I 7+1 responsabili della tragedia del Giglio

Rigoroso controllo su un barchino

Anche se mancano le informazioni dettagliate relative a quanto sia successo in plancia, direi che a questo punto ci sono abbastanza elementi per capire chi siano i responsabili della tragedia occorsa. Fermo restando che il responsabile ultimo della nave e’ e resta sempre il comandante, vediamo un po’ chi siano gli altri corresponsabili della tragedia. A differenza del comandante della nave che e’ pagato dalla Costa Crociere, si tratta, per i primi sette nomi, di persone pagate dalle nostre tasse.

1. Il comandante della Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano. Ho avuto modo di incrociare piu’ volte le motovedette della Guardia di Finanza al largo dell’isola del Giglio. Costoro sono in grado di fermare la stessa barca nella stessa settimana anche tre volte, trovando sempre le stesse carte a bordo, ma non credo che abbiano mai fermato la Costa Concordia che passava a 100 metri dall’isola. Disposto a ricredemi se qualcuno mi mostra i verbali del controllo. Da parte mia posso mostrare dozzine di verbali di controllo, inutili, riguardanti barche dai 10 ai 15 metri, tutte a vela.

2. I comandanti delle suddette vedette. Precisi e puntuali nel conoscere le norme in vigore e spesso anche nell’inventarne di nuove inesistenti, ma sempre riguardanti piccole imbarcazioni da diporto, per lo piu’ a vela. Ricordo che un giorno decisero di controllare per due lunghe ore ogni spillo della barca piu’ piccola che trovarono in porto. Dopo aver perso inutilmente le due ore, dissero che mancava il canone RAI dello stereo.

3. I comandanti delle motovedette dei Carabinieri che perlustrano con continuita’ le coste del Giglio. Anche loro hanno avuto modo di fermare piu’ volte imbarcazioni a vela di massimo 15 tonnellate, ma non credo abbiano mai fermato la Costa Concordia di circa 100000 tonnellate. Ricordo che, proprio dove e’ successo il fatto, ci spiegarono che, secondo loro, dovevamo ancorarci molto distanti dall’isola. In pratica ci dicevano che dovevamo stare piu’ distanti dall’isola noi, fermi all’ancora, che non la Costa Concordia a 15 nodi di velocita’.

4. Il Comandante della Capitaneria di Porto dell’Isola del Giglio in servizio in occasione dell’unico passaggio ravvicinato documentato del 14 agosto scorso, che non conosco personalmente, ma che immagino come i suoi colleghi sempre solerte nell’indicare alle imbarcazioni da diporto di 10 metri dove possono e non possono ormeggiare, dove possono e non possono transitare. Costui evidentemente non si e’ accorto di un’imbarcazione di 291 metri che usava passare a pochi metri dalla riva.

5. Il Comandante della Capitaneria di Porto di Porto Santo Stefano, superiore del precedente, che sguazza in quei mari tutti i giorni e che, pur responsabile dell’area di mare in cui la tragedia e’ avvenuta, non ci puo’ certo raccontare di non aver mai saputo che le navi da crociera passassero cosi’ vicine all’isola.

6. Il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno Gregorio De Falco. Si’, proprio lui, l’eroe di oggi (#vadaabordocazzo). Profondo conoscitore delle normative relative al comando in caso di naufragio, ci vuole spiegare se sapeva che le navi di quella stazza passavano a cosi’ poca distanza dall’isola del Giglio? Se non lo sapeva, ci vuole spiegare di cosa parla con i suoi uomini? Di quante imbarcazioni a vela di 10 metri abbiano fermato o meno in settimana? Ho avuto a che fare anche con loro ed ho potuto apprezzare la rigida precisione con la quale si applicano quotidianamente ad indagare se barchini di 2 metri e mezzo, abbiano o meno l’assicurazione. Purtroppo non sto scherzando.

7. Il Sindaco del Giglio Sergio Ortelli (“grazie per il passaggio ravvicinato”) al quale non e’ mai passato per la testa che una nave come la Costa Concordia non fosse proprio del tutto in sicurezza a quella distanza dall’isola. Anzi “si faceva interprete di un ringraziamento personale” verso il comandante della Costa Concordia.

