Bufale via mail

Cary Grant porta una bufala in “Suspicion” di Alfred Hitchcock

Periodicamente ricevo email da amici e conoscenti che mi invitano a cadere nell’ennesima bufala. Di solito si tratta di inviare soldi da qualche parte o di salvare persone facendo alcune cose.

Tipicamente c’e’ anche un elemento virale: qualcosa che accade solo se a nostra volta inviamo la mail ad un certo numero di persone. Cosi’ ogni tordo che riceve la bufala la invia a tutti i propri contatti.

Non c’e’ nessuna protezione perche’ inviare email e’ gratuito, mentre costa tempo per chi la legge. Informarsi su Internet prima di spedire una bufala e’ veramente semplice. In questo modo non si fa la figura dei tordi con tutti gli amici e non si fa perdere tempo a nessuno.

Fino a qualche tempo fa avevo deciso di applicare una tecnica singolare ma efficace: scrivevo una lunga email che era dotata di credibilita’ simile all’originale ma che era palesemente falsa. In questo modo il tordo capiva come funziona il mondo e si informava prima di dire sciocchezze. Purtroppo questa tecnica di difesa era lenta e mi faceva perdere ancora piu’ tempo, ma l’efficacia era impareggiabile.

Esempi mitici erano la catena di Sant’Antonio della Cementir di Frascati che offriva $245 per ogni capocciata ben assestata alle pareti di casa e della Vetrai F.lli Colantoni che avrebbe pagato per ogni sassata che avesse rotto un vetro ai vicini.

Poi presi a rispondere inviando il mitico virus albanese, che in realta’ giro’ molto piu’ di un vero virus in quanto chi lo riceveva si divertiva a spedirlo a tutti gli amici. Di fatto era una mail assolutamente innocua, che diceva che il virus era stato sviluppato con scarsi mezzi e prima chiedeva all’utente di cancellarsi i file del proprio disco e poi di inviare la mail a tutti i propri contatti.

Ora ci sono le reti sociali ed i blog, ma il mondo non cambia, e ogni tanto ricevo una bufala. Ho quindi deciso di creare la Hall of Fame delle bufale che ricevo con tanto di nome e cognome di chi me la manda e bufala ricevuta:

  • Ivo <Cognome censurato> mi manda oggi una bufala che e’ in giro dal 1997.

Photo credit: guendal, Lua sp e Alfred Hitchcock.

2 Responses to “Bufale via mail”

  1. Ivo says:

    Caro Vetturini,

    meglio mandare una bufala pensando di fare del bene che restare indifferenti.

    Non sempre si ha tempo, o meglio attualmente quasi mai, di controllare la bontà o meno di una catena simile.

    Tu che hai tempo a quanto pare, cerca di trovare qualcuno da aiutare, anche te stesso.

  2. luca says:

    Caro Ivo,

    purtroppo come sai il tempo scarseggia per tutti. Quello che mi colpi’ nella emai e che mi spinse a parlarne sul blog era l’oggetto che diceva qualcosa tipo “Messaggio molto importante” o qualcosa di simile.

    La cosa spaventosa delle email e’ l’effetto moltiplicativo che si puo’ ottenere, quindi per un mittente che non passa un paio di minuti a cercare sul web se si tratta di una cosa vera o meno, ci sono duecento persone che passano gli stessi due minuti a leggere una cosa inutile.

    Seguiro’ comunque il tuo consiglio e cerchero’ qualcuno da aiutare. Magari faro’ anche in modo che non si tratti del solito aiuto ad usare meglio la mail o la rete.

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