Non sei democratico!

In questa campagna elettorale è stato evidente, più che non in altre, che pochi sanno veramente cosa sia la democrazia.

Un esempio riguarda il dibattito televisivo. Secondo alcuni dire che lo si vuol fare solo con chi ha qualche possibilitá di guidare il paese non è democratico. Secondo altri dire che proprio non lo si vuol fare con nessuno, non è democratico. La verità è che fare o non fare, o fare con chi vuoi, un certo dibattito non ha nulla a che fare con la democrazia. Se io sono il capo di un partito e quella sera voglio andare a cena con mio cugino perché è indeciso, posso farlo. E prendere il voto di mio cugino è democratico quanto prendere quello di chi guarda la TV. Se voglio, udite udite, posso anche andare in piazza a urlare a una milionata di persone, e non faccio nulla di poco “democratico”.

Un altro esempio del malo uso del termine “democratico” riguarda il rispondere o meno alle domande dei giornalisti. Ho sentito dire che se non rispondo a un certo tizio che mi chiede una cosa (tipicamente domande intelligentissime), allora non sono democratico. E chi più ne ha più ne metta. Le dieci domande, che, se uno non risponde, allora non è democratico. Le venti domande che se non rispondi non sei democratico. Le domande che se non rispondi in TV non sei democratico e via dicendo. Poco conta che risponda tutti i giorni a centinaia di persone normali, cittadini e votanti. Se non rispondo ad uno che è iscritto ad un certo ordine (fondato da Mussolini), allora non sono democratico.

Altro caso fantastico riguarda cosa fai a casa tua. In questo caso ti dicono che non sei democratico se non inviti a cena questo o quello. Ma mi pare chiaro che a casa mia invito chi pare a me, e non gli amichetti di questo o di quello. Ieri sera, ad esempio, Beppe Grillo ha deciso di far entrare nel retropalco alcuni giornalisti e non altri (guarda caso quelli che non potevano entrare erano quelli iscritti al solito ordine, fondato sempre da Mussolini). Apriti cielo. Non è democratico. Tutto quello che diceva ieri Beppe Grillo, veniva sparato su youtube e lo vedevano decine di migliaia di persone; cosa c’entrerà mai con la democrazia far entrare uno o l’altro nel backstage? Se aggiungiamo che quelli che sbraitano perché non potevano entrare, non sono pagati dai loro lettori con i soldi delle copie che vendono, ma dai soldi delle nostre tasse, il quadro è completo.

Passiamo ad un argomento veramente spinoso. Decidere chi comanda in casa mia. Mi pare chiaro che in casa mia decido io. Ebbene no. I sedicenti democratici pretendono di dire cosa devo fare anche in casa mia. Quindi, secondo loro, non solo devo invitare a cena chi dico io, ma devo anche decidere insieme a loro chi partecipa e chi comanda. Quindi se faccio l’associazione politica, che so, “logaritmo in base dieci di mille” in cui può entrare solo chi sa cosa sia il logaritmo, allora non sono democratico.

(Incidentalmente ricordo che il logaritmo viene insegnato alle scuole medie e, mentre una professoressa ci spiegava cosa fosse, nell’aula accanto facevano leggere ai poveri alunni di un ramo del lago di Como di cui al mondo non frega un beato, in un’altra aula provavano a illustrarci i rudimenti di una lingua che non si parla più da un migliaio di anni e in qualche altra classe spiegavano cosa fosse democrazia. A questo punto non fatico a capire perché nessuno sappia cosa sia democratico e cosa no.)

Veniamo a noi. Qualcuno potrebbe ribaltare il discorso e chiedere a me cosa sia democrazia. Ecco la mia risposta: il 19 aprile del 1993 venne fatto un referendum. La domanda era “Vuoi dare i tuoi soldi ai partiti politici?”. Immaginate la risposta? Non serve troppa immaginazione. Un sonoro “vaffa” risuonó in tutto il paese e 31 milioni 225 mila 867 Italiani votarono per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti.

A questo punto quale sarebbe l’unica vera cosa democratica da fare? Abolire immediatamente il finanziamento pubblico ai partiti, o qualunque nuovo nome gli abbiano dato.

Oggi no. Proprio quando sembra che qualcuno si voglia far eleggere dicendo che eliminerà il finanziamento pubblico ai partiti (Grillo, Renzi, Berlusconi, Maroni e altri), un partito decide che vuole che quel finanziamento rimanga. E (qui risate) indovinate un po’ come si chiama quel partito? Partito Democratico. Incredibile. Aggiungo che tutti quelli che in questo periodo volevano spiegare a me cosa fosse o meno democratico, poi mi dicevano che intendevano votare proprio per il partito “democratico”.

In fondo tutto questo non è del tutto strano: quanti ricordano quale delle due Germanie si faceva chiamare “democratica”?

4 pensieri riguardo “Non sei democratico!”