Per ultimo, l’unico di tutti costoro che non sia pagato dalle nostre tasse:

8. Il comandante della nave: Francesco Schettino.

48 pensieri riguardo “I 7+1 responsabili della tragedia del Giglio”

  1. Mi sembri uno che l.altro giorno aveva parcheggiato il motorino a campo di fiori e mentre il vigile gli faceva l.ovvia multa gli rodeva cotanto che si è messo a fare foto alla vigile
    ancora mi chiedo xke
    nella tua lista mancano
    il ministro che ha nominato i suddetti marinai
    e il presidente del consiglio che hai votato che ha nominato il ministro

  2. Si, Luca, tutto quello che dici è sacrosanto! In questo paese, ricordatelo, tu ed io paghiamo le tasse su tutto quello che guadagnano e io rientro nel 2% dei più ricchi, secondo il fisco ufficiale. Probabilmente Briatore paga mano tasse di me….. Con questo voglio dire che gli Italiani sanno essere forti e severi solo con i deboli,…. dai più forti sanno prendere solo tangenti o altre forme di gratitudine.
    Ciò detto, non bisogna trascurare che tutto l’orrore verso Schettino non è tanto per il danno umano che con la sua imperizia o idiozia ha causato, ma piuttosto per l’antitesi alle doti di carattere che un comandante di qualsiasi nave dovrebbe avere che ha mostrato e per la viltà e la codardia tanto palesi, quanto inimmaginabili per un uomo con le sue responsabilità….

  3. Caro Filippo, rileggiti l’elenco. Chi nomina qualcuno non e’ responsabile quanto chi passa le sue giornate sulle motovedette li’ davanti. Comunque il ministro di cui parli forse e’ questo cialtrone di cui mi sono occupato in passato? http://luca.yepa.com/blog/2010/04/13/via-la-patente-nautica-se-porti-gli-occhiali (curioso che tu sappia anche per chi voto, visto che sul blog c’e’ tutto, ma proprio tutto, escluso forse una dichiarazione di voto)

    Caro Rodolfo, e’ proprio come dici. Abbiamo uno stato forte con i deboli e debole con i forti. Le forze dell’ordine mai si sono sognate di fermare la Costa Concordia, passando invece tanto tempo a fermare i diportisti che viaggiano a 5 nodi. Le responsabilita’ di Schettino sono pesantissime. La codardia anche.

  4. Concordo con te. Credo che tu abbia dimenticato però di citare Costa Crociere che non poteva non sapere e finché i soggiornanti erano contenti ci ha marciato per poi fare marcia indietro quando scoppia il casino.

  5. WOW che esperto che sei..
    al RIS non ti hanno preso perché avresti tolto il lavoro a tutti gli altri?
    da quanti anni sei in marina?
    Io non me ne intendo, ma almeno sto zitto e mi informo, non pubblico teorie degne al massimo di Barbara d’Urso e Pomeriggio Cinque!

  6. E’ inutile sai, De Falco è un e-ro-e, e pazienza se nell’ordinario ha peccato di lassismo. La sera in cui ha registrato la sua voce grossa ridicolizzando un perdente e facendoci ridere tutti ha seppellito il resto.

  7. E vabbè, alla fine è tutta colpa di Monti. E’ là che vuoi arrivare…

    Ma per favore.

  8. Tutto giusto! La codardia e l’incompetenza di Schettino sono inconfutabili, ma di persone cosi’ ce ne sono tante in tutti i mestieri e in tutte le aziende, e fanno anche carriera. Quello che e’ inaccettabile e’ che a nessuna di tutte le persone pagate con le nostre tasse (per evitare una simile evenienza) sia venuto in mente di fare il proprio lavoro. Aggiungerei ch non e’ solo lo Stato in Italia ad essere forte con i deboli e debole con i forti, purtroppo si tratta di un vizio nazionale.

  9. la cosa più penosa e agghiacciante nel balbettio di schettino è che balbettava in napoletano.. roba da matti ma come li scelgono questi comandanti. almeno un corso di italiano

  10. Il tuo ragionamento è inattaccabile. La cosa assurda è proprio chi attacca una tesi tanto semplice quanto sacrosanta. Eppure nel mare della rete c’è anche chi non riesce a contare fino a 20 senza doversi togliere le scarpe.

  11. @ Luca delle 20 e 13: v edi che la maestra ti aveva insegnato bene? Continua a tacere quando, semplicemente, non sei all’altezza.

    L’argomento è serio e ben impostato; Schettino passerà alla storia come “il codardo”, e forse è anche vero. Ma non dobbiamo permettere che sia facile paravento per tutti gli altri colpevoli, e sono tanti. Mi sono permesso di condividere su FB.
    Buona sera.

  12. Credo purtroppo che la posizione della nave fosse a conoscenza di piu’ persone………..e’ il salutino all’Isola fosse un usanza gia’ tollerata in passato, una licenza poetica e che queste persone abbiano tollerato anche questa volta, poi e’ successa la catastrofe. Tuttavia i protagonisti di questa tragedia sono gente di mare che hanno dimenticato una legge fondamentale, quella del mare appunto, che poco tollera le licenze poetiche….
    mah, c’erano 4000 persone su quella nave, ci sono stati tanti morti, famiglie spezzate, come e’ possibile che la sventatezza di una sola persona possa causare un danno simile senza che nessun sistema di sicurezza possa intervenire….siamo nel 2012, una nave del genere si potrebbe telecomare……idioti completi, proprio idioti con le mani sporche di sangue, chissa’ Dante a che girone dell’Inferno li avrebbe destinati….
    Cristiano

  13. Sono solo parzialmente d’accordo… il controllo del diporto nautico è sacrosanto, c’è gente che ha i razzi scaduti o non li ha per nulla, gente che mette il pilota automatico, ammazza i bagnanti e si salva sempre al processo dicendo che il pilota automatico s’era incastrato… Un barchino di due metri e mezzo che va a riva con un fuoribordo da 4 cavalli puo` tranciare la carotide di un padre di famiglia, quindi l’assicurazione rc è SACROSANTA! Le barche sono talmente tante che la probabilità di essere controllati è bassissima e l’unico deterrente è il terrore del controllo… quindi io ringrazio, pur essendo un amante del mare ed un velista, la capitaneria e la GdF per tutte le rotture di coglioni. Per questo tuo astio non condivido il tuo post. Tuttavia detto questo, su tutto il resto hai perfettamente ragione. Queste persone sono responsabili, se non altro di aver subito passivamente l’andazzo.

  14. No, non sono d’accordo con questo ragionamento e con questa classifica, è come dire che di un omicidio la colpa non è dell’assassino ma della polizia che non l’ha fermato in tempo.

  15. @Roberto Diciamo che se uno punta la pistola alla tempia alla stessa persona tutti i giorni nello stesso luogo e trovo sette persone tra le forze dell’ordine che lo sapevano, quando poi avviene l’assassinio qualche dubbio che siano responsabili mi viene.

  16. C’è bisogo di avere subito il colpevole, meglio se uno solo e meglio ancora se facile da individuare. C’è bisogno di guardare in faccia il responsabile per non fare fatica a capire le articolazioni dei fatti, il sistema che c’è dietro. Qui c’è molto di quello che penso.

  17. manca la compagnia navale:
    sapeva delle manovre? le tollerava? o forse le suggeriva?
    come sceglie i capitani? come li addestra?
    come equipaggia le navi? come addestra gli equipaggi?
    perché non c’erano abbastanze scialuppe e salvagenti?
    perché la nave si è ribaltata così velocemente rendendo impossibile un efficace evacuazione? era progettata per esseer molto stabile o per essere molto commerciale?
    certo Schettino è responsabile e pagherà, ma molti altri hanno anteposto interessi diversi alla sicurezza.

  18. Hai perfettamente ragione, non si può scaricare tutta la colpa su un’ unica persona quando tutto il sistema non funziona… non bisognava permettere che la nave si avvicinasse troppo all’ isola.. dov’erano le dovute autorità che hanno il compito di vigilare? e soprattutto se il capitano non era competente chi c’è l’ ha messo a comandare una nave così di grande portata? ci sono delle agenzie esterne alle compagniedi navigazione che ogni hanno tramite dei corsi obbligatori prendono milioni di euro per valutare e preparare personale a situazione del genere… chi ha abilitato Schettino se non era competente? e poi quel De Falco.. siamo tutti capaci a preparare una telefonata registrata per scaricare tutte le colpe sul capitano, comprese le responsabilità della guardia costiera… per me è il sistema che è superficiale.. se facessero rispettare tutte le norme e i compiti in modo rigido tutto questo non accadrebbe…

  19. @Luca voglio dire che se bisogna stilare una “classifica” delle responsabilità, al primo posto per me c’è sempre chi ha commesso il fatto, poi in seconda battuta le autorità, la compagnia, il “sistema”.
    La responsabilità deve avere sempre un nome e un cognome, va bene la ricerca della “root cause” ma attenzione a non cadere nel benaltrismo e nel tutti colpevoli nessun colpevole.
    In questo caso poi c’è poco da dire: il comandante di una nave è il responsabile della propria nave, non certo per presenziare all’imbarco/sbarco.

  20. Sono completamente d’accordo con quello che hai scritto. Con tutta probabilità ci saranno corresponsabilità anche con altri uomini di bordo forse anche qualche dirigente Costa. Ad ogni modo quello che indigna è questa volontà di giustizia sommaria e la ricerca di un capro espiatorio. La trasformazione poi di un uomo come De Falco in un eroe per aver fatto niente più del proprio dovere, forse anche in ritardo, la dice lunga sulla superficialità con la quale la gente misura le cose che accadono. Non voglio deresponsabilizzare Schettino ma, nella telefonata che ho più volte ascoltato, De Falco fa la voce grossa, fa le domande e si da anche le risposte, avendo come interlocutore un uomo piccolo piccolo con un enorme trauma e un altrettanto gigantesco senso di colpa, certamente inadatto ad affrontare la tragedia del momento e quindi anche poco utile a coordinare soccorsi. Meglio quindi che si sia tolto dai piedi per evitare di continuare a fare ulteriori danni.

