ricardo Franco Levi.

A: Ricardo Franco Levi – levi_r@camera.it
Oggetto: Disegno di Legge sull’editoria

Caro Sottosegretario,

apprendo dal blog di Beppe Grillo che il giorno 12 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimita’ un Disegno di Legge che prevede che chiunque abbia un sito o un blog debba registrarlo al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), presso l’Autorita’ delle Telecomunicazioni.

Leggo anche che saro’ costretto a cercare una Societa’ Editrice o a fondarne una per continuare a scrivere sul mio blog.

Come se non bastasse sembra che io debba iscrivermi all’Albo dei Giornalisti per diventare Direttore Responsabile del mio blog o pagare qualcuno per diventare il mio “Direttore Responsabile”.

Mi pregio comunicarle fin da ora che, quale sia la sanzione prevista, non sottostarro’ a nessuno dei vincoli presenti nel Disegno di Legge in oggetto ne’ chiudero’ il presente blog.

Per memoria le riporto quanto recita l’articolo 21 della Costituzione Italiana:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

Sinceramente

Luca Venturini

http://luca.yepa.com