  1. Ottima riflessione
    in fondo è quello che ho pensato anche io 😉
    metto in giro su facebook il link al tuo blog
    a presto
    Ivo

  2. Toqueville (parlando del sistema americano e del rischio della “dittatura” democratica):
    Vedo chiaramente nell’eguaglianza due tendenze: una che porta la mente umana verso nuove conquiste e l’altra che la ridurrebbe volentieri a non pensare più. Se in luogo di tutte le varie potenze che impedirono o ritardarono lo slancio della ragione umana, i popoli democratici sostituissero il potere assoluto della maggioranza, il male non avrebbe fatto che cambiare carattere. Gli uomini non avrebbero solo scoperto, cosa invece difficile, un nuovo aspetto della servitù… Per me, quando sento la mano del potere appesantirsi sulla mia fronte, poco m’importa di sapere chi mi opprime, e non sono maggiormente disposto a infilare la testa sotto il giogo solo perché un milione di braccia me lo porge. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare (o perdere nd.r.). Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso (Napoleone, Stalin, Hitler, Mussolini, Pinochet, ecc. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare (o perdere ndr). Se cerco di immaginare il dispotismo moderno, vedo una folla smisurata di esseri simili ed eguali che volteggiano su se stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri di cui si pasce la loro anima… Al di sopra di questa folla, vedo innalzarsi un immenso potere tutelare, che si occupa da solo di assicurare ai sudditi il benessere e di vegliare sulle loro sorti. E’ assoluto, previdente, e persino mite. Assomiglierebbe alla potestà paterna, se avesse per scopo, come quella, di preparare gli uomini alla virilità. Ma, al contrario, non cerca che di tenerli in un’infanzia perpetua. Lavora volentieri alla felicità dei cittadini ma vuole esserne l’unico agente, l’unico arbitro. Provvede alla loro sicurezza, ai loro bisogni, facilita i loro pensieri, dirige gli affari, le industrie, regola le successioni, divide le eredità: non toglierebbe forse loro anche la forza di vivere e di pensare? La sopravvivenza della forma liberale è connessa più con l’educazione alla libertà e con le garanzie per l’autonomia dell’individuo che con la difesa della mera eguaglianza. E’ facile essere eguali nella servitù, più difficile, ma necessario, essere liberi nell’eguaglianza.

    Dostoievsky: E gli uomini furono felici di essere di nuovo condotti come un gregge e che il loro cuore era stato alleggerito di un dono così terribile (la libertà) che aveva causato loro tanti tormenti.

    Hitler – Goebbels: Qualsiasi bugia, se ripetuta frequentemente si trasforma gradualmente in verità.

    Hitler: Tutti i grandi movimenti devono la loro origine a grandi oratori, non a grandi scrittori.

    Hitler: Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola.

    Hitler – Mein Kampf: Le masse non sanno cosa farsi della libertà e, dovendone portare il peso, si sentono come abbandonate. Esse non si avvedono di essere terrorizzate spiritualmente e private della libertà e ammirano solo la forza, la brutalità e i suoi scopi, disposte a sottomettersi. Capiscono a fatica e lentamente, mentre dimenticano con facilità. Pertanto la propaganda efficace deve limitarsi a poche parole d’ordine martellate ininterrottamente finchè entrino in quelle teste e vi si fissano saldamente. Si è parlato bene quando anche il meno recettivo ha capito e ha imparato. Sacrificando questo principio fondamentale e cercando di diventare versatili si perde l’effetto “perchè le masse non sono capaci di assorbire il materiale, nè di ritenerlo”.

    Pensaci bene – caro Luca – prima di fare una X sulle 5 stelle. Hitler conquistò i cuori e le menti di un popolo stremato e umiliato con argomenti e toni e modi non dissimili da quelli che usa Grillo (per niente simili a quelli beceri della Lega della prima ora o persino di Berlusconi, col quale pure le analogie sono molte). Vinse le elezioni e conquistò il potere con le elezioni, ma sappiamo poi come è andata finire.

    Giambattista Vico ha intuito una legge quasi fisica insopprimibile: per capire il presente basta solo guardare il passato con lo specchietto retrovisore.

    Non è un caso se nella parola d’ordine della Rivoluzione Francese dalla quale tra origine anche il pensiero liberale nel quale, se pur estremisticamente, affonda le sue radici l’evoluzione dello stesso Walden, la libertà è al primo posto.

    La democrazia non è mai tale “a furor di popolo”, ma lo è quando contempera ed equilibra il volere dei cittadini.

    Leggendo il Tuo Blog mi viene da pensare che è più saggio guardare la luna anziché il dito che la indica, ma questo può accadere anche per semplice distrazione…..

    Si potrebbe continuare a lungo, ma lascio a Te questo approfondimento, con l’auspicio che il Tuo voto (o il Tuo non-voto) sia utile, ma non nel senso che sia rivolto ad uno dei partiti presumibilmente maggiori, bensì utile al progresso di quel “consorzio sociale” del quale inevitabilmente siamo parte.

  3. facevano leggere ai poveri alunni di un ramo del lago di Como di cui al mondo non frega un beato, …
    l’hai pure messo in neretto?
    A parte che stai dicendo un falso parlando a nome di tutti, ora si spiega un meccanismo di scelta di una pletora di ignoranti che Grillo ha messo al Parlamento.
    Tra l’altro la matematica è logica e la letteratura aiuta a sviluppare la logica. Se vuoi distruggere anche il diritto allo studio, beh dillo esplicitamente.
    In ogni caso la democrazia è partecipazione alla vita politica di tutti, specialmente se li rappresenti. Ti rcordo che quando si sale al Parlamento si rappresenta anche chi non ti ha votato, per il bene del Paese. Ecco perché non c’è il vincolo di mandato. E’ il Paese che comanda, non Grillo.
    Grillo, nel criticare gli altri partiti, che sbagliano alla grande, fa i loro stessi sbagli. Solo urla di più. E alla gente piace seguire il leader di turno, perché non vuole pensare. Sai il pensiero a cosa serve? A risolvere, non solo a lamentarsi… Facile dire che fa tutto schifo… ma salire al potere senza neanche conoscere la Costituzione e le leggi è ancora più pericoloso. A proposito gli ignoranti degli latri partiti pagano i consulenti per poter dire qualcosa di decoroso, mentre Grillo spara cacchiate gratis!

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