  21. @claudio, ma quale capro espiatorio ? Qui non si cerca il colpevole a tutti i costi, il colpevole (o i colpevoli che siano) hanno nomi e cognomi e stavano sulla nave.

    Il comandate è certamente un poveretto ma un poveretto che era responsabile e quindi colpevole, basta con questa logica di responsabilità diffusa e quindi rarefatta.

    Finirà che è stata colpa dello scoglio…

  22. Roberto, io imputo a Schettino tantissime responsabilità, anche perchè il suo ruolo lo condanna. L’ho anche scritto che non intendevo deresponsabilizzarlo. Il fatto è che colpevolizzando solo lui, magari altri, in parte corresponsabili, la passeranno liscia. Non si tratta di responsabilità diffusa e quindi diminuita, ma della ricerca di una giusta ed equilibrata giustizia.

  23. Salve,
    in parte concordo con te nell’attribuzione delle responsabilità anche ad altri e non solo a Schettino (che essendo un uomo come tutti noi è stato preso dal panico ed è fuggito ingloriosamente! non si sa mai come si reagisce ad un evento così grande, essere comandanti, per quanto preparati si possa essere non ti da la certezza di come reagirai ad una situazione così grande). Tralasciando, come ho detto la ingloriosa e vergognosa prestazione di Schettino, e buttando nel calderone la Società che NON poteva NON sapere del famoso inchino, così come le varie Autorità del luogo, sarebbe facile prendersela con la GDF perché contravvenziona te e non la Concordia; ce lo vedi tu un 5-30 della Finanza che spaletta la Concordia e gli dice “accosti prego”? quelle sono segnalazioni che vanno fatte d’Ufficio e certamente a cura della Capitaneria a livello Dirigenziale e non dal soldatino (con il massimo rispetto parlando) della Finanza..
    Anch’io credo che quando si scrive pubblicamente in un blog l’astio personale vada messo da parte, sennò qui facciamo un calderone di responsabilità, che ti rammento, perlomeno per quella penale èp strettamente personale, quindi, al momento, di Schettino; la procura di Grosseto penso sarà ben felice di accertarne altre eventuali.
    Saluti.

  24. @claudio secondo me nessuno sorvola sulle responsabilità di terzi, gli ufficiali, la Società, lo Stato.
    Sono però molto in disaccordo, ripeto, nell’anteporre la responsabilità delle istituzioni e delle loro persone rispetto al comandante stesso.

    Lo Stato deve far rispettare la legge a tutti i livelli, ma questo non giustifica in nessun caso dal commettere reati, perché di questo stiamo parlando.

    E non intendo tanto la bravata de “l’inchino” quanto il comportamento post avaria.
    Non sono d’accordo nell’accettare il comportamento codardo e incoscente del comandante come giustificato dal panico: lui è in quella posizione proprio perché è tenuto a saper gestire casi come questo, o anche più gravi, altrimenti per indossare l’uniforme e fare i convenevoli bastava un cameriere di bella presenza (con tutto il rispetto per i camerieri, che in questo frangente si sono probabilmente comportati molto più coraggiosamente e dignitosamente).

  25. @Roberto
    assolutamente d’accordo con te per quanto attiene al comportamento del Comandante, lungi da me nell’accettarlo né tantomeno giustificarlo; è chiaro che nella sua posizione “doveva” sapersi comportare; dico solo che alla fine è sempre un uomo, con tutti i suoi difetti; il suo comportamento non è stato doloso e questo mi pare chiaro, ma altamente “colposo” per svariati aspetti, per cui sono d’accordo su una giusta e severa punizione per lui ma non condivido le minacce, gli sfottò esagerati e compagnia bella, che alimentano solo l’odio generalizzato, perché alla fine pagheranno i suoi figli e i suoi familiari per la sua codardia.

  26. Mi spiace ma, a mio giudizio, lo sfogo polemico appare mal indirizzato: una cosa è lamentarsi per l’ecceso di zelo e l’esasperante pignoleria di certi controlli (fiscali e non), un’altra cosa è mettere questi fatti in collegamento con il naufragio della Costa Concordia. tra l’altro ci sono anche alcune evidenti inesattezze.
    Il Comandante De Falco (Capitano di Fregata) NON è il comandante della Capitaneria di porto di Livorno, che è un ammiraglio, ma è “solo” il Capo sezione operativa della Direzione Marittima / Capitaneria di Livorno.
    A parte eventuali limiti di distanza previsti nel solo periodo balneare o per finalità non legate alla sicurezza della navigazione, le navi hanno l’obbligo di seguire rotte o corridoi di traffico predefiniti solo in determinate zone, segnalate nelle carte nautiche. In tutte le altre zone è il comandante della nave che determina la distanza minima di sicurezza in base alle caratteristiche della nave, alle condizioni meteomarine, ecc.. In teoria, pertanto, a prescindere da eventuali altri limiti, la Costa Concordia avrebbe potuto transitare in tutta sicurezza anche passando vicino all’Isola del Giglio ……. ma evidentemente il comandante non ha usato la necessaria prudenza, visto che non c’erano esigenze di particolare importanza e che avrebbe dovuto considerare anche eventuali imprevisti!
    Normalmente, quando i comandanti deviano dalle rotte abitualmente seguite (ancorchè non obbligatorie), hanno l’accortezza (l’obbligo sussiste solo in casi particolari, come ad esempio nel caso in cui nel tratto di mare che intendano attraversare siano presenti particolari divieti o limitazioni e serva pertanto una specifica autorizzazione preventiva) di informare la competente Autorità marittima (Capitaneria-Guardia Costiera), per ottenere specifiche autorizzazioni o anche per evitare di creare situazioni di possibile allarme.
    A parte quindi eventuali violazioni di norme che nulla hanno a che fare con la sicurezza, nel caso specifico il problema si può così sintetizzare:
    qualunque fosse il motivo per cui il comandante della Costa Concordia ha ritenuto di dover navigare sotto costa e qualunque sia stata la causa dell’urto (avaria tecnica e/o errore di manovra), non risultava alcuno stato di necessità o di forza maggiore: per cui appare evidente che il comandante non ha tenuto una distanza di sicurezza, tale cioè da metterlo al riparo anche da un eventuale imprevisto tecnico. Peraltro non esisteva una distanza minima di sicurezza predeterminabile a priori dalle Autorità citate, ancorchè fossero informate di tale passaggio, Sindaco compreso. Corresponsabilità di terzi sembrerebbe poter sussistere, dunque, solo se qualcuno abbia cercato di forzare le decisioni del Comandante che, ricordo, secondo il nostro Codice della navigazione rimane sempre e comunque responsabile della manovra, anche qualora abbia il pilota a bordo (ovviamente, a meno che questi non gli abbia fornito informazioni errate!!).
    Chi ora si erge a censore di tutto e di tutti, se fosse stato sul posto magari avrebbe anche lui approfittato della situazione e scattato … foto spettacolarin della nave che passava vicino all’isola, senza neppure essere sfiorato dalle critiche (spropositate) che emergono solo a disastro compiuto! O no?

  27. De Falco non è l’eroe di nessuno, almeno non il mio. E se è l’eroe di qualcuno, sarà un qualcuno tanto mediocre da non capire che anche Topogiggio dal suo ufficio, seduto su una comoda poltrona, consapevole del fatto che sta registrando una chiamata da lui stesso deciso e che andrà a finire nelle mani di chi di dovere, era in grado di urlare strepitare e fare la voce grossa.

    Complimenti Luca per il tuo blog, e per quanto nel tuo articolo ci siano ovviamente questioni personali, neanche un nome di quelli che hai elencato è fuori luogo.

  28. Ringrazio l’ottimo Sandro per il competente ed esauriente commento che ci permette di delineare i limiti di competenza dei vari protagonisti riguardo alla rotta.

    Per quanto riguarda i controlli, quello che e’ successo in quel tratto di mare negli scorsi anni e’ che, a fronte di controlli quotidiani effettuati sempre, e soltanto, sulle piccole imbarcazioni a vela, molti diportisti hanno deciso semplicemente di andare altrove. Molti di questi erano stranieri.

    I controlli continui e, visto le proporzioni con le quali oggi siamo costretti a confrontarci, la completa inutilita’ degli stessi, trasformavano giornate di vacanza in giornate passate a studiare il burocratese di provvedimenti quanto meno arbitrari e spesso totalmente infondati.

    Per capire quale sia il risultato basta fare un giro a Cala Galera o a Porto Santo Stefano e chiedere agli ormeggiatori quanti fossero i Tedeschi cinque anni fa’ e quanti sono ora.

    Veniamo dunque alle responsabilita’.

    Visto che questi signori ritenevano di fermare di continuo la stessa barca, anche quando al controllo fatto tre giorni prima tutto era in ordine e non era stato fatto alcun verbale (fatto capitato con la Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano);

    visto che questi signori avevano tempo per chiedere l’assicurazione del tender delle imbarcazioni anche quando il tender non era in loco. E avevano il tempo di proseguire in un simile allambiccato tentativo di fare un verbale a tutti i costi, fino ad andare al giudice di pace di Orbetello per cercare di “difendere” il fatto che un tender, che non c’e’, debba avere l’assicurazione, anche se e’ in una cantina di Roma e non su una barca. E il fatto che fosse altrove lo si poteva anche facilmente intuire visto che la barca era li’ per regatare (fatto capitato proprio con la Capitaneria di Porto di Livorno);

    visto che questi signori avevano il tempo di scegliere accuratamente la barca piu’ piccola di Cala Galera (imbarcazione di 10 metri a vela) e fare un controllo minuzioso fino a scoprire dopo due lunghe ore di lavoro (e ore sottratte alla vacanza del diportista) che mancava il canone RAI per lo stereo (costo: 7 euro). Faccio presente, giusto per aggiungere un po’ di colore, che la barca era ormeggiata accanto al Piropo VI di Gaetano Caltagirone: un’imbarcazione di 54 metri. (fatto capitato con la squadra imbarcata della Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano);

    visto che questi signori avevano il tempo di effettuare un controllo sulla barca di cui ero comandante, all’ancora alle Cannelle in una mattina di Giugno, con l’isola deserta, per sostenere che la barca era all’ancora troppo vicino alla riva e che doveva allontanarsi, salvo poi ricredersi perche’ “la distanza forse era quella giusta forse no”, tante’ che non c’e’ stato fatto nessun verbale. La barca quella volta era esattamente sulla rotta del Concordia, qualche decina di metri piu’ a sud degli scogli colpiti dalla nave. Ci chiesero di spostarci in un punto dove la nave e’ passata, quindi se tanto mi da’ tanto, se malauguratamente ci fosse stato l'”inchino”, saremmo stati colpiti prima degli scogli. (fatto capitato con la squadra imbarcata dei Carabinieri di Porto Santo Stefano)

    Visti questi atteggiamenti da parte delle forze dell’ordine di quella zona (mai avuto esperienze negative con la Polizia di Stato che evidentemente sceglie di fare il proprio dovere andando ad inseguire i malviventi e non a rompere le scatole ai cittadini comuni), mi sarei aspettato almeno un controllo alla Costa Concordia diciamo nell’ultimo anno. Se una imbarcazione con 10 persone a bordo viene controllata tre volte a settimana, vogliamo controllare un’imbarcazione con 4000 persone a bordo almeno una volta all’anno?

    Visto che tutti costoro sono molto bravi nello scegliere chi controllare e chi no, avrebbero potuto tranquillamente far perdere mezza giornata alla Concordia ogni volta che passava dove volevano o non volevano loro, dove gradivano o non gradivano. Oppure semplicemente avrebbero potuto decidere di far perdere mezza giornata ad equipaggio e 4000 passeggeri senza alcun motivo, come facevano con noi. Magari se qualcuno di questi uomini di mare avesse stimato che la manovra in questione era troppo azzardata, avrebbe potuto, che so, decidere di effettuare un controllo in piu’ alla nave che passava troppo vicino.

    No, temo che tutti costoro avessero troppo da fare con i diportisti, troppo tempo da perdere per fare i forti con i deboli ed i deboli con i forti per sognarsi minimamente di porsi il problema di dove passava la Concordia.

    Per quanto riguarda la persona che era al telefono quella sera: Gregorio De Falco (#vadaabordocazzo), era il responsabile della sala operativa della Capitaneria di Porto di Livorno. Cioe’ quel luogo dove vedono, tramite il sistema AIS, dove passano le navi. Quindi quello che per 52 settimane all’anno ha visto passare la Concordia in quel tratto di mare. Quante volte l’ha vista sfiorare gli scogli? Quante volte qualche suo uomo gli ha detto di averla vista sfiorarle gli scogli? Quante volte ha pensato, detto o ordinato di effettuare un controllo sulla Costa Concordia? Il suo collega che aveva cosi’ tanto tempo da recarsi presso il Giudice di Pace di Orbetello per cercare di sostenere una tesi palesemente infondata, non avrebbe potuto passare il suo tempo ad analizzare la distanza dalla costa di navi da 100000 tonnellate? E tutti coloro che passavano il loro tempo ad analizzare la distanza dalla costa della mia barca da 5 tonnellate, tanto da dire a me che ero troppo vicino, non potevano pensare appena un attimo alla distanza dalla costa di una nave da 100000?

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  30. Sono pienamente d’accordo .
    Come mai in tutti i servizi televisivi,radiofonici e dei vari quotidiani si parla solo ed esclusivamente delle colpe del comandante e non di chi è preposto a garantire la sicurezza sul mare?
    Le caste continuano a farla da padrone!
    Povera Italia!

  31. scusatemi se mi inserisco:
    avete scritto per tre volte 10000 (diecimila) tonnellate.
    mi sembra che siano 100000 (centomila) tonnellate.
    cordiali saluti
    rovigo 19 gennaio 2012

  32. Interessante lettura.
    Concordo pienamente con l’opinione di Luca e tutti quelli che hanno portato anche maggior chiarezza all’accaduto.

    Voglio esprimere qui qualche opinione, a prescindere dalle gravi responsabilità ed i terribili errori del Sig.Schettino, che sono ineludibili.
    La legge (si spera) farà il suo corso, identificando eventuali corresponsabilità in chiunque e a qualunque livello avesse potuto notare (ed ignorare) il fatto che la nave in quel momento stesse seguendo una rotta decisamente troppo pericolosa.

    Correggetemi se sbaglio, ma sia la Concordia che il servizio di sicurezza alla navigazione hanno o no in dotazione moderni radar e localizzatori satellitari in grado di indicare chiaramente posizione, velocità e direzione di ogni imbarcazione presente nel raggio d’azione? Azzardando un parallelo con quanto avviene nei cieli, mi pare che anche per la navigazione commerciale esistano sistemi simili all’ATC (Air Traffic Control), studiati per controllare, valutare e variare in tempo reale le rotte dei velivoli (navi nel caso marittimo) allo scopo di evitare pericolosi avvicinamenti tra imbarcazioni, tra imbarcazioni e coste/scogli, e/o aiutare il Comandante in transiti particolarmente impegnativi o porti trafficati.
    Se tale apparecchiatura è presente sulla nave, è previsto che qualcuno la utilizzi di continuo o solo in alcuni casi? . Stessa cosa per l’apparecchiatura di terra, esiste? è prevista? come va utillizzata?
    Prego chi sa le norme in merito di chiarirle.
    Inoltre, a leggere le varie ipotesi trovate in rete, sembra, e sottolineo SEMBRA che il Comandante fosse praticamente da solo sul ponte di comando al momento dell’incidente (o addirittura accompagnato dalla donna con cui aveva cenato).
    E’ tutto questo possibile? Io son più che sicuro che tale situazione non possa accadere: proprio recentemente NatGeo ha riprogrammato il documentario girato sulla Serena, nave gemella della Concordia. Molte scene son girate sulla sconfinata plancia di comando, sempre piuttosto affollata di ufficiali alle loro postazioni. Un Capitano Kirk che manovra tutto solo la sua Enterprise troppo vicino ad una supernova, solo per impressionare la bella di turno, mi sembra ipotesi alquanto incredibile. Perdonate la leggerezza, sono ben conscio che la realtà è che ci sono VERI morti e dispersi nel caso della Concordia.
    Dubito comunque che non ci fosse un Primo Ufficiale, o un ufficiale di navigazione o chi altri sul ponte che avrebbe in qualche modo notato e potuto far notare al comandante la pericolosa variazione di rotta.
    Se il comandante sta commettendo un errore palese, esiste una qualche norma che consente ad un altro ufficiale di correggere la situazione?

    Non si tratta di diminuire in alcun modo le colpe del Sig.Schettino, che ha manovrato la sua enorme nave (114mila tonnellate, a quanto ne so) in maniera folle, ma di capire se e come tale tragedia avrebbe potuto essere evitata, di comprendere nei dettagli l’accaduto, con tutte le reponsabilità chiarite fino alla più piccola (come avviene per gli incidenti aerei) allo scopo di migliorare la sicurezza in maniera radicale.

    Ripeto, i auguro che il Sig.Schettino venga punito a rigor di legge, e che altre pene siano aggiunte a chiunque abbia avuto anche la minima responsabilità.

    Mi permetto di commentare il post di chi a parlato di “assassino e polizia”: parallelo sbagliato. Qui non abbiamo una persona che ne uccide un’altra direttamente. Qui abbiamo un “mezzo di trasporto”, incidentato a causa di errata conduzione, che ha causato la morte ad alcune persone.
    Ha più senso paragonare la Concordia con un’autobus che abitualmente attraversa un incrocio in maniera errata, ignorando il buonsenso, le leggi e l’eventuale segnaletica, finchè accade la tragedia.

    Che Lo Stato stavolta sia forte con tutti. non solo con i deboli. E anche con sè stesso se necessario. Ricordiamoci, in italia abbiamo autisti di scuolabus con pensioni da ciechi, e ora comandanti di navi di provata incompetenza.

    Giacarta, 20 gennaio 2012

  33. Anche gli inquirenti stanno ragionando sulle responsabilità della capitaneria di porto.

    Il Messaggero:

    “L’inchiesta, intanto, va avanti e procede su diversi fronti. Non ultimo quello che riguarda le modalità di intervento nei soccorsi da parte della stessa Capitaneria di porto. Oltre a tollerare i passaggi delle navi così vicini alla costa – ritengono gli inquirenti – nonostante la strumentazione che posseggono, non si sono accorti di quello che stava succedendo sulla Concordia.”
    link: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=44377&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

  34. AL GIGLIO NON VALGONO LE NORMATIVE ITALIANE DELLA CAPITANERIA DI PORTO:

    Buon giorno, di seguito la mia risposta al comandante ufficio tecnica della
    capitaneria di porto di ravenna, in merito alla non applicazione della
    normativa italina nelle attivita’ subacquee condotte dalla ditta olandese Smit
    al Giglio.

    con preghiera di lettura

    Buongiorno signor Ferrari, la ringrazio per la cortese risposta, il punto e’
    proprio questo, l’unica normativa sul lavoro subacqueo in Italia e’ quella del
    lontano 1979, la quale non prevede deroghe per le aziende e i sommozzatori
    stranieri.

    La fase di emergenza relativa la recupero del carburante dal concordia, e’
    terminata. Pero’ la ditta Smit, Olandese, continua a operare al recupero dei
    relitti attorno alla nave, senza ottemperare alle normative italiane relative
    all’iscrizione ai registri delle Capitanerie di Porto, alle visite mediche
    vidimate dalla sanita’ marittima portuale, al nulla osta. Nei confronti delle
    aziende italiane che invece hanno sempre questi oneri, e’ quasi concorrenza
    sleale e sleale comportamento da parte dell’autorita’ marittima.

    In realta’ la situazione palesa, il fatto chela normativa del lontano 1979 non
    risponde all’attuale situazione di libera circolazione dei lavoratori in
    Europa, e va migliorata abrogando le limitazioni inutili.

    Il ministero dei trasporti e delle infrastrutture e il comando generale delle
    capitanerie di porto, in quanto organi anche legislativi, possono autonomamente
    e in breve tempo , modificare la legge in una legge europea.

    Aiutiamo i lavoratori e le imprese italiane, acceleriamo il processo di
    semplificazione burocratica, prima che la concorrenza straniera venga a
    lavorare a casa nostra.

    Buon lavoro

    Albero Lope

    —-Messaggio originale—-
    Da: tecnica.cpravenna@mit.gov.it
    Data: 13-apr-2012 11.29
    A: “sempreattenti71@libero.it”
    Cc: “CHIEPPA Nicola Maria (C.C.)”
    Ogg: Re: nota e mail in data 29.03.2012, ore 16.23

    C.A. Sig. Alberto Lope

    In esito ai contenuti dell’istanza in oggetto, si comunica che la disciplina
    in materia di Operatori Tecnico Subacquei è all’attualità il Decreto
    Ministeriale 13.01.1979 e successive modifiche.
    Questa Autorità Marittima, pertanto, non può che applicare la norma sopra
    citata.
    Pur prendendo atto delle osservazioni contenute nella nota che si riscontra,
    si comunica che le medesime potranno essere inoltrate al competente Ministero
    delle Infrastrutture e dei Trasporti, per le valutazioni di merito.
    Si resta comunque a disposizione per eventuali chiarimenti.-

    RAVENNA HARBOUR MASTER
    Techinical Department
    STV(CP) Daniele FERRARI

  35. Costa Concordia aveva il beneplacido della capitaneria a passare ad una distanza di sicurezza dal Giglio. Questa distanza per una nave di 300m era troppo poca. Responsabile e’ anche la capitaneria. E’ bastato un errore umano a causare il disastro.A 15 nodi una nave percorre 463 metri / minuto. Immaginate quanti metri di mare puo’ spazzare una nave di 300 metri quando compie una accostata di 15gradi. Se autozzi un mostro a venirti vicino a mezzo miglio a 15 nodi non chiamarla distanza di sicurezza.

  36. Costa Concordia aveva il beneplacido della capitaneria a passare ad una distanza di sicurezza dal Giglio. Questa distanza per una nave di 300m era troppo poca. Responsabile e’ anche la capitaneria. E’ bastato un errore umano a causare il disastro.A 15 nodi una nave percorre 463 metri / minuto. Immaginate quanti metri di mare puo’ spazzare una nave di 300 metri quando compie una accostata di 15gradi. Se autozzi un mostro a venirti vicino a mezzo miglio a 15 nodi non chiamarla distanza di sicurezza.

  37. Salve Luca. Ho provato a cercare un “contattami” ma non l’ho trovato. Avrei bisogno di farLe alcune domande sul blog che ha scritto. Sto facendo una tesi sui Social Media e la COsta Concordia e dovrei intervistare alcuni bloggers. Mi sarebbe molto d’aiuto. Grazie mille, Francesca